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Quest’anno, dopo aver conosciuto l’organizzazione Lions tramite la mia scuola, ho preso parte al mio primo scambio giovanile, destinazione Australia.
Nonostante io sia molto intraprendente e pronta alle avventure, all’avvicinarsi della partenza sentivo un pò di paura per ciò che avrei vissuto: 22 ore passate su più aerei, una nuova famiglia, una nuova cultura e una lingua diversa.
Tutte queste mie insicurezze si sono dissolte quando all’aeroporto di Milano ho incontrato gli altri ragazzi italiani che avrebbero intrapreso la mia stessa esperienza e loro che, dopo le prime tre settimane in famiglia, avrei ritrovato al camp Koala.
Da Milano Malpensa abbiamo volato fino ad Abu Dhabi e, dopo due ore di scalo, ci siamo divisi per prendere il secondo aereo che ci avrebbe portato in Australia, io ho volato fino a Melbourne.                     Quando sono atterrata ho subito incontrato la mia host-mum e la mia host-sister e, una volta a casa, ho conosciuto il resto della famiglia: tre host-brothers e il mio host-dad.
Non ero la unica ragazza straniera ospitata, c’era anche un ragazzo Spagnolo di 14 anni ed una ragazza Israeliana di 17, come me.

Quest’estate ho avuto l’opportunità di partecipare ad un’esperienza Lions in Austria. Ho passato lì tre settimane: una in famiglia e due nel campo. 
La mia famiglia ospitante vive a Weyer, un piccolo paesino nell’Upper-Austria dove sono stato ospitato oltre a me altri otto ragazzi.
L’esperienza in famiglia è stata fantastca. Sono stata ospitata dalla famiglia Hager.
Una volta arrivata in casa ho scoperto che la famiglia ospitava oltre a me una ragazza tunisina di vent’anni con la quale ho avuto fin da subito un buon rapporto. 
In casa ci hanno dato da subito i nostri spazi; sia io che l’altra ragazza avevamo una camera singola e un bagno solamente per noi due.

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Tutto ebbe inizio il pomeriggio del 29 giugno quando stavo per intraprendere il viaggio più lungo e faticoso della mia vita, più di un giorno di aereo mi separava dall’australia, ma questo non mi demoralizzava anzi ero ancora più eccitato all’idea di andare così lontano da casa ma soprattutto mi ritenevo fortunatissimo ad aver avuto questa possibilità… devo dire la verità mi aspettavo il volo è più lungo a dirsi che a farsi perché i sedili sono molto comodi e in più si ha un’ampia gamma di film tra cui scegliere.

A Gennaio dell'anno 2017 mi si è presentata l'occasione di intraprendere un lungo viaggio, il più lungo che avessi mai fatto, con meta Australia. Nonostante avessi l'esame di maturità, ero decisa a partire. E alla fine ce l'ho fatta, sono effettivamente andata in Australia. Al solo sentir pronunciare la parola mi si apriva il cuore, gli occhi si illuminavano e la mente viaggiava, tra il blu dell’Oceano Pacifico e il dorato delle spiagge infinite.

Il 29 Giugno sono partita da Milano tra pianti e lacrime, eccitata e, se devo confessarlo, anche un po' impaurita. Ho toccato il suolo australiano il 1 Luglio. Ero a Sidney, un po' scombussolata dal volo, quando incontrai per la prima volta Michael e Lauren Diessel, due componenti di quella che sarebbe stata la mia famiglia per le prossime tre settimane.

3 settimane in Finlandia?
Chi l’avrebbe mai detto, eppure ora sono qui, pronta a raccontarvi di questa bellissima esperienza, di questa avventura che ho avuto la possibilità di compiere, di questo magnifico sogno che è divenuto realtà.
Tutto è incominciato quando la mia professoressa di italiano ha invitato la mia classe a partecipare a un concorso organizzato dai Lions, riguardante il lungo cammino che ha portato alla stesura della Costituzione Italiana, concorso a cui abbiamo aderito realizzando in gruppi degli elaborati. Ciascuno di questi gruppi ha poi scelto un rappresentante che, nel caso di vittoria, avrebbe partecipato al viaggio in Finlandia. Per quanto riguarda il mio gruppo, data l’indecisione di chi dovesse essere questo rappresentante, è stato adottato il metodo dell’estrazione e il nome, che ne è emerso, è stato il mio. Ma chi avrebbe mai pensato che a distanza di poche settimane ricevessi una chiamata che mi informava che avevo vinto e che sarei partita per la Finlandia? Io sicuramente no; infatti mentre leggevo le mail che mi spiegavano quanto accaduto e ciò che avrei dovuto fare per potermi iscrivere e partire, continuavo a rimanere incredula, senza parole e a non capire cosa stesse accadendo. Confesso che avevo un po’ di paura, che non ero sicura della mia scelta, ma incoraggiata dai miei genitori e dalla mia professoressa ho capito che non potevo perdere questa occasione e così ho seguito il preziosissimo “Carpe Diem” (Cogli l’attimo) di Orazio.

