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Mi chiamo Lorenzo Bacchini, quest’anno ho avuto la fortuna di poter rifare (eh si, è il mio terzo e probabilmente ultimo anno !!!) lo scambio giovanile con Lions in Danimarca. Il mio scambio è partito dopo aver ospitato una ragazza canadese in famiglia, lo stesso giorno che lei lasciava casa mia, io partivo per la Danimarca. Atterrato all’aeroporto di Copenaghen ho fatto un po’ di confusione nel trovare la famiglia perché c’erano 5-6 famiglie che dovevano ospitare e non avevo una foto della mia, perché quella che mi avevano mandato via email non mi si apriva.
Comunque, trovata la mia famiglia siamo andati a casa loro ascoltando un po’ di musica e iniziando a parlare di me e di quali fossero i miei interessi nella vita.

First of all, I would like to sincerely thank you for the great time  I have spent in Italy.
It is hard for me to put into words how much this trip meant to me, that’s why It took me too much time.
This year I went for the fourth time on exchange program, its  my second time with lions and my first camp and I knew it would going to be great.
It all started on June 28th when I left Mexico. After I don’t remember how many hours of traveling and after too many stops(totally worthy), I arrived at the airport in Bologna where my host family were waiting for me. My host stay was at Correggio, small city but beautiful  near to Carpi.
Within 2 weeks my host family showed me around, their family and friends, the history, food, language, culture, art, architecture and another cities within Italy. I had an amazing time with them. In less than a week, this family grew so dear to me that I now have one family in Italy. I was so lucky to have them. During my stay I met others who were part of the camp and it was amazing that we could hang out together before the camp.

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 La mia avventura è iniziata il 19 luglio con un gran carico di entusiasmo ma anche di timore per ciò che mi avrebbe aspettato.
Quello sarebbe stato il mio primo viaggio all’estero completamente da sola, il mio primo volo senza alcun accompagnatore e il mio primo allontanamento da casa prolungato.
Il viaggio che ho avuto l’opportunità di compiere è stata una delle esperienze più belle della mia vita, se non la migliore.
Appena imboccata la strada per prendere il mio aereo, subito dopo aver lasciato la mia famiglia, ero piuttosto timorosa per le tre settimane che mi avrebbero aspettato lontano da casa, ma questa preoccupazione è svanita immediatamente una volta conosciuta la mia famiglia ospitante.

Quest'anno ho deciso di partecipare al progetto di scambi culturali promosso dai Lions.
Essendo la mia prima esperienza non avrei mai immaginato che la mia destinazione sarebbe stata dall’altra parte del mondo, l’Australia, ma con forte emozione mi sono tuffata in quest’avventura.
Ho trascorso due settimane presso una famiglia a Ingham, in Queensland e una presso un’ulteriore famiglia in vacanza a Forrest Beach.
Non ero sola, ho condiviso tutta l’esperienza con una ragazza finlandese e ritengo di essere stata molto fortunata.
Andando in un altro paese devi già mettere in conto le differenze di abitudini etc., ritengo, però che quando una famiglia decide di ospitarti, sarebbe cortese mettersi nelle condizioni di far stare a proprio agio i ragazzi.

Sono Helena Pasi, ho 17 anni e questa era la mia prima esperienza coi Lions.
Sono partita il 16 giugno e ho trascorso le seguenti tre settimane in Francia.
Per la prima volta ho dovuto prendere l’aereo in completa autonomia, facendo anche scalo a Lione.
Ho passato l’intero viaggio di andata in ansia: dovevo trovare il gate giusto per il secondo aereo, sperare che non mi avessero perso il bagaglio, ricordarmi di ritirare il bagaglio al mio arrivo, trovare la mia famiglia ospitante, riuscire a farmi comprendere… sapevo che non sarebbe stato tutto così facile, soprattutto all’inizio, ma ero pronta a mettermi in gioco.
Sono arrivata a Biarritz verso sera e appena uscita dal ritiro bagaglio mi sono trovata davanti tre persone tra le più semplici che io abbia mai visto, pronte ad accogliermi come se fossi figlia loro. Ammetto che non ricordavo una parola del francese studiato alle medie, per cui mi sono buttata sul mio inglese che col passare dei giorni migliorava sempre di più.

