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Questo è il titolo che ho voluto dare al mio report/video.  
Durante la mia vacanza in Serbia, a Novi Sad, ho avuto l' occasione ed il piacere di conoscere luoghi e situazioni a me nuovi.  
Principalmente ho potuto visitare le bellezze architettoniche, le piazze ed i monumenti della città in cui sono stato ospite: Novi Sad, per l'appunto, la seconda città più grande ed importante della Serbia, ricca di diverse etnie e culture.  

Mi sembra ieri il giorno in cui di tutta fretta preparavo le valigie, cercando di mascherare l’ansia e ogni sicurezza ai miei genitori. Continuavo a ripetermi: “Chissà che clima farà a San Pietroburgo, del resto, è pur sempre estate anche là”. Optai quindi per il cosiddetto “abbigliamento a strati”, quello che tutte le mamme consigliano prima di ogni viaggio: un paio di felpe, jeans lunghi e qualche t-shirt, nel caso in cui il tempo fosse stato più caldo del previsto. E così, una volta sistemata con cura ogni cosa, cercai di prender sonno, invano. Mille pensieri mi tenevano sveglia: paura, ansia e una voglia pazzesca di vivere una nuova esperienza, e questa volta da sola. 

Dopo quasi 4 ore di volo, arrivai nell’aeroporto Pulkovo, a 16 km da San Pietroburgo. Tra uno sguardo e l’altro, riconobbi Masha, la ragazza che mi avrebbe ospitato per il mio soggiorno in Russia, accompagnata dalla sorella minore, Anna. E la mia avventura ha così avuto inizio. Non saprei nemmeno da dove cominciare a descrivere quest’esperienza che mi ha lasciato così tanto e, al tempo stesso, ha cambiato una parte di me in modo permanente. 

Ho vissuto un’esperienza che ricorderò per il resto della vita:
da quando sono partito a quando ho preso l’aereo per il ritorno ho vissuto ogni singolo giorno in modo emozionante.
Tutte le persone che ho incontrato durante il mio viaggio mi hanno lasciato qualcosa dentro e sono rimasto veramente stupito dell’ospitalità che la gente mi ha offerto, senza chiedere nulla in cambio.

Quest'estate ho avuto il piacere e il privilegio di partecipare per la prima volta a uno degli scambi giovanili Lions.

Inizialmente la meta mi aveva lasciato un po' perplessa ma è stato sufficiente un giorno per farmi cambiare completamente idea. Sono arrivata all'aeroporto di Bucarest il 26 giugno e era lì ad accogliermi un camp assistant membro dei Lions che mi ha accompagnato a prendere l' autobus per arrivare nella città della famiglia ospitante. Il viaggio in autobus è stato molto lungo e faticoso ma mi ha dato l'opportunità di vedere i piccoli paesi e villaggi circondati da montagne.

Non appena sono arrivata in famiglia mi sono sentita subito a casa: mi sono stati offerti tutti i comfort e soprattutto tutta la disponibilità e l'affetto dei familiari; con la mia host sister si è subito creato un bel legame che si è consolidato poi nei giorni successivi.

This Lions Exchange in Romania from the 4th to the 24th of july was the best camp ever. In this fantastic experience I learnt many new things and above all I met new kindly people. At the beginning when I left, I didn't believe that I could have fun for many reasons.
The first two days I was in Bucharest with a part of the campers and we visited the city,specially the Parliament a very famous building.

Se devo essere sincera, l'idea di partire per la Romania non mi entusiasmava per niente, forse perché non sapevo ancora che sarebbe stata l'esperienza più bella della mia vita.Il mio soggiorno rumeno si può suddividere in due fasi, l'una molto diversa dall'altra: l'esperienza in campo, e quella in famiglia. 
Sono partita il 5 luglio, e dopo aver dormito una notte a Bucarest con persone che poi sarebbero diventate carissimi amici, parto per la Transilvania. Non nascondo il fatto che all'inizio mi sentissi abbastanza spaesata, e le due ore e mezza di camminata per arrivare al rifugio dove avremmo alloggiato per 12 giorni di sicuro non hanno contribuito a migliorare la situazione. Eravamo 20 ragazzi, 10 maschi e 10 femmine, con età compresa tra i 19 e i 22 anni, per cui (sebbene con qualche difficoltà iniziale nel parlare inglese) abbiamo tutti stretto amicizia molto in fretta. Il "topic" del camp era la montagna, per cui il nostro programma (eccetto qualche giorno di relax all'acqua park) includeva giochi nei boschi e scalate sulle vette della Transilvania (quel temutissimo hiking), roba alla quale non ero minimamente preparata. 

