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Sinceramente non so come iniziare a raccontare la mia esperienza in Danimarca perché è stata troppo bella per essere descritta a parole ma ci proverò... 
Il 14 luglio 2018 è iniziata l’esperienza che mi ha stravolto la vita nei migliori dei modi. Sono partita dall’aeroporto di Bologna con un bagaglio pieno di ansia e insicurezze diretta prima a Copenaghen dove ho fatto scalo per la mia destinazione finale: Aalborg.
Appena arrivata in aeroporto c’era la mia Host Family ad attendermi con tanto di bandierine danesi e un cartello con su scritto “Welcome Yuna”. I primi giorni sono stati un po’ traumatici per il cambiamento di vita abituale, per il cibo ma soprattutto perché in Danimarca alla sera non è mai buio come in Italia. I giorni passarono e l’unica cosa che non mi piacque fu che la mia Host sister stava spesso con il moroso, anche lui ospitava un ragazzo che sarebbe venuto in Camp con me e qualche volta siamo stati tutti insieme, una volta abbiamo fatto una cena e una volta siamo andati allo Zoo, ma devo dire che i suoi genitori non mi hanno mai fatto mancare niente anzi mi hanno sempre trattata come se fossi loro figlia.

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Quest’estate ho avuto la possibilità di visitare Taiwan.
È un’isola asiatica ricca di cultura, tradizioni e bellezze naturali.
Sono partita il primo agosto dall’aeroporto di Roma, pronta ad affrontare la mia nuova esperienza in Asia.
Il volo è stato piuttosto lungo. Ho viaggiato per circa diciassette ore, e dopo uno scalo a Bangkok, sono arrivata all’aeroporto di Taipei-Taoyuan. Lì ho trovato Chiung Hui, la mia host sister ad aspettarmi.
È una ragazza di 21 anni, che studia all’università di Taoyuan. Per questo motivo non vive nella sua città natale con i genitori e il fratello, ma a Taoyuan dove condivide la casa con un’altra studentessa.

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Ancora una volta abbiamo voluto rivivere la meravigliosa esperienza dell’ospitalità di giovani provenienti da paesi profondamente diversi dal nostro dando vita, nella nostra famiglia, alla motivante esperienza Lionistica degli Scambi Giovanili.
Si è trattato questa volta di accogliere, dal 1° al 16 luglio scorsi, due amabilissime ragazze provenienti una da Santiago del Estero (Argentina) e l’altra da Novi Sad (Serbia). Tre culture a confronto... Italia, Argentina e Serbia, in uno straordinario caleidoscopio di lingue, usanze e tradizioni.
È questo lo scenario cui si dà vita quando si ha la fortuna di vivere la motivante esperienza dell’ospitalità: ogni volta si traduce in un ulteriore arricchimento del nucleo familiare preesistente. È stato così anche questa volta per la nostra famiglia, composta da 4 persone: io Flora, mio marito Paolo, le mie due figlie Gabriella e Angela Claudia.

Quest’ anno la nostra Yec Gina Fortunato ci ha chiesto se volessimo ospitare un ragazzo/a straniera nel periodo estivo e avendolo già fatto due volte consecutive abbiamo subito accettato, ma le abbiamo chiesto se questa volta fosse stato possibile affidarci una ragazza visto che le volte precedenti abbiamo ospitato due ragazzi Aykut e Matias rispettivamente dalla Turchia e dal Brasile.
Inoltre volevamo accontentare nostra figlia Francesca che questa volta voleva vivere l’esperienza con una coetanea; ed è stata accontentata!
L’esperienza di ospitare è sempre unica perché ogni volta vivi una nuova cultura in casa tua.
Il 1 luglio è arrivata Laura dall’Austria ed è stata con noi per 15 giorni. Non vi neghiamo che i primi giorni non sono facili perché si hanno abitudini diverse, ma il bello dei ragazzi è che non vedono l’ora di cambiare e conoscere nuovi usi e costumi.

