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Le tre settimane in Turchia presso Antalya si sono suddivise in due parti: 9 giorni in famiglia e 13 in camp. Sicuramente una delle esperienza più belle della mia vita.

In famiglia mi sono trovata molto bene, tutti erano molto gentili e disponibili con me, nonostante avrei preferito visitare più luoghi. Infatti ho passato gli ultimi 3 giorni quasi completamente in casa. Nonostante ciò mi sono divertita e sono grata alla famiglia per tutte le gentilezze e le attenzioni che mi hanno dato.

Dopo una lunga giornata di ritardi aerei e perdita momentanea del bagaglio da stiva, verso le 23.50 sono finalmente arrivato ad Antalya, metropoli marittima nel quale risiedeva la famiglia ospitante. Una piacevole sorpresa è stata l’immediata conoscenza dell’ “host brother” ungherese, con il quale ho trascorso la prima settimana. Per motivi lavorativi la famiglia ospitante ci ha permesso di alloggiare nello stesso hotel nel quale lavoravano. I primi giorni sono stati molto particolari: i ritmi di vita ( la “giornata” comincia al pomeriggio e termina a tarda notte) e il caldo non hanno favorito il nostro ambientamento.

L’esperienza in Turchia é stata molto interessante sia dal punto di vista della famiglia che del campo…la prima settimana in famiglia ho potuto vedere e assaporare la novità la bellezza di questo paese, infatti essendo stata precedentemente nella città di Istanbul, non avevo ancora visitato le città di mare che la circondano come quella nella quale sono stata ospitata durante il soggiorno in famiglia precisamente sul mare di Marmara.

Mi chiamo Silvia, sono tornata da poco dalla mia esperienza in Turchia dove ho vissuto tre settimane davvero meravigliose, un’esperienza unica!!
La mia esperienza è iniziata il 5 luglio, quando assieme ad altri due ragazzi italiani, Camilla e Norberto, sono salita a Venezia sull’aereo che mi avrebbe portato ad Istanbul e da qui su un secondo aereo che ci ha portato fino ad Adana, grande città a sud della Turchia. 
Partivo entusiasta di cominciare questa nuova esperienza, ma anche un po’ preoccupata all’idea di vivere tre settimane in questa terra lontana e a me ancora sconosciuta, non sapendo cosa mi avrebbe aspettato, dove sarei finita e che tipo di pedone avrei incontrato.

Quest’estate mi è stata data l’opportunità di trascorrere 20 giorni in Turchia, precisamente ad Istanbul. Sarò sincero, la mia conoscenza di questa cultura era stata fino a quel momento molto superficiale e limitata, e fino al momento della partenza ho scelto di non fare alcun tipo di ricerca a riguardo, in modo da scoprire la Turchia solo arrivato in Turchia.
L’accoglienza è stata magnifica. La prima frase che mi è stata rivolta appena toccato il suolo di Istanbul è stata “Hai un bellissimo accento italiano”. Subito dopo sono stato accompagnato dalla mia famiglia turca, che era lì ad aspettarmi in aeroporto, insieme a Rebecca, una ragazza italiana da loro precedentemente ospitata e che era tornata a trovarli. Superato il mio lieve imbarazzo iniziale, ho immediatamente avuto l’impressione di aver avuto davvero fortuna con la mia famiglia ospitante. Si sono rivelati sempre gentili ed ospitali con me, accogliendo le mie richieste di visitare ogni giorno qualcosa di diverso, nonostante un po’ di fisiologica stanchezza, a volte, o di assaggiare ogni tipo di pietanza tipica. Grazie a loro ho scoperto la Turchia, paese bellissimo e variegato, pieno di tradizione e cultura. Ciò che ho apprezzato di più da parte loro è stato quando, purtroppo, un peggioramento delle condizioni di salute della nonna li ha costretti a portarla in ospedale. Nonostante ciò, hanno continuato a comportarsi con me come avevano sempre fatto, per non farmi sentire in alcun modo e in nessun momento come un intruso nella loro vita, ma anzi come un figlio per Bingul e Fatih e un fratello per Can.