Come iniziare a parlare di questa fantastica esperienza? Prima di tutto devo ammettere che all’inizio non ero così convinta che questa potesse essere un’occasione adatta a me e alla mia personalità un

po’ riservata ma poi, anche grazie ad alcune amiche, ho deciso di accettare la proposta dei Lions di andare per una settimana in famiglia in Slovacchia e per altre due in un camp in Repubblica Ceca.

In genere la maggior parte delle persone, definirebbe uno scambio culturale “bellissimo” o “fantastico”… io no! 
Penso che nel mio caso siano più adatti aggettivi come: difficile, utile e indimenticabile. 

A volte la vita ti offre delle occasioni capaci di cambiarti nel profondo, quelle occasioni a cui non puoi rinunciare, quelle per cui non potrai mai smettere di ringraziare. La mia occasione ha il nome di uno stato, di tante persone che non dimenticherò mai e il nome dei posti mozzafiato e delle emozioni che questi mi hanno lasciato. Il viaggio in Repubblica Ceca è stato il mio primo vero viaggio, un'esperienza tutta mia, quasi indescrivibile. Ho arricchito la mia mente e il mio cuore di insegnamenti e affetto e ho imparato tanto di me stessa quanto non avevo mai fatto.

In poche ma sincere parole: un'esperienza meravigliosa!!!!!!!!!!!!!!!!
E’ stato per me il mio primo viaggio da sola!!!
La prima settimana ho alloggiato in una famiglia di Bratislava e tutti, proprio tutti, sono stati gentili, generosi e disponibili con me, da farmi sentire come se fossi a casa mia. 

Sono tornata già da qualche settimana e sono sempre più convinta che questa sia stata l’esperienza più bella della mia vita. Non solo perché è stato il mio primo viaggio da sola, ma per i posti che ho visitato e soprattutto per le persone che ho incontrato. Appena arrivata a Praga sono stata accolta calorosamente all’aereoporto da una delle famiglie ospitanti che vive ad Ostrava, città in cui vive anche la famiglia da cui sarei andata a stare per una settimana. Inizialmente ero molto imbarazzata perché vedevo gli altri ragazzi di altre nazioni che parlavano l’inglese come se fosse la loro lingua, ma da subito mi hanno aiutato, infatti nel corso di queste tre settimane sono migliorata molto.

Il 28 giugno è iniziata la mia esperienza con gli scambi giovanili Lions: il programma consisteva nel soggiorno presso due famiglie in Slovacchia, a Bratislava e a Nitra, e una settimana a Brno, in Repubblica Ceca. Tra le alternative che mi erano state proposte, ho scelto queste destinazioni per la possibilità di poter visitare più nazioni e le numerose capitali europee che le circondano, tra cui Vienna, Budapest e Praga.

Da sinistra a destra: Lucinda, Marlene, Dries, Jaime, Sara ed Io

Mi chiamo Enrico Calleris ed ho 19 anni, non sono un membro del Lions Club e non ero nemmeno a conoscenza di questa associazione prima di questa fantastica esperienza a cui ho preso parte.Tutto è iniziato nel dicembre nel 2014, quando la mia scuola ha indetto un concorso rivolto agli studenti, con in palio uno scambio all’estero di tre settimane, finanziato dal Lions Club della mia città. Con mia immensa sorpresa, sono risultato vincitore e qualche mese più tardi ho appreso che la mia destinazione sarebbe stata il Portogallo
Ero molto ansioso di iniziare questa avventura, ma allo stesso tempo anche un po’ intimorito, in quanto si trattava del mio primo lungo soggiorno all’estero.
I mesi passarono veloci e l’11 luglio arrivò molto velocemente, alle 6.55 stavo decollando dall’aeroporto di Torino, per iniziare un viaggio che non avrei mai potuto immaginare essere così bello ed indimenticabile.
La prima settimana mi vide ospite della famiglia Delgado a Povoa de Varzim, una piccola città nei pressi di Porto; con me si trovavano Marlene ( una splendida ragazza austriaca ) e Dries ( un simpaticissimo ragazzo olandese ). Mi sono sentito subito a casa, travolto dall’ospitalità, dalla simpatia e dalla voglia di far conoscere dei Delgado, che in soli 6 giorni ci hanno mostrato tutte le bellezze naturali e storiche della loro città e dintorni.
Ovviamente non abbiamo mancato di assaggiare le più tipiche specialità della cucina portoghese a partire dalle “Francesinhas” ( panini di carne ricoperti da una squisita salsa rosa ), le “Bolas do Berlim” ( sandwich ripieni di crema d’uovo e ricoperti da zucchero ) e il “Porto” ( squisito vino prodotto a pochi chilometri dalla nostra residenza ).
I tre figli della famiglia, Jaime, Sara e Lucinda, sono stati davvero tre fratelli per noi e non hanno mai negato un sorriso, un gioco da tavolo tutti insieme al pomeriggio o una serata in discoteca, per rendere il nostro soggiorno qualcosa di speciale e indimenticabile, tra una mattina in spiaggia ed un pomeriggio di relax sull’amaca.