Il primo luglio alle 13.30 sono atterrato all'aeroporto di Minneapolis e li ho trovato la mia host family pronta ad aspettarmi.
Ho passato 3 fantastiche settimane insieme alla mia nuova seconda famiglia, ho conosciuto un sacco di persone meravigliose che spero di rivedere presto.
Ho fatto un sacco di attività: tubing, andare in barca e sulla moto d’acqua sul fiume Mississippi, giocare a bowling, partecipare ai barbecue e un sacco di altre cose divertenti.
Sono stato felice di essere negli USA il 4 luglio per la festa che hanno fatto. Siamo andati alla parata e poi in una spiaggia nel Mississippi ed è stato il migliore giorno in famiglia in assoluto.
La mia esperienza con la host family è stata molto positiva tanto che li reputo la mia seconda famiglia.

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L'anno scorso ho vinto un progetto nella mia scuola organizzato dal LIONS Club della mia cittá (Livorno): il premio in palio era una vacanza di circa tre settimane in uno stato dell'Unione Europea a mia scelta.
Ero emozionatissima e dopo aver valutato tutte le opzioni disponibili ho scelto di andare in Finlandia, un posto che mi aveva sempre affascinato ma dove non ero mai stata.
Il 26 Luglio, dopo ben tre voli (l'ultimo l'ho fatto insieme a Julia, una ragazza austriaca che sarebbe stata nella mia stessa famiglia) ho conosciuto la mia host family composta da Seija, Pertti e il figlio Sami: gentilissimi, ci hanno trattate come se fossimo state parte della famiglia.
Sono stata con loro per una settimana e mezzo e mi sono trovata veramente benissimo.
La loro casa era in campagna vicino a Nilsïa (un paese nel centro della Finlandia): lì abbiamo raccolto i lamponi e i mirtilli selvatici (si possono trovare ovunque e sono buonissimi!), siamo andati in barca nel lago a due passi da casa, abbiamo fatto lunghe passeggiate con i loro cani, abbiamo cucinato la "pulla", un buonissimo dolce tipico e fatto la sauna (come quasi tutti i finlandesi ne avevano una in casa).

Sono partito in aereo il 14 luglio 2018 di prima mattina dall’aeroporto di Bologna per arrivare a Copenaghen nel primo pomeriggio.
Al mio arrivo ho subito attaccato allo zaino fornito dal mio distretto Lions la bandiera Italiana per essere riconosciuto e incontrare la mia “host family”.
Da subito mi hanno accolto nel modo migliore che ci possa essere. È stata simpatia a prima vista. Già durante il viaggio abbiamo conversato di molti argomenti. Arrivato a Tune (il paese in cui sarei stato ospitato) sono stato accolto con un pranzo tipico danese. La sera stessa ho partecipato a una festa di quartiere con il mio “host brother” Benjamin tramite il quale sono stato introdotto alla comunità con la quale sarei stato per sette fantastici giorni.
Una accoglienza stupenda!

“È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria”.
Questo sosteneva secoli fa il francese Voltaire.
Ebbene, aveva ragione. E niente nei miei pochi anni di vita me lo ha fatto capire più di questo scambio in Francia.
Partito dal piccolo aeroporto fiorentino da solo e senza sapere cosa aspettarmi, come avendo rimandato di giorno in giorno il pensiero sull’esperienza che stavo andando a fare, il primo ‘trauma’ è stato l’arrivo allo Charles de Gaulle.
Ero in un paese straniero, senza conoscerne la lingua e senza aver mai usato prima l’inglese per un periodo così lungo e, soprattutto, ero in un aeroporto enorme con troppi gate e nessun punto di riferimento. Ma fin da subito sono stato accolto con tutte le premure da un Lion che mi ha accolto e mi ha poi spedito ad aspettare una ragazza estone che arrivava in un altro punto del gate. Ed ecco che con questa ragazza è avvenuto il primo scambio. Di opinioni, di passioni, di tradizioni e, nel campus dieci giorni dopo, di affetto e di amicizia.

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Quest'anno ho partecipato per la terza volta ad uno scambio giovanile Lions. Sono partito senza aspettative o pronostici, con una scatola vuota da riempire.
All’arrivo sono stato accolto da un gruppo lions e dalla famiglia ospitante che mi ha “decorato” con una collana di fiori e il bindi, un punto di colore rosso apposto al centro della fronte. 
La settimana in famiglia è stato un assaggio della vera vita indiana, della loro cultura, tradizioni e religione.
Ho mangiato il loro cibo, per la maggior parte con le mani, ho visitato monumenti e tempi, ho frequentato una classe di yoga, ….
Poi è cominciato il campo: 25 ragazzi da Messico, Paesi Bassi, Francia, Estonia, Lituania, Germania, Turchia, Taiwan, Repubblica Ceca, Polonia, Croazia, Spagna e Italia alla scoperta dell’India, con cui si è creata un’amicizia quasi immediata.
I primi giorni abbiamo soggiornato a Thane, dove abbiamo fatto alcuni giochi per conoscerci meglio e fatto yoga.

