Il nostro sito fa uso di cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a navigare accetti l'uso di questi file.

Dopo oltre trenta ore di viaggio, sono finalmente arrivata all’aeroporto Narita di Tokyo, dove ad aspettarmi c’era Kay, il mio primo host father, con in mano un cartello con scritto “Welcome Vittoria”. In un attimo tutta la stanchezza del viaggio è svanita, poiché è subentrata l’emozione, l’emozione di prendere lo Shinkansen, quel famosissimo e velocissimo treno di cui avevo tanto sentito parlare. Una volta arrivata ad Hachimantai, ad accogliermi c’era il resto della famiglia, la quale è stata molto gentile con me fin da subito, anche se purtroppo era spesso impegnata per il troppo lavoro, quindi, durante la prima settimana, non ho avuto modo di visitare molti luoghi. In ogni modo, ho fatto lunghe passeggiate nella foresta, ha aiutato nelle faccende domestiche, ho indossato la yukata al festival di Hachimantai, abbiamo fatto dei bellissimi BBQ. Un problema che però inizialmente mi è pesato abbastanza, è il fatto che nessuno della famiglia e delle persone che ho conosciuto parlava l’inglese, quindi abbiamo deciso di utilizzare Google Translate.

Dopo un volo aereo durato un’intera giornata, sono atterrata in Giappone. Sapevo ben poco di come sarebbe stato il mio viaggio, e non mi sarei mai aspettata che questa sarebbe stata la più bella esperienza della mia vita.

Non avevo ricevuto molte informazioni né sul soggiorno né sulle mie famiglie ospitanti: sapevo solo che avrei passato il mese a Tamano, una città di 70.000 abitanti nella prefettura di Okayama, situata nella zona tra Hiroshima ed Osaka.

La permanenza in Giappone è stata, sin dal principio, meravigliosa. Per i primi tre giorni sono stato ospitato da una coppia di neo-sposi (Miyaura Kiyomi e Hosokawa Shingo). Subito dopo essere prelevato dall’aeroporto mi hanno portato in un tipico ristorante dove ho assaggiato 串カツe 天麩羅e me ne sono innamorato.

Già dalla prima sera ho potuto sperimentare una delle affascinanti “stranezze” giapponesi, il WC TOTO. Il WC elettronico che ti mette la musica, ti fa il bidè avanti e dietro permettendoti di regolarne, ovviamente, la pressione dell’acqua. Dico solo che ho passato 10 minuti su Google per cercare di capire come tirare lo scarico ed ho trovato un sito dedicato agli stranieri che usano quel WC per la prima volta. Questa storia ha fatto ridere i miei host parents così tanto che hanno dovuto raccontarlo a tutti i membri del Lions Club.

Sono stata tre settimane in Georgia e devo dire che non ero a conoscenza di questo stato prima di esserci stata mandata :/.

La prima settimana l'ho passata in famiglia, dove tutti i giorni facevo attività diverse e molto divertenti, la mia host sister era molto vivace e attiva…

During my experience in Germany, I’ve spent fifteen days in a host family and twelve days in a Lions camp.

I really appreciated the family hospitality: they always tried to make me feel at home. They explained me everything about the places we visited together, sometimes they asked me if I wanted Italian food and they made me join some family activities. Once I went to school with my host sister: it wasn’t very interesting because I don’t understand German, but it was nice to see how a different school system works.

Per essere onesto, non mi volevo svegliare la mattina della mia partenza.

Devo ammettere che l’idea di stravolgere le mie attività così statiche e abitudinarie mi spaventava molto, tanto che, cinque mesi prima, ho rischiato di dire pure di “no” a questa incredibile possibilità che mi è stata

data e che avevo sottovalutato.

Pertanto, decido di scrivere questa relazione sull’esperienza più bella e incredibile della mia vita a favore di chi, come me prima di questo viaggio, era in dubbio o spaventato.

La parte speciale della mia avventura in Germania è il livello umano dell’esperienza; mi spiego meglio: non mi interessa parlarvi di come sia “bella” o “incredibile” della Westfalia, che a parer mio non ha niente di così particolare, ma di come l’emozione e l’amicizia che ho trovato, mi abbiano fatto sentire letteralmente a casa.