Ecco in breve come è stato il mio soggiorno in Polonia. 
Sono partita da Firenze il 25 luglio, e dopo aver fatto scalo a Monaco, sono arrivata a Poznan dove mi hanno accolto Lena e Taddeo con un cartello con su scritto il mio nome e la bandiera italiana. Si sono rivelati fin da subito una coppia socievole, aperta, gentile e disponibile. La loro figlia si trovava in un campo Lions in Brasile e quindi l'ho potuta incontrare solo gli ultimi giorni della mia permanenza in famiglia.

Per essere sincero devo ammettere che alla proposta di andare in Polonia ero un po’ titubante sull’accettare.
Di primo impatto pensai che avrei passato due settimane al freddo a mangiare carne e a camminare su per i monti, cosa che effettivamente non mi allettava troppo.
Il giorno 22 luglio (3 giorni prima della data del mio arrivo in Polonia) partii con mio padre in macchina per attraversare tutta la Germania fermandoci a Monaco e a Berlino.

Il 12 luglio mi sono svegliata dopo pochissime ore di sonno, causa preparazione valigia ed emozione, e mi sono avviata verso l’aeroporto di Milano Linate. Fino al giorno precedente avevo ospitato una ragazza portoghese, Maria, ed insieme avevamo passato una bellissima settimana alla scoperta di Milano e delle zone limitrofe. Ciò mi ha permesso di entrare nel mondo dei Lions fin da subito. Devo ammettere che la mia preparazione al viaggio è stata praticamente nulla; del Perù conoscevo solamente Lima e Machu Picchu e prima della partenza mi domandavo spesso come avrei riempito un lasso di tempo così largo come cinque settimane considerando che i posti da visitare, o almeno quelli che io conoscevo, erano così pochi.

ll mio scambio culturale con i Lions è stato in Perù, meta completamente inaspettata ma che ha saputo andare ben oltre le aspettative. Infatti, diversamente da come si può credere, il Perù non è solo vestiti colorati, lama, Machu Picchu e Nazca, ma comprende una varietà ben più ampia di attrazioni, siti, cultura e natura. 

Parlando del viaggio vero e proprio, la partenza è stata il 12 Luglio, completamente senza informazioni su dove andare e cosa ci aspettava. Parlo alla seconda persona perchè ho passato tutto il viaggio Valentina, Filippo e Lorenzo, compagni di avventure, litigate e pisco.

Buongiorno mi chiamo Lorenzo Michelin e voglio innanzitutto scusarmi per il ritardo con il quale  consegno questa relazione,ma una volta tornato in Italia sono stato sobbarcato dagli impegni burocratici riguardanti l'imminente partenza per l'Eramus.Ringrazio l' associazione Lions italiana e peruviana per avermi dato l 'occasione di partecipare a questo splendido viaggio che mi ha permesso di visitare in 5 settimane molto del Perù .In primo luogo un esperienza utile perché  nonostante qualche difficoltà per l'organizzazione,ho conosciuto una realtà diversa fatta di paesaggi incantati ,persone semplici, odori nuovi,sapori deliziosi e inaspettati.

Il viaggio in Perù è stato sicuramente uno dei più belli che abbia mai fatto pur essendoci stati aspetti positivi e negativi , come in ogni viaggio.

Il Perù è sicuramente un paese con dei problemi ma questi problemi vengono offuscati dalla naturale gentilezza e disponibilità del suo popolo, dai paesaggi mozzafiato che vanno dalle immense scogliere,ai deserti rocciosi o sabbiosi fino alle imponenti montagne andine. Quando parlo dei problemi del paese mi riferisco alla diffusa povertà che comporta una serie di disagi a cui spesso non siamo abituati ma che si possono facilmente superare . Fondamentale è stato poter contare sui tre fantastici compagni di viaggio con cui ho condiviso questa esperienza e con cui ,forse anche per far fronte agli imprevisti del viaggio, abbiamo formato un gruppo molto unito.

Quest’ anno ho avuto l’opportunità di effettuare uno scambio Lions nei Paesi Bassi. Molte persone mi avevano già detto: sarà un esperienza indimenticabile, ma io non lo credevo, invece è proprio stato così. Infatti ho avuto la possibilità di scoprire nuove culture attraverso ragazzi provenienti da tutto il mondo, di prendere maggior familiarità con l’inglese e di conoscere persone meravigliose.