Il 30 giugno sono partita per la Serbia. Questa è stata la mia prima esperienza con gli scambi Lions, e devo confessare che quando a marzo mi è stata comunicata la mia meta ne sono rimasta sorpresa.
Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo paese, di cui si parla solo della terribile guerra di vent’anni fa, ma ero certa che avrei vissuto un’esperienze unica.
Arrivata all’aeroporto di Belgrado mi ha accolta la mia host sister Dina, con la sua famiglia.
Mi hanno fin da subito fatta sentire come a casa mia, sono stati tutti molto ospitali e gentili.
Ho avuto modo di incontrare anche altri ragazzi che poi avrei rivisto al camp, un ragazzo italiano, un tedesco e una ragazza turca, ospitati da amici di Dina. Ci hanno mostrato i principali luoghi turistici, come il maestoso Tempio di San Sava, la fortezza, lo zoo e il quartiere di Zemun. Un giorno siamo andati ad il lago artificiale di Ada Cingalija, dove abbiamo noleggiato delle biciclette per fare il giro e abbiamo fatto scii d’acqua. Dina e i suoi amici sono stati fantastici, ci siamo divertiti tantissimo e ci hanno fatto vivere la città al massimo!
Ho adorato Belgrado, città splendida e vivace, grazie soprattutto alla mia famiglia ospitante, che mi ha mostrato il lato migliore della città e del loro paese.

Il 30 giugno sono partita per la Serbia. Questa è stata la mia prima esperienza con gli scambi Lions, e devo confessare che quando a marzo mi è stata comunicata la mia meta ne sono rimasta sorpresa.
Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo paese, di cui si parla solo della terribile guerra di vent’anni fa, ma ero certa che avrei vissuto un’esperienze unica.
Arrivata all’aeroporto di Belgrado mi ha accolta la mia host sister Dina, con la sua famiglia.
Mi hanno fin da subito fatta sentire come a casa mia, sono stati tutti molto ospitali e gentili.
Ho avuto modo di incontrare anche altri ragazzi che poi avrei rivisto al camp, un ragazzo italiano, un tedesco e una ragazza turca, ospitati da amici di Dina. Ci hanno mostrato i principali luoghi turistici, come il maestoso Tempio di San Sava, la fortezza, lo zoo e il quartiere di Zemun. Un giorno siamo andati ad il lago artificiale di Ada Cingalija, dove abbiamo noleggiato delle biciclette per fare il giro e abbiamo fatto scii d’acqua. Dina e i suoi amici sono stati fantastici, ci siamo divertiti tantissimo e ci hanno fatto vivere la città al massimo!
Ho adorato Belgrado, città splendida e vivace, grazie soprattutto alla mia famiglia ospitante, che mi ha mostrato il lato migliore della città e del loro paese.

Quando mi è stata assegnata l’isola di Taiwan mi sono sentita immediatamente elettrizzata vista la possibilità di tornare in Asia ancora una volta (lo scorso anno mi fu assegnata la Thailandia), nonostante non fosse tra i luoghi indicati nelle mie preferenze.
Dopo alcune ricerche, in particolare sul livello di lingua inglese (viste le barriere linguistiche riscontrate nella precedente esperienza in Asia), e dopo aver contattato le famiglie ospitanti ho aspettato la partenza con trepidazione.
Sono partita il trentuno luglio e sono atterrata a Taoyuan la mattina dopo. Ad accogliermi c’era l’intero comitato YCE e, dopo una buona ora di saluti e fotografie in aeroporto, il soggiorno a Taiwan era finalmente cominciato.