L'anno scorso ero intenta a leggere i vari report dei ragazzi che erano partiti, e ora finalmente, posso raccontare la mia avventura. Il 12 luglio sono partita per la Germania, appena arrivata all'aeroporto sono stata felicissima di vedere il mio hostfather aspettarmi con il figlio più piccolo e il loro cane. Abbiamo aspettato che arrivasse anche la ragazza norvegese che ospitavano con me e siamo andati a casa. La famiglia subito ci ha accolte come se fossimo state loro figlie e sorelle. La settimana trascorsa con loro è stata bellissima, siamo andati in giro per le città, siamo andati in bicletta in una riserva naturale vicino casa loro , e nel weekend siamo andati in un villaggio dove hanno un piccolo cottege e qui tutti praticavano barca a vela e abbiamo provato anche io e l'altra ragazza. Quando alla fine della settimana ci hanno accompagnato al camp siamo state molto tristi perché ci eravamo molto affezionate a loro.

Indimenticabile è la parola da usare per descrivere questa incredibile e meravigliosa esperienza della durata di tre settimane vissuta quest’estate in Germania.

Quasi dimenticavo! Salve a tutti, il mio nome è Alessandro Mereu ho 18 anni e abito in Sardegna in provincia di Cagliari; anche io , così come tanti altri ragazzi, posso dire con orgoglio di aver partecipato a questo splendido e stimolante progetto di scambi giovanili organizzato dai Lions.

Il tutto è iniziato a settembre del 2014 quando il progetto mi è stato proposto da una responsabile Lions di Cagliari – Anna Giulia Solinas coadiuvata da Rosi Porcu -; mio padre che è socio Lions ha caldeggiato la mia partecipazione e, dopo essermi informato bene riguardo lo svolgimento del viaggio, spinto dalla curiosità di visitare nuovi posti e conoscere persone e culture diverse, ho accettato. 

Così, dopo aver preso contatto con il Coordinatore per gli scambi giovanili, Fabrizio Carminati del Distretto 108L, che ha spiegato a me e alla mia famiglia le modalità di partecipazione, il 25 luglio sono finalmente partito alla volta di Hannover, dove sono arrivato dopo tre scali e un po’ di ritardo.

Il piano del viaggio era semplice: avrei trascorso una settimana presso una famiglia ospitante e due presso un campus con altri ragazzi miei coetanei per un totale di tre settimane. 

La mia avventura in Francia inizia il 3 luglio, quando mia mamma mi porta alla stazione dei treni di Reggio Emilia: da lì passerò 5 lunghe ore tra un treno e l’altro, ore cariche di tensione mista a tranquillità, perché avendo già viaggiato con i Lions sapevo che non sarei stata lasciata da sola un attimo.. Arrivo a Ginevra dove un responsabile mi viene a prendere insieme a due ragazze appena arrivate che saranno poi nel mio camp. Partiamo in direzione Annecy, dove, una volta visti gli altri ragazzi del campo, tutti ospitati al ristorante La Mascotte, conosceremo le nostre famiglie e ci presenteremo brevemente.

Se dovessi descrivere questa esperienza con due parole la definirei ‘unica’ e ‘formativa’.

Unica per le tante esperienze che sia le famiglie sia l’organizzazione del Campus mi hanno fatto vivere. Tra le più belle ne cito alcune: visita in una “cava” di Champagne, partecipazione ad una delle sessioni del festival internazionale di musica d’organo tenutasi nella cattedrale di Boulogne, tour in un giorno di tutto il nord della Francia grazie a una delle famiglie che mi ha ospitato conclusosi in un famoso ristorante a Le Crotoy, visita presso Chantilly di uno dei castelli più belli del centro della Francia ovviamente con annessa degustazione della celeberrima crema del posto.

Per non parlare del cibo, una tra le mie principali passioni ben assecondata in Francia; già il cibo, unico linguaggio internazionale dei primi giorni: basta dire che già durante il terzo giorno di soggiorno mi sono ritrovato in una moderna cucina a cucinare per la famiglia che mi ospitava dei piatti italiani.

Raccontare un’esperienza simile attraverso un reportage non è per niente semplice . Inizio dicendo che per me questo è stato un viaggio indimenticabile sotto molti punti di vista : ho avuto l’opportunità di poter convivere con delle persone che hanno vite , culture, modi di pensare molto differenti tra loro e soprattutto da me ..

Sono partita da Torino il 6 Luglio e, dopo circa 9 ore di viaggio in treno, sono arrivata alla stazione di Vichy nel tardo pomeriggio dove sono stata subito accolta da due membri del Lions Club di Vichy. Insieme a loro vi erano due ragazze, una Svedese e una Norvegese, e un ragazzo Spagnolo ed è stato subito emozionante in quanto non vedevo l'ora di entrare in contatto con ragazzi di altre nazionalità. Ci siamo diretti al Camp Roger Dilon e arrivati in loco, dopo esserci presentati con altri ragazzi e con le animatrici, siamo stati subito collocati nelle nostre camere.