29/06/17 la data in cui è iniziata l’esperienza più bella della mia vita e dopo tre giorni di viaggio finalmente in Australia, la terra dei sogni.
Arrivata all’aeroporto di Canberra sono stata accolta dalla mia famiglia ospitante, mi hanno fatto subito sentire a casa e membro della loro comunità. Le mie emozioni erano sproporzionate tanto da non farmi dormire per 50 ore consecutive.

Dal giorno dopo il mio arrivo ho iniziato a conoscere una cultura totalmente diversa, ma nella diversità ho trovato la ricchezza! Ho iniziato a mangiare salato a colazione, a consumare sandwich tutto il giorno e soprattutto a parlare un’altra lingua.

Vorrei innanzitutto ringraziare i Lions Club per avermi dato questa bellissima opportunità e per avermi fatto conoscere un Paese a me prima totalmente ignoto. Non scorderò mai questa esperienza, una delle più indimenticabili della mia vita e non dimenticherò mai tutte quelle persone dal cuore d’oro che mi hanno accompagnato in questo viaggio.

Ammetto che quando ho saputo che sarei dovuta partire per la Moldavia ero molto perplessa perché di questo magnifico Paese prima non sapevo proprio nulla. Il mio primo aereo partiva lunedì 10 luglio da Venezia alle 6:30 per Monaco dove un’ora dopo ne partiva un altro per Chișinău.

Ecco una nuova esperienza giunta al termine!
Ho avuto la possibilità di passare ben due settimane in Ucraina, nella città di Leopoli per quanto riguarda la prima settimana e la successiva nella località chiamata Yaremche.
Il periodo nella famiglia ha maggiormente interessato l’aspetto culturale, artistico e storico della città e dell’intero Paese, infatti le visite sono state numerose: ”Potocki” palace , Rynok square, Adam Mickiewicz and Danylo Halytsky’s statues, Pharmacy Museum, Army museum Italian courtyard, Coffee Manufacture, Boim Chape, Dominican Church, Lviv Town Hall, Shevchenkivskyi Hai Park Museum (ovvero un museo all’aria aperta con stile architettonico caratteristico del luogo), Zolochiv castle with China palace, Olesko castle.

L’esperienza che mi è stata proposta dal Lions Club Cadore Dolomiti, devo ammettere, è stata davvero molto bella; ho potuto partecipare a questo programma Campi & Scambi Giovanili grazie ad un concorso scolastico che mi sono aggiudicata e che prevedeva un soggiorno di tre settimane in Slovacchia, una in una famiglia e due in Campo con altri giovani.
Per la verità dapprima avevo un po’ timore di quello che mi poteva succedere, ma ora devo ammettere che mi manca già molto il periodo passato li, nonostante alcunii problemi spiacevoli che si sono presentati.

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Ho quasi 18 anni e un bel giorno mi hanno detto: Pronta? Vai in Guadeloupe.
La geografia non è mai stata il mio forte lo ammetto, ma il nome Guadeloupe non lo avevo mai sentito, tuttavia mi è bastata una ricerca su internet per realizzare che mi era stato assegnato quello che per me era sempre stato uno dei miei sogni nel cassetto, ovvero un'isola dei Caraibi.

Il periodo precedente alla partenza è stato prevalentemente un immaginarsi ciò che avrei trovato o un ipotizzare come poteva essere realmente il posto che sarei andata a visitare, ma tutto quello che avevo immaginato e quello che avevo cercato non è minimamente paragonabile e non può essere descritto nè in una relazione nè in mille foto.

Prima dell’arrivo a Cipro ero in apprensione per la nuova esperienza che mi aspettava, ma poi ho trovato un’atmosfera molto accogliente e nuovi amici con i quali ho condiviso splendidi momenti.

L’hotel mi è sembrato da subito stupendo, con una grande piscina che nei giorni a venire e stata luogo di molte conoscenze e momenti di svago, e con una sala al piano inferiore dove si tenevano tutte le riunioni, ma soprattutto dove ci divertivamo cercando di non inciampare imparando il Sirtaki, il tipico ballo greco, e dove cantavamo a squarcia gola.

