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Non pensavo sarei mai arrivata al punto di dover mettere la parola “fine” al sogno di una vita, viaggiare il mondo visitando paesi diversi con gli scambi giovanili, attraversandone le culture e lasciandomi ispirare da esse per apportare cambi alla mia vita di tutti i giorni, soprattutto al modo di pensare.

Arrivata al punto in cui pensavo non ci fosse più niente da imparare, mi sono dovuta ricredere e forse proprio per questo il mio ultimo youth exchange si è rivelato essere quello che mi ha insegnato più di tutti. Un ultimo viaggio che in realtà non avevo mai cercato, ma che nonostante tutto è arrivato e mi ha cambiato in modi che – sinceramente – non ritenevo più possibili, perché pensi, cosa potrò mai imparare sui viaggi a vent’anni dopo aver già vissuto due esperienze con gli scambi Lions? Che cosa potrà darmi questo scambio che gli altri non mi hanno dato?

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Vorrei partire con il sottolineare la gentilezza e l’ospitalità con la quale sono stato accolto dalla mia “host family”, mi hanno trattato come un loro quarto figlio.
Dal loro terzo genito, Laisa, in grado di parlare anche un ottimo inglese, per poi arrivare ai genitori Iran e Angela, sempre pronti a soddisfare le mie esigenze e passando anche per i fratelli maggiori Luan, il quale mi ha insegnato a fare surf (sogno che avevo sin da quando ero bambino ma che non ero mai riuscito a realizzare), e l’altra sorella Làis.
Dopo queste due fantastiche settimane siamo partiti alla volta del camp situato nella città di Sobradinho.

Da quando sono venuta a conoscenza della destinazione che mi aspettava sono rimasta subito molto contenta.
Il Giappone è un paese molto lontano dal nostro sia geograficamente che culturalmente e per lingua e storia eppure ho trovato molto semplice legare con le famiglie che mi hanno ospitato.
Certo inizialmente a causa della lingua inglese parlata da loro poco frequentemente è stato difficile dialogare.
Eppure siamo tutti uomini e abbiamo trovato un modo per farlo alla fine.

Durante la passata estate ho partecipato per la seconda volta al programma di scambi giovanile organizzato dal " Lions Clubs International " .
Quest'anno abbiamo ospitato per una settimana un ragazzo messicano, mentre io sono partito per Taiwan dove, per la prima settimana, sono stato ospitato da una famiglia Lions poi, nei successivi dieci giorni, in un campus con altri ragazzi aderenti allo stesso programma, provenienti da tutto il mondo.
Con il ragazzo messicano che abbiamo ospitato mi sono trovato subito a mio agio, abbiamo passato una bellissima settimana visitando le principali attrazioni di Ravenna in compagnia del mio gruppo di amici con il quale Milton si è integrato benissimo.

Sono Lorenzo Bacchini, e quest’anno ho partecipato al mio scambio giovanile Lions in Finlandia.
Dopo uno scalo con due aeri sono atterrato ad Helsinki dove ho incontrato la host family, mi hanno portato a casa loro in macchina, fortunatamente tutte le strade sono pianeggianti e dritte quindi sono riuscito a dormire un po’ prima di arrivare.
Loro abitano in una cittadina piccolina chiamata Riihimaki.
I primi giorni sono stati i più interessanti perché abbiamo svolto attività insieme ad un’altra famiglia della città che abitava li vicino e che ospitava una ragazza turca. I giorni successivi sono stati lo stesso interessanti ma essendo stato spesso con i genitori mi mancava una figura giovane con cui parlare.
Alla fine sono comunque riuscito a parlare molto con i genitori perché avevano una conoscenza dell’inglese molto buona.

8 luglio 2018: la mia avventura con il Lions Youth Exchange Program aveva inizio.
Nonostante l’iniziale timore per il fatto di dover affrontare il viaggio in aereo da sola, una volta arrivata all’aeroporto di Istanbul-Atatürk non rimaneva che l’emozione per quella che sarebbe stata l’esperienza più straordinaria della mia vita.
Dopo un viaggio in traghetto, sono giunta a Bursa accompagnata dal fratello della mia host sister. La sera stessa abbiamo cenato in riva al mare e sin dal primo momento mi sono sentita accolta nel migliore dei modi. Non avrei mai pensato di affezionarmi così tanto e in così breve tempo a delle persone che non avevo mai visto prima, di sentirmi da subito parte della famiglia. Ed invece è ciò che è accaduto. Si sono sempre preoccupati che io mi trovassi a mio agio e mi hanno offerto costantemente nuovi cibi da assaggiare, tipica tradizione turca, come poi mi è stato spiegato, da adottare nei confronti di un ospite. Non è stato difficile adattarsi alle portate differenti, soprattutto alla colazione, sia dolce che salata, in quanto ogni pietanza, con i suoi sapori a volte anche molto forti, si rivelava sempre molto gustosa.