Il mio viaggio iniziò domenica 5 luglio, sono partito dall’aeroporto di Bologna, mio primo viaggio in aereo, dove ho conosciuto una campers come me. Arrivati all’aeroporto di Istanbul l’accoglienza da parte dei membri lions del camp è stata davvero calorosa. Conobbi così la mia famiglia ospitante. Dopo 2 ore di viaggio tra metropolitane taxi e traghetti sono arrivato a Yalova dove viveva la mia famiglia. Essa era composta dal mio fratello ospitante Melih, dalla sorella, che conoscevano perfettamente l’inglese e dalla madre che nonostante non lo sapesse ha cercato in tutti modi di farmi sentire a casa. Con la famiglia mi sono divertito davvero molto ed ogni giorno visitavamo qualcosa di nuovo e facevamo cose divertenti in compagnia di una amica di Melih che ospitava anch’ essa una campers come me proveniente dalla Danimarca. Passati 7 giorni fantastici con loro cambiai famiglia e andai da un ragazzo di nome Mert, simpaticissimo e molto accogliente, che poi si rivelò membro dello staff del campus, con cui passai 3 giorni non facilissimi per la questione del Ramadan. 

Arrivato all’aereoporto di Istanbul, vengo accolto dai ragazzi Lions che mi danno un biglietto aereo per un volo interno, verso Trabzon perché lì incontri la mia fam. ospitante.
All’arrivo (ore 00 locali) trovo ad aspettarmi un amico universitario del figlio della host family che mi offre alloggio da loro per la notte. Il mattino mi accompagna ad una stazione bus dove per 9 ore e 4 cambi autobus, a digiuno, senza sapere e aver saputo praticamente nulla della mia destinazione, finalmente raggiungo la mia h.f.. 
Con loro trascorro giornate positive, all’insegna del riposo, viste di panorami naturali stupendi e anche lavoretti nei campi! 
Sono agricoltori che vivono coltivando la loro terra , mentre i nonni, da cui sono stato con Corai il  figlio, sono pastori che vivono a 3000 metri in case in pietra senza elettricità.

Prima di iniziare il report vi volevo ringraziare immensamente per l’occasione che di nuovo uest’anno mi avete offerto per la seconda volta di fila.
Consapevole della meravigliosa esperienza dell'anno scorso, pensavo che quest'anno avrei ià saputo cosa aspettarmi all'incirca, ma nonostante questo ne sono ancora rimasto ositivamente sorpreso.
Devo dire che fin dall'inizio questo scambio si è rivelato molto particolare per diversi aspetti.

“Ma sei pazza? Andare in Tunisia proprio ora, dopo gli attentati! Inoltre è un paese musulmano, di sicuro non ti lasceranno fare niente, ancora di più che arrivi durante il Ramadan! “.
Al momento di scegliere le destinazioni per lo scambio Lions, non avevo pensato alla Tunisia. Ma quando mi è stato proposto di trascorrere 17 giorni in questo paese, ho deciso di partire, e credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia preso in vita mia.

Penso che il campo di Taiwan sia stata l'esperienza più bella della mia vita perché non è stare una semplice esperienza..
La mia host family è stata perfetta: eravamo 7 ragazzi del campo e il mio "Dady" veramente non ci ha fatto mancare niente.

Questa bellissima esperienza a Taiwan ha avuto inizio il 26 luglio ed è stata tra le esperienze più belle della mia vita!
Aeroporto Leonardo Da Vinci di Roma, ora di pranzo....mi reco al board delle partenze e degli arrivi, e proprio lì conosco il mio primo compagno di viaggio, Roberto, che potrei descrivere in un solo modo: una forza della natura!

Un giorno di metà aprile sono tornata a casa e ad accogliermi c’era mia madre, che mi ha annunciato che le era appena arrivata una telefonata secondo la quale avrei potuto partecipare ad un campo Lions in giro per il mondo. Ho iniziato a saltellare per tutta la cucina e subito dopo ho voluto sapere la nazione a cui ero stata destinata ed il nome Taiwan, lì per lì, non mi ha detto nulla.

Sicuramente tra le esperienze più belle della mia vita.
Due settimane, di cui una di campo e una in famiglia, alla scoperta della tradizione, del cibo, della cultura di un'isola stupenda che porterò sempre nel mio cuore.
Durante i primi di giorni di ospitalità in famiglia ho visto panorami magnifici, ho assaggiato i cibi più strani, dai nodose cinesi alle rane fritte, continuando a ripetere "sheshe", ovvero grazie, per tutto ciò che la mia famiglia ospitante mi stava facendo scoprire.

Questa estate ho avuto la possibilità di trascorrere quasi tre settimane sull’isola di Taiwan grazie agli scambi Lions. L’esperienza è stata davvero fantastica in quanto estremamente diversa dal nostro stile di vita europeo.