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Dopo settimane di attesa eccola finalmente la tanto attesa risposta, ero stato preso per partecipare ad uno scambio culturale con il Lions Club!
La mia mente cosi cominciò a sognare tutte le varie mete disponibili e qualche giorno dopo Giorgio Dall’Olio mi contattò per comunicarmi la mia destinazione: Sedona, Arizona!
Il cuore mi balzò fuori dal petto. Cosi aspettai con ansia e il 5 Agosto partì per questa esperienza che mi avrebbe cambiato profondamente.
Era la prima che viaggiavo da solo ed ero un po’ nervoso ma dopo 13 ore di voli e scali arrivai a Phoenix.
Qui Sandy e Peter, i miei genitori americani mi hanno accolto calorosamente insieme ai 40° alle 7 di sera!
Dopo circa mezz’ora ci raggiunse anche Damiano, un altro ragazzo di Matera con cui avrei condiviso questa fantastica esperienza.
La prima sera rimanemmo a Phoenix e cominciammo a conoscerci, a parlare di noi e dei nostri sogni e bombardammo Peter e Sandy con mille domani sull’America. Il secondo giorno partimmo per Sedona, un paese a Nord di Phoenix semplicemente mozzafiato: quando arrivammo non ci sembrava vero, sembrava di essere in un film western, tra i cactus, il deserto e soprattutto le bellissime rocce rosse che circondano Sedona.

Sono Francesca Nardò e ho partecipato al campo che si è tenuto a Doncaster presso il Deaf Trust.
È stata un’esperienza unica e indimenticabile.
I responsabili del campo sono stati molto gentili, cortesi e sempre disponibili nei riguardi di tutti i partecipanti.
Nel campo eravamo in 37 ragazzi provenienti da tutto il mondo.
Ho avuto la possibilità di confrontarmi con culture e modi di pensare molto diversi dal mio; tuttavia ciò non ci ha fermato dal costruire amicizie molto forti e spero durature, in quanto siamo ancora in contatto fra di noi.

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Quest’anno, al mio terzo scambio Lions, ho deciso di visitare un vero e proprio mosaico di tesori nascosti: l’Indonesia. Inizia così una delle avventure più incredibili della mia vita. Atterrata all’aeroporto di Giacarta sono stata subito calorosamente accolta dai membri del Lions club locale e da quella che sarebbe stata la mia prima famiglia ospitante per ben cinque giorni. La prima tappa di questo scambio giovanile è stata per l’appunto Giacarta, la capitale. A mio modesto parere questa città rappresenta una delle mete fondamentali dell’isola di Giava. È infatti ai piedi dei suoi grattacieli modernissimi, lungo i viali trafficati notte e giorno, tra il fitto reticolo di canali che l’attraversa, che è possibile cogliere l’anima autentica del paese, le sue speranze e le sue ossessioni. Tra le molte esperienze fatte in questa città credo che una delle più memorabili sia stata la Fiera nazionale di Giacarta. Una semplice visita turistica iniziata per gustare specialità culinarie e vedere prodotti locali, è terminata con l’incredibile richiesta da parte del sindaco della città, dopo aver saputo dell’arrivo di una ragazza partecipante agli scambi Lions, di fare una foto con me e la mia famiglia con annessa intervista da parte dei giornalisti locali.

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 21 luglio 2019, inizio di un’indimenticabile esperienza. 
Questo è stato il giorno di partenza per la mia prima esperienza di scambi Lions, la destinazione era la lontana Finlandia. 
Partita dall’aeroporto di Bari e fatto scalo a Roma sono decollata per la mia destinazione finale dall’aeroporto di Roma Fiumicino con il cuore in gola pieno di aspettative per l’esperienza di vita che mi accingevo a vivere e con un pizzico di paura per il lungo volo sull’Europa, che non mi ha mai lasciata per tutto il viaggio.
Atterrata prima ad Helsinki, dove ho incontrato 4 ragazzi che avrei ritrovato successivamente nel campo, sono salita su un piccolo aereo di linea, con eliche, che mi avrebbe portata finalmente a Turku, dove mi aspettava la mia host family
Vedere dall’alto il paese che mi avrebbe ospitato è stato il pensiero che mi ha tenuto compagnia per tutto il lungo viaggio e quando l’ho cominciato a sorvolare con il piccolo aereo di linea l’aspettativa è stata completamente appagata.
Sotto il mio aereo vedevo una distesa di tante piccole isole tutte verdi che difficilmente potrò dimenticare.  
Giunta all’aeroporto di Turku sono stata accolta dalla mia host family, che mi ha ospitato nella loro casa, una grande fattoria, isolata nel bel mezzo della campagna di Kyro (Poytya).