L’8 luglio, ore 6:55, mi sono imbarcata dall’aeroporto di Venezia con destinazione Bruxelles. Questo viaggio era il premio offerto dai Lions in seguito a un concorso, cui la mia scuola aveva partecipato. Ho potuto così soggiornare per tre settimane presso tre famiglie in diverse città del Belgio. Per me quest’esperienza è stata un’avventura del tutto nuova, piena di tante “prime volte”. Nonostante avessi infatti già partecipato ad alcuni scambi organizzati dalla mia scuola questa era la prima volta che viaggiavo da sola e mi trovavo a vivere in un paese straniero con persone apparentemente sconosciute.

Dopo aver salutato la mia famiglia sono salita su quell’aereo che mi avrebbe portata all’avventura. Appena uscita dall’aeroporto di Bruxelles tutti i miei dubbi sono svaniti non appena ho visto il cartello con su scritto il mio nome tra le mani della mia “nuova mamma”.

Ci sarebbero davvero tantissime cose da dire, ma cercherò di essere chiara e sintetica.
Parto dal presupposto che non avevo mai sentito parlare della Romania come meta turistica, e che quest'ultima viene spesso sottostimata, quindi, lasciando l'Italia per cominciare la mia esperienza (il primo di Luglio), le mie aspettative non erano delle più alte.
Arrivata in Romania però mi sono riceduta: l'accoglienza che ho ricevuto, a partire dalla famiglia ospitante, con cui ho trascorso i primi dieci giorni, è stata sbalorditiva. Sono sempre stata circondata da persone amichevoli e disponibili ad aiutarmi in qualsiasi modo e momento.
La famiglia ha fatto del suo meglio per non farmi mancare nulla, e per permettermi di scoprire una realtà diversa da quella in cui vivo.

Ho partecipato quest’estate – grazie a una borsa di studio – ad uno scambio giovanile e camp Lions, destinazione: Macedonia.
Penso che in Italia abbiamo un po’ troppi pregiudizi nei confronti di questo Paese che probabilmente pochi di noi hanno visto, e per questo consiglio a chiunque di visitarlo, tanto bella e interessante è stata la mia esperienza laggiù.

Ho trascorso la prima delle tre settimane di soggiorno in Macedonia presso la famiglia Ljushevski, a Ohrid. Le persone che hanno ospitato me e un’altra ragazza italiana sono state fantastiche: accoglienti, ospitali, generose, simpatiche, affettuose. Ci hanno fatto visitare la bella città ricchissima di storia che si affaccia sul magnifico lago al confine con l’Albania, ci hanno fatto assaggiare piatti tipici e incontrare altre famiglie che ospitavano ragazzi che come noi avrebbero partecipato al camp, abbiamo cioè fatto con loro molte attività divertenti e interessanti. Naturalmente alla fine della settimana ci siamo lasciati con la tristezza in cuore, pur sapendo che saremmo tornate presto a Ohrid per partecipare al campo – e infatti abbiamo poi avuto occasione di rivederli più di una volta prima di lasciare definitivamente la Macedonia.

Tere kõigile! (Significa “ciao a tutti” in estone!).

Dopo ben 20 giorni, 10 in famiglia e 10 al campo, è giunto finalmente il momento di salutarci e di tornare ognuno a casa propria. Ma non si tratta di un addio, casomai di un “arrivederci”.
Quando mi hanno detto che la mia meta era l'Estonia, sinceramente ero un po' perplessa. Non ne avevo mai sentito parlare, sapevo solo che si trovava molto più a nord rispetto all'Italia e che quindi forse avrei patito un bel po' di freddo! Voglio, invece, citare questa frase che ci hanno detto al campo e che si è rivelata davvero veritiera: “the estonian weather is cold but people are warm inside”.
Ed infatti non potrò mai dimenticare il sorriso con cui sono stata accolta dalla mia host mum in aeroporto. Io tutta agitata e un pochino nervosa (era la prima volta che viaggiavo da sola), lei di corsa mi ha afferrato le valigie e così è cominciata la mia avventura. La mia host family vive a Rakvere, una delle città più grandi d'Estonia, benché abbia si e no 17 000 abitanti. La famiglia è stata semplicemente fantastica con una disponibilità che non mi scorderò di certo! Mi hanno accolta a braccia aperte, preparandomi tantissimi piatti tipici estoni e mostrandomi i posti più caratteristici del loro paese: abbiamo visitato Rakvere e ci siamo spinti sino a Narva, una città sul confine russo. Nel viaggio di ritorno ci siamo fermati a vedere le cascate Valaste, le più alte in Estonia, davvero spettacolari!
Abbiamo poi visitato molte manor houses, le wet lands e ho per la prima volta fatto il bagno nel mare gelato dopo una sauna!! È stata un'esperienza fantastica, anche se quando me l'hanno proposta li ho guardati come se fossero dei pazzi!