“Perfetta”. Questo è l'aggettivo che nella pochezza di otto lettere esprime l'immensità di quella che è stata una delle esperienze più incredibili e significative della mia vita; quando poi si va a ripensare al soggiorno in Vichy non resta che l'infinita voglia di ringraziare una ad una le persone che hanno possibile un tale evento. Non conoscendone però ciascun membro, mi limito a ringraziare con il cuore piu sincero il Lions Club; ringraziare per averci dato l'opportunità di aprire la nostra mente ad altre culture, altre tradizioni, usi e costumi, i quali, non sono spesso cosi scontati.

La première chose quej’ai pensé quand j’ai su du voyage a été: je ne pourrai jamais faire ca! Ca n’étais pas facil, mais je l’ai fait et on a été une de le plus belles expériences de ma vie.

Tout est commencé le 3 de Juillet: quelque instant avant de monter sur le train, je crois que je me suis sentie pour la premiére fois dans ma vie perdu : j’ai fait un grand soupir, j’ai pris mon courage et je suis partie pour mon premier (J’éspere de beaucoup) voyage en France.

La mia permanenza in Georgia è durata 3 settimane.

La prima settimana l'ho trascorsa in una famiglia molto numerosa (7 figli).

Vivevo nella capitale (Tblisi) e ogni giorno ho avuto l’opportunità di visitare molti monumenti importanti; i suoi punti di attrazione erano per la maggior parte chiese (molto belle). Ho visitato anche altri posti come parchi di divertimenti, monti e laghi altrettanto importanti.

Quest’estate ho partecipato al programma Campi e Scambi giovanili organizzato dai Lions in Georgia.  
Ho passato tre settimane a contatto con una realtà completamente diversa dalla mia quotidiana per lingua, religione e stile di vita. Sono arrivata il 20 Luglio in aeroporto a Tbilisi nel pomeriggio e subito mi hanno letteralmente accolto a braccia aperte il padre e il fratello della mia Host sister che non era ancora rientrata dall’Italia, anche lei impegnata nel programma Lions.

Quest'anno la mia destinazione con i Lions Club International è stata la Georgia.
La Georgia è uno stato confinante a Nord con la Russia, a Ovest con il Mar Nero, a Sud-Ovest con la Turchia, a Sud con l'Armenia e a Est con
l'Azerbaigian.
La capitale è Tbilisi, attraversata dal fiume Mtkvari, che si posiziona al centro della Georgia.

Hi, I’ m Elisabetta Rocchetti from Bergamo, in Lombardia. I went to Germany this June thanks to Lions Club International. It was the first experience for me (travelling by plane on my own and staying so far away from my home) and, I don’t know why, even if I’m almost celebrating my 17th birthday, I wasn’t so scared about the flight and all the rest on that day. Everything was fine and my host mum and sister were waiting for me at Düsseldorf airport. The first moment I had to speak in English was horrible, but my host sister Liz was so polite and patient to explain to me all I needed. Everything, everyone, every moment I spent with my host family is unforgettable…Really. During that first period in Germany I learnt many things about German lifestyle. My host family showed to me so many attractions and landmarks next to Mülheim, the city where I was staying, and I was having so much fun with them! Unfortunately, I can’t speak German, but thanks to this experience (and my host family, that was so polite and available to help me) I have improved my English (I hope so). I couldn’t meet a host family better than the Watermann family.

Aver fatto parte del Lions Youth Camp program è stato come far parte di una grande famiglia.
Ognuno del Lions Club e del Leo Club ci ha fatto sentire caldamente accolti e a casa, quasi come un dono da ogni nazione.

Ho trascorso la prima settimana con una famiglia ospitante, come anche tutti gli altri.
Non avrei immaginato host family migliore della mia: abbiamo iniziato a volerci bene sin dal primo momento; abbiamo condiviso interessi, pareri, sorrisi, segreti come veri amici.

Questo è stato il mio primo Lions camp, prima di partire quindi non sapevo cosa mi avrebbe aspettato, ma ne ero parecchio incuriosito. 
Il viaggio non é iniziato nel migliore dei modi dato che, tra volo perso e ritardi, sono arrivato alle 2 di notte al campo. I signori Brommundt, responsabili del campo, sono stati gentilissimi nel venirmi a prendere all'aeroporto nonostante l'orario.