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Sono partita il 1° Agosto per questo viaggio meraviglioso conoscendo pochissimo di questo paese e con la curiosità di vedere e conoscere nuovi luoghi, persone e sono tornata con il desiderio di rimanere più a lungo il 26 Agosto.
Ho conosciuto persone fantastiche, disponibili che hanno fatto di tutto per farmi sentire a casa e per farmi risultare questo viaggio così bello.
Sono stata ospitata da due famiglie con le quali ho legato molto e che mi hanno fatto fare tantissime attività dal tingere un tessuto immergendolo nel colore con decorazioni taiwanesi, al far volare in cielo una lanterna colorata su cui abbiamo scritto i desideri per il futuro e non solo. Con loro ho visitato templi, città, cascate, abbiamo girato in bicicletta vicino a un lago, alle montagne e al mare.
Taiwan è un’isola montagnosa, ma non come probabilmente la potremmo pensare noi con un clima rigido e scarsa vegetazione; bensì caldo, umido, con zanzare e anche scimmie (ATTENZIONE possono provare a saltarvi addosso!!!), e di vegetazione tropicale.

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Questo è stato il mio primo scambio, potrei dire che sono partito con tante incognite e tanti pregiudizi, molte persone mi hanno detto che è un’esperienza che ti cambia.
Quando sono arrivato all’aereoporto, devo ammettere che ero abbastanza in ansia, ma poi una volta atterrato mi sono tranquillizzato come se fosse tutto normale. Sono stato i primi sette giorni con la mia host-family, una famiglia eccezionale con cui sono stato veramente bene, sono stati molto disponibili in tutto, mi hanno fatto fare un sacco di cose e visitare altrettanti posti affascinanti della Finlandia, insomma che dire una famiglia eccezionale.
Dopo di che sono andato al campus sportivo Metsakartano, in cui mi sono trovato splendidamente, ho conosciuto ragazzi che vengono da tutto il mondo dalla Francia, dalla Germani, Austria, Spagna, Portogallo, Serbia, Macedonia, Giappone, Georgia, Israele, Grecia, Regno Unito alla fine eravamo più di quaranta. 

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Sono partito in aereo il 14 luglio 2018 di prima mattina dall’aeroporto di Napoli per arrivare a Copenaghen nel primo pomeriggio.
Al mio arrivo ho subito attaccato allo zaino fornito dal mio distretto Lions la bandiera Italiana per essere riconosciuto e incontrare la mia “host family”.
Da subito mi hanno accolto nel modo migliore che ci possa essere. Già durante il viaggio abbiamo conversato di molti argomenti. Arrivando a casa sono stato accolto con un pranzo tipico danese. La sera rimanemmo in casa.
Nei giorni successivi abbiamo visitato vari luoghi storici.  Al termine della settimana mi sono trasferito al “camp A Denmark” situato a Broderup, un campus dotato di ogni confort, dalle palestre alle biblioteche.

Sembra quasi impossibile raccontare dei miei giorni trascorsi ad Istanbul. Ricordo che quando sono partita, sull'aereo, l'ansia mi corrodeva dentro perché non riuscivo ad immaginare come sarebbe stato. Il 18 Luglio alle 18.00 mi sono presentata a tutti i ragazzi del campo, è stato davvero fantastico.
Sono stata l'ultima ad arrivare, tutti gli altri conoscevano già i nomi e i paesi di provenienza, io ero completamente sperduta.
Ho cercato di ricordare più nomi possibile e credevo sarebbe stato difficilissimo, eppure ogni persona è stata così gentile, ognuno di loro è riuscito a farsi ricordare che non è stato necessario il minimo sforzo.
La prima prima settimana e mezzo al campo è stata un continuo di scoperte, posti nuovi e nuove prospettive, nuove tradizioni e voglia di scoprire ancora, sempre di più.
Ogni persona che ho conosciuto è stata un uragano di accoglienza e ospitalità che sinceramente non mi aspettavo.

Sinceramente non so come iniziare a raccontare la mia esperienza in Danimarca perché è stata troppo bella per essere descritta a parole ma ci proverò... 
Il 14 luglio 2018 è iniziata l’esperienza che mi ha stravolto la vita nei migliori dei modi. Sono partita dall’aeroporto di Bologna con un bagaglio pieno di ansia e insicurezze diretta prima a Copenaghen dove ho fatto scalo per la mia destinazione finale: Aalborg.
Appena arrivata in aeroporto c’era la mia Host Family ad attendermi con tanto di bandierine danesi e un cartello con su scritto “Welcome Yuna”. I primi giorni sono stati un po’ traumatici per il cambiamento di vita abituale, per il cibo ma soprattutto perché in Danimarca alla sera non è mai buio come in Italia. I giorni passarono e l’unica cosa che non mi piacque fu che la mia Host sister stava spesso con il moroso, anche lui ospitava un ragazzo che sarebbe venuto in Camp con me e qualche volta siamo stati tutti insieme, una volta abbiamo fatto una cena e