Sono stato nel sud del Brasile tre settimane, dal 6 al 29 luglio, e ho viaggiato tra due stati: il Rio Grande do Sul e Santa Catarina.
Precisamente sono stato ospitato per due settimane in una piccola cittadina dell'interno di nome Videira (SC) e poi ho trascorso l'ultima settimana di camp in alcune localita del RGS tra le quali Sobradinho.
L'esperienza è stata negativa per numerosi aspetti che andrò ad elencare uno ad uno.
Primo di tutti la famiglia. Sono stato ospitato da una coppia molto giovane di 33 anni ciascuno che nonostante fossero calorosi e affettuosi, mi hanno fatto passare due settimane in casa poichè erano sempre impegnati col lavoro (lui è un radiologo mentre lei gestisce una linea di spezie e erbe).
Ho viaggiato veramente poco e ho passato la maggior parte del tempo in casa a guardare film su netflix. Non avevano figli e questo mi è dispiaciuto perchè avrei voluto passare del tempo con dei ragazzi invece che stare tutto il tempo in casa.
L'unico punto cosa positiva della host family è che ho passato un bellissimo weekend a cavallo delle due settimane a Florianopolis,città-isola meravigliosa.

A giugno 2018 sono partita in direzione Toronto, Canada: èstata la mia prima esperienza con gli scambi Lions, ho imparato tanto e sicuramente non la dimenticherò mai!
Nonostante abbia avuto dei problemi con il visto (che per fortuna siamo riusciti a risolvere), sono arrivata all’aeroporto di Toronto dove sono stata calorosamente accolta dalla Camp Leader Kittie McGregor, che mi stava aspettando insieme a due ragazzi che avrebbero preso parte al mio stesso camp.
In seguito, siamo stati portati a Orangeville (piccola cittadina distante un’ora dall’aeroporto), a casa di un Lions del distretto che aveva organizzato un barbecue con tutti I ragazzi del mio camp e le nostre famiglie ospitanti, per conoscerci e trascorrere del tempo insieme.
Io sono stata ospitata da una coppia di pensionati davvero fantastici, che hanno organizzato per me una serie di attività e gite spettacolari durante la mia prima settimana di permanenza: mi hanno portato ad una family reunion a Niagara-on-the-lake, dove ho avuto l’occasione di incontrare persone molto interessanti e con tante storie da raccontare.

Sarebbe veramente difficile descrivere questo viaggio con un solo aggettivo.
Inizio dicendo che nonostante tutto sono molto felice di aver avuto la possibilitá di partecipare ad uno scambio culturale Lions
18 giorni in America vengono visti da molti come la realizzazione di un sogno e non posso che ammettere che anche per me lo é stato.
Sono partito  con tantissime aspettative  e ricordo le parole di mia madre: 'Cerca di trarre il massimo da un' esperienza Lions" e probabilmente quella frase mi ha dato la forza di affrontare tutto nel modo migliore.
Sono arrivato all'aeroporto di Boston Logan International il 19 Luglio 2018, dove purtroppo, a differenza degli altri ragazzi, per motivi di lavoro la mia famiglia ospitante non c'era.

La mia avventura con gli scambi Giovanili in Germania è stata spettacolare!
Nonostante io avessi già partecipato ad esperienze simili, sebbene non con i Lions, credo che le due settimane dal 5 al 18 agosto siano state tra le migliori della mia vita.
Mai ho avuto occasione di poter venire a contatto con così tante lingue e così varie culture allo stesso tempo.
La prima settimana l’abbiamo trascorsa ad Halle, bellissima città ricca di storia, per poi trasferirci a Weimar, città splendida, in cui la figura storica di Goethe regna sovrana, dove abbiamo alloggiato all’EJBW (Europäische Jugendbildungs & Begegnungsstätte Weimar), un enorme complesso dotato di vari alloggi e servizi, tra cui ad esempio un campo da pallavolo, una sala giochi ed una da ballo.

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A Luglio sono partita per la Finlandia, per vivere un’esperienza speciale, ho vissuto a casa di una finlandese per circa 2 settimane, insieme a una ragazza che seguiva questo stesso percorso da Roma. La signora da cui stavamo era una insegnante in pensione, e parlava molto bene inglese quindi è stata una permanenza piacevole.
Vivevamo nelle sue due case, una in centro città e un cottage tipico finlandese in campagna, sul mar Baltico.
Nella vita di cottage abbiamo proprio sentito le tipiche abitudini e abbiamo vissuto come vere finlandesi, e grazie al fatto che fossimo sempre insieme non ci siamo mai annoiate. Poi siamo andati a questo Camp a Pori dove abbiamo incontrato ragazzi di tutto il mondo e abbiamo affrontato le tipiche attività finlandesi come canottaggio, marchiare le tazze finlandesi, il disc golf (una specie di frisbee), una gita su un Veliero e poi abbiamo visitato Pori, anche se io e l’altra ragazza la avevamo già visitata con la nostra host mother insieme a Rauma.