Questo camp non mi ha dato solo emozioni, ma anche esperienza.
Ho avuto la possibilità di scoprire una parte di mondo a me totalmente sconosciuta.
Avendo la possibilità di provare così tanti tipi di attività, e non soltanto le più famose mete o le attrazioni studiate apposta per i turisti, sono riuscito a sviluppare la mia personale opinione riguardo al posto e ai suoi abitanti, senza essere una sorta di consumatore passivo.

Lo scorso dicembre ho partecipato ad un viaggio di scambio giovanile in Giappone.
Durante il mio soggiorno di tre settimane sono stata ospitata da quattro famiglie. La famiglia Ootake gestisce un hotel/spa, ho trascorso tre notti in una delle loro stanze ed è stata una bellissima esperienza. La camera era in tipico stile giapponese con un futon e pareti in carta di riso.

Mi chiamo Dario Pettico e sono un Leo. Nel mese di gennaio ho partecipato allo scambio e al campo giovanile Lions in India, precisamente ad Assam, stato localizzato al nord est del subcontinente indiano. È stato il primo campo Lions a cui ho preso parte, nonché la prima visita in India.
Ammetto con tutta onesta di essere partito dal mio paese di origine con una scarsa conoscenza della cultura del paese che mi avrebbe ospitato, ma con tanta voglia di imparare cose nuove da una cultura così differente. Posso dire oggi che le mie aspettative si sono concretizzate.
Nella mia esperienza ho avuto il piacere di approcciarmi ad una realtà che mi è parsa come un mosaico di diverse culture e religioni. Assam ha davvero molto da offrire. Basti pensare alle esperienze che concretamente ho vissuto, come i pellegrinaggi, i safari, le crociere sul possente Brahmaputra, le visite ai vasti giardini del tè e alla più antica raffineria dell'Asia. È sinonimo di suggestiva bellezza naturale, abbondante fauna selvatica, immacolati giardini del tè, incredibili crociere fluviali, monasteri venerati, bella gente.

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Era importante che io capissi quel concetto, lo vedevo dalla loro insistenza nel tentare di spiegarmelo. Azzardavano una parola in inglese, immediatamente seguita da altre per me incomprensibili in giapponese, poi una pausa, un sospiro di frustrazione. Odiavano non riuscire ad esprimersi ed a comunicare con me. “Omotenashi”, mi ripeteva per l’ennesima volta, indicando prima lui, poi sua moglie, poi le mura della casa in cui eravamo e infine me. “Omotenashi”.

La traduzione che mi suggeriva il mio cellulare era ospitalità. “Hospitality?”, chiedevo loro. “No, no hospitality. Omotenashi”, ripetevano di nuovo scandendo ancora meglio le sillabe.

Finalmente capii che mi trovavo di fronte ad un’altra parola intraducibile. Una parola che racchiude radici culturali talmente profonde che non può essere compresa da un traduttore automatico. E nemmeno da qualcuno che non sia mai stato accolto in una casa giapponese. Sorrisi, ripensando ai tentativi di pochi mesi prima delle persone che avevo conosciuto in Brasile di farmi capire il profondo significato della parola “saudade”, anch’essa intraducibile in italiano. Mi aveva affascinato come una semplice parola poteva contenere le emozioni che vivere il Brasile provoca.
E ora, di nuovo, era sufficiente una parola.

Mi chiamo Ilenia Musto e ho trascorso 3 settimane nella Prefettura di Nara, in Giappone.
E’ stata un’esperienza fantastica, che ricorderò per sempre!
Sono partita il 14 Dicembre dall’aeroporto di Bari Palese e sono arrivata il giorno 15 all’aeroporto di Osaka e subito ad aspettarmi c’erano due membri del Lions Club di Nara e la mia Host Mom.
La mia prima famiglia è stata molto gentile e disponibile e anche se non parlavano molto bene l’inglese mi sono sentita subito a mio agio. Mi hanno fatto visitare tantissimi luoghi tra cui il parco di Nara con tantissimi cervi, il Todaiji, Osaka e gli Universal Studios e ho indossato per la prima volta il Kimono, un’esperienza unica!

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