Ciao a tutti Sono Nicola ho 16 anni e vengo da Foggia questa che sto per raccontarvi è la mia prima esperienza con gli scambi giovanili Lions.
Venni contattato poco prima di partire dalla mia host Family composta da madre, padre e quattro figli di cui una mia coetanea, solo così realizzai che era arrivato il momento di partire. 
La mia avventura inizia il 22 giugno da Bari con scalo a Roma destinazione Francoforte.
La mia host Family mi ha accolto con cordialità e serenità con loro ho vissuto la prima settimana del mio viaggio.
Ho partecipato a delle gite organizzate dalla scuola della mia sorella tedesca, devo dire molto divertenti.
Le successive due settimane le ho trascorse in un Camp vicino Francoforte con 19 ragazzi provenienti da tutto il mondo.

Quest’estate ho avuto l’opportunità di partecipare per la terza volta a uno scambio giovanile Lions direzione Thailandia.
Atterrato all’aeroporto di Bangkok il 18 luglio (ovvero il giorno del mio compleanno) incontro due membri Lions che ci accompagneranno in seguito dalla famiglia Ospitante; appena arrivati nella nostra nuova casa in Bangkok ci hanno fatto riposare per poi portarci in un ristorante dove hanno organizzato una festa a sorpresa per me.

Appena mi è stata proposta l’Australia come destinazione, sebbene non fosse quella da me desiderata, ho subito accettato con entusiasmo, seppure la distanza dal mio paese e il lungo viaggio mi dessero non poche preoccupazioni.
Non appena sono stata accolta nella mia nuova famiglia, mi sono da subito trovata a mio agio e lungo il mio periodo di permanenza, ho stretto una bellissima amicizia con le mie hostsisters. 
Dopo aver trascorso tre meravigliose settimane nella mia famiglia, ho avuto l’opportunità di vivere in un campo lions per un’altra settimana.
Lì ho imparato come si possa convivere armonicamente con persone provenienti da tutto il mondo, e per di più ho fatto delle fantastiche e durevoli amicizie con tantissimi ragazzi. Ho approfittato dell’esperienza per visitare il più possibile e tuffarmi in un nuovo mondo, in cui tutto ciò a cui ero abituata si era drasticamente rovesciato.
Amante delle culture straniere e della lingua inglese, ho vissuto questa esperienza nel migliore dei modi e proprio per questo, sarei più che contenta di ripeterla e ne caldeggerei l’adesione a chiunque .

Ho trascorso il periodo tra il 6 e il 19 agosto a Malàga, preziosa città iberica tra i colli andalusi e il mediterraneo.
La famiglia mi ha accolto in modo eccellente, con semplicità e spirito di condivisione. Pur essendo lo scambio geograficamente più vicino che io abbia fatto, grazie al programma Youth Exchange del Lions Club, non è stato banale o scontato.
Credevo di saperne qualcosa riguardo la storia e tradizione spagnola ma alla fine delle due settimane ho avuto la conferma del fatto che non si smette mai di imparare! Durante i tanti discorsi fatti con loro a tavola o in auto abbiamo scoperto le varie differenze tra due popoli aventi una radice in comune.
Gli stessi discorsi mi sono stati utilissimi per imparare un po' della loro lingua, la quale essendo simile all'italiano non è tanto semplice da parlare in modo corretto.
A parte il cibo, la storia, l'arte e la cultura penso che più di tutte mi abbia incantato il loro rapporto con la musica e la danza.
Ascoltare i gitani che suonano e cantano il flamenco "Para la calle" (per la strada) e osservarli danzare, ad occhi chiusi se soli o guardando intensamente il partner se in coppia, stregati da questa musica sentimentalmente forte, non ha smesso di provocarmi la pelle d'oca ogni volta che accadeva di incontrarli.
Con questo quinto viaggio viene confermata ancora una volta l'idea secondo la quale le terre scottate dal sole per gran parte dell'anno riservano qualcosa di mistico per coloro che sanno camminare su di esse.