Innanzi tutto devo ringraziare l’associazione Lions per l’opportunità che mi ha dato, e tutte quelle persone che mi hanno affiancato durante questa esperienza. 
Un mese prima della partenza, la responsabile italiana per i ragazzi che andavano in Finlandia, ha creato un gruppo WhatsApp con tutti i ragazzi (italiani) che avrebbero frequentato il mio stesso camp.
In tutto eravamo in 5; questo ci ha permesso di iniziare a conoscerci ma soprattutto di prenotare lo stesso aereo.
Sono partito il 19 luglio e quella mattina mi sono dovuto alzare molto presto avendo l’aereo alle 11.15 a Milano. L’agitazione era tanta e penso fosse anche motivata. Il volo Malpensa Helsinki è stato tranquillo, per fortuna ero riuscito a prendere un posto sul corridoio e dietro a Laura, una delle ragazze italiane che viaggiava con me.
L’arrivo è stato un po’ più caotico siccome siamo usciti dal nostro gate senza ritirare i nostri bagagli, ma per fortuna ci siamo riusciti a mettere in contatto con il servizio di Finnair che ci hanno fatto rientrare a recuperare le nostre cose. Per fortuna non siamo stati i primi ad arrivare cosi, appena recuperati i nostri averi ci siamo subito incontrati con gli altri ragazzi che avrebbero poi frequentato il nostro stesso camp. Dopo le i saluti la maggior parte dei ragazzi si è diretta verso la stazione dei treni dalla quale poi sarebbero partiti per raggiungere le loro famiglie; ma nel mio caso ho dovuto aspettare un paio di ore in aeroporto per poi incontrarmi con Frankista, una ragazza tedesca molto simpatica che aveva la famiglia nel mio stesso paesino e insieme siamo stati portati da un membro Lions residente ad Helsinki alla stazione dei bus dalla quale abbiamo viaggiato per circa 5 ore verso il nostro paese Rantasalmi.

Quest’anno sono partita per la Malesia; quando inizialmente mi è stata proposta ero parecchio titubante.
Sapevo che sarei stata quasi dall’altra parte del mondo e che la vita là sarebbe stata completamente differente. Nonostante ciò decisi di provarci e partire, ora cercherò di riassumere questa grande esperienza in poche righe, cosa alquanto difficile, ma ci proverò!
Sono partita il 20 luglio da Bologna, arrivata all’aeroporto di Roma ho incontrato le mie compagne di viaggio Antonella e Valentina.
Dopo un volo di quasi venti ore sono arrivata a destinazione.
All’aeroporto di Kuala Lumpur abbiamo incontrato le nostre famiglie ospitanti. Fin da subito è stato chiaro quanto i malesi siano distaccati, ma comunque molto cordiali.

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La mia esperienza con i Lions si è svolta in Minnesota.
È stata fantastica.
La famiglia è stata disponibilissima, mi sono trovata benissimo e mi hanno accolta come una vera e propria figlia. Inizialmente devo ammettere di aver avuto interazioni quasi solamente coi genitori ma dopo qualche giorno anche le ragazze (le figlie) si sono sciolte e abbiamo instaurato un’amicizia unica che sicuramente durerà per tutta la vita. Abbiamo trovato un sacco di cose in comune e per questo amavamo passare tutto il tempo che avevano a disposizione insieme. Purtroppo la figlia più grande, con la quale mi sono trovata meglio essendo mia coetanea, lavorava ma ho apprezzato comunque passare del tempo da sola, per riposarmi dopo una lunga giornata. La famiglia mi ha dedicato tutto il tempo libero che aveva: abbiamo visitato tantissimi parchi, cascate e piccole città nei dintorni. Mi hanno mostrato i loro usi e costumi, portandomi spesso a mangiare in ristoranti tipici.