Arrivata a Taiwan ho trascorso i primi 5 giorni in famiglia. Sono stati davvero accoglienti e disponibili per ogni necessità, come ad esempio nel mio caso la celiachia. Nella cultura asiatica l’ospite è infatti sacro e quindi sono stata trattata con ogni attenzione e sono stata fotografata continuamente.

It's been a fantastic adventure to be gone in a country as innovative as Taiwan.
Family friendly, cozy, only extraordinary, despite the communication was not smooth, I knew how to understand..
I would be excited to return again in August next to my family. I'd love to stay and live in this wonderful country that I had the privilege to visit.

Vista la mia recente esperienza in Estremo Oriente più che positiva presso il camp di Hong Kong l’anno scorso, ho deciso anche quest’anno di recarmi dall’altra parte del mappamondo e imbarcarmi nuovamente per la terra di mezzo… o meglio, per la sua isola più grande: Taiwan. 

Così una volta appresa la mia accettazione presso il campo mi trovo subito catapultato in uno dei davvero pochi problemi palesatisi nello scambio: la disorganizzazione. Difatti le comunicazione pervengono con un po’ di ritardo e fino a praticamente una settimana prima della partenza non sapevo presso che famiglia sarei stato ospitato e praticamente nemmeno il programma di massima (per essere precisi il programma ce l’avevo… ma scritto in cinese…), ma, eccezion fatta per questi problemi di coordinazione fra i vari Lions che organizzavano lo scambio, la mia esperienza si può comunque fantastica.

Quest’estate ho avuto l’incredibile occasione di andare, grazie agli scambi giovanili, nel cuore dell’Asia, in Taiwan!

Come ogni volta, l’emozione al momento della partenza era indescrivibile: ero carica, felice, entusiasta e piena di voglia di scoprire. Quando sono atterrata dopo quattordici lunghe ore di aereo, mi sono subito sentita a casa: sono stata accolta dalla mia Host Family come se fossi stata una principessa e con loro ho passato cinque giorni a dir poco meravigliosi. Eravamo in tre, io, la mia Host Mum e la mia Host Sister, Sunny, con cui ho legato moltissimo.

Grazie a loro, ho vissuto la vera vita Taiwanese e sono venuta a contatto con una cultura totalmente diversa da quella italiana. Sono stata a visitare la capitale Taipei e molte altre città che si trovano nel nord del Taiwan, come Xinbei, Taichung, Gaomei, Jiaosi e Jioufen.

Tutto iniziò quel famosissimo 4 luglio 2015 una data che non scorderò così facilmente! Quella mattina ero veramente ansioso, era il mio primo viaggio totalmente da solo, senza la presenza dei miei genitori o di qualche parente.

Dopo l’arrivo all’aeroporto di Zurigo, il 4 luglio, sono andato subito al lago con il figlio minore della famiglia ospitante, per via del caldo eccessivo (non me l’aspettavo!) e mi sono stupito quando, il luogo dove ci siamo fermati per fare il bagno, era altro che una zona verde in piena città, in riva al lago! Il giorno successivo sono andato in città, per un interessante tour guidato dei luoghi più importanti di Zurigo. I giorni successivi li ho passati visitando la città o, quando faceva troppo caldo, in piscina o al lago.

Ciao ! Mi chiamo Deborah e ho partecipato allo scambio giovanile Lions con destinazione Svezia della durata di tre settimane. Ho trascorso la prima settimana in famiglia, ero con altri sei ragazzi provenienti da diverse parti del mondo: Slovenia, Turchia, Francia, Belgio e Israele. Siccome eravamo in tanti allogiavamo in un residence dove potevamo praticare diverse attività. Abbiamo trascorso insieme dei momenti indimenticabili: abbiamo giocato a golf con un ragazzo molto giovane che ne è insegnante, siamo andati a un parco divertimenti, abbiamo fatto una bellissima escursione nella foresta, fatto orienteering e abbiamo anche avuto il coraggio di fare un bagno in un lago svedese a temperatura abbastanza bassa… però è stato tutto fantastico, nella prima settimana ci siamo legati molto. Nei momenti liberi avevamo la possibilità di usare la piscina, giocare a calcio, giocare a ping pong e tantissime altre cose molto divertenti. Siamo andati più di una volta al ristorante ad assaggiare delle specialità svedesi e siamo anche stati ospiti a cena in famiglia dove abbiamo mangiato degli squisiti hot dog!! Non sono mancate le visite alle città come Gotheborg, lo shopping e un bellissimo giro in barca per visitare il suo grande porto.