Ciao sono Dario ho 16 anni e risiedo a Barletta. Il primo di luglio sono partito, da Roma, per l’America: Missouri.
Essendo la prima esperienza in cui viaggiavo da solo, ero molto ansioso e soprattutto temevo di perdere documenti fondamentali per il mio viaggio.
Ho fatto uno scalo a Detroit e lì ho aspettato 7 ore per prendere il prossimo aereo la cui meta era la mia destinazione, St. Louis.
Sono sceso dall’aereo stanco ma allo stesso tempo eccitato di incontrare la mia host family e, soprattutto, di vivere l’esperienza della vita americana.
Arrivato a casa della prima famiglia vedo che mi stavano aspettando sull’uscio della porta e Jennifer, la mia host mother, mi ha accolto con un caloroso abbraccio e un
bellissimo “welcome”.
La famiglia era composta da Jennifer appunto, e i suoi 4 figli, che però non erano presenti tutti, ma solamente Andrew ed Eron.
In casa non ero l’unico exchange student, infatti lì ho conosciuto Joao Ranieri, un ragazzo Brasiliano che è stato con me in entrambe le famiglie e anche al camp; è stato una specie di fratello. In questo tempo mi sono trovato molto bene con lui perché era molto simpatico.

Ed eccomi qui ancora una volta a scrivere, o meglio a provare a descrivere quanto una esperienza come questa ti possa cambiare e far crescere. Vorrei partire con la premessa con cui ho affrontato questo e tutti gli altri viaggi: tranquillo, tutto andrà bene, sii te stesso e cerca di vivere ogni attimo.
Bene! Questa premessa di certo non prepara a quello che succederà, alle difficoltà che ci saranno e neanche ai momenti belli. Questa premessa mi aiuta e mi ha sempre aiutato a prendere le cose come vengono, cercando sempre di vedere il lato positivo e di farmi travolgere da tutto quello che succede in tre settimane che hanno l’intensità di anni.
Tutto è iniziato nel posto più significativo per me, Krushevo, una località di montagna nel sud-ovest della Macedonia dove ho potuto conoscere e incontrare delle persone fantastiche che resteranno nella mia vita  per tanto tempo. Voglio iniziare da Olga, la prima persona che ho incontrato e che mi ha subito colpito per la sua dolcezza e per il suo modo di prendersi cura di me e dei miei compagni come se fossimo suoi figli.

Dopo vari mesi, ecco finalmente arrivata l’email così tanto attesa! Mi era stato comunicato cheuna famiglia si era resa disponibile ad ospitarmi nello stato del Michigan e io non potevo crederci, troppo contenta ed emozionata di intraprendere un viaggio da sola, in un continente che da anni sognavo di visitare.
Qualche giorno prima della vacanza, però, hanno iniziato a manifestarsi sentimenti contrastanti:l’ansia di trovarsi dalla parte opposta del mondo, lontana da parenti e amici per 24 giorni e di dover affrontare per la prima volta un volo aereo di lunga durata con scalo richiedevano coraggio e forza di volontà, che di certo non sono mancati!
Ormai il 17 luglio era arrivato e qualche ora prima dell’alba mi sono diretta in aeroporto insiemealla mia famiglia; giunta a Roma ho proseguito verso i voli intercontinentali e dopo 12 ore eccomiarrivata a Detroit.
All’arrivo Ulrich, il mio host father, e Isabelle, la ragazza brasiliana che come me aveva intrapreso il LYEP, erano seduti ad aspettarmi.

Ho trascorso 22 giorni in Olanda, 10 giorni in un'accogliente famiglia ed i restanti in un bel campus.
In famiglia abitavo a Sneek, una delle 11 citta nella provincia di Fryslan, nel nord dell'Olanda. Ho da subito legato molto sia con i genitori che con il loro figlio, Mart, con il quale ho stretto amicizia e sono tutt'ora in contatto.
Nella stessa città vi era un gruppo lions con ben 8 ragazzi ospitanti con i quali abbiamo condiviso la maggior parte dei momenti e delle gite.
Abbiamo visitato infatti la capitale Amsterdam e moltissimi altri centri di interesse nelle vicinanze.
Successivamente ci siamo spostati nella citta di Harlingen, che si affacciava proprio sul mare del nord in una struttura per la formazione dei cadetti che avrebbero poi proseguito con l'accademia navale.
Il campus era quindi fornito di tutti i tipi di servizi, mensa, dormitori, sala comune e un ampio cortile. 26 ragazzi di 20 diverse nazionalità hanno condiviso cultura e tradizioni per 12 splendidi giorni scherzando, imparando e divertendosi.
È stata una delle più belle e ricche esperienze della mia vita che spero di ripetere al più presto.

Quest’estate ho partecipato per la prima volta al programma di scambi giovanili del Lions Club international, destinazione… Taiwan!
Non ero mai stata in Asia e il Taiwan, ancora lontano dai circuiti di turismo di massa, grazie all’ospitalità e alla gentilezza delle persone, al fascino dei templi e delle tradizioni religiose, alle bellezze paesaggistiche e alla varietà del cibo è riuscito a farmi innamorare di questo continente in cui non vedo l’ora di tornare e che ho potuto chiamare casa per quasi un mese.
Sono partita il 31 luglio con un volo diretto Roma-Taipei, sono atterrata il primo agosto all’alba e ad attendermi all’aeroporto non c’era solo la mia host family con un cartello con su scritto il mio nome ma anche una brutta sorpresa: il mio bagaglio non era arrivato a destinazione.
Quest’imprevisto però ha avuto un risvolto positivo perché mi ha permesso di sperimentare fin da subito l’infinita disponibilità della famiglia ospitante che mi ha offerto tutto ciò di cui avessi bisogno, mi ha aiutato a recuperare la valigia e a ottenere un rimborso dalla China-airline, mi ha portato a fare shopping la sera stessa del mio arrivo.

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Buongiorno a tutti i lettori. Mi chiamo Martina Loporchio, ho 22 anni e vengo da Cerignola (FG) distretto Lions 108AB. Nel 2016 ho avuto la meravigliosa opportunità di partire a Taiwan per uno scambio giovanile Lions. Questa esperienza mi è rimasta così tanto impressa nella memoria e nel cuore che ho voluto ripeterel’esperienza, così sono partita per il centro dell’Europa: la Germania.

Non ero mai stata in Germania e l’idea di vivere alcune settimane in questa Nazione mi entusiasmavamoltissimo, anche perché vivendo in famiglie ospitanti si ha la possibilità di condividere la quotidianità ed entrare davvero nella cultura locale.
Il campo è stato organizzato in 3 fasi corrispondenti a 3 settimane di permanenza per noi Exchange Participants.

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Appena atterrata  dall’aereo mille pensieri e domande mi frustravano nella testa però dopo pochi minuti, come per magia tutto cessò quando vidi il cartello di benvenuto della mia host family.
Ero spaventata, ma soprattutto felice e curiosa di ciò che avrei vissuto con loro.
Da subito mi hanno accolto come una seconda figlia, offrendomi perfino una maschera per il viso e le ciabatte da indossare in casa.
Vivendo con loro e soprattutto come loro sono entrata nella loro cultura: scoprendone la vera essenza.
Molte abitudini che per me sconosciute e ignote si sono trasformate nella quotidianità: bere sempre il the caldo durante i pasti, usare l’ombrello per il sole, girare con un ventilatore portatile … e tanto altro!
La cosa che fin da subito mi è rimasta nel cuore è stato il calore e allo stesso tempo riservatezza della mia host sister: tra noi è nato un legame indescrivibile e molto forte che sono certa non  svanirà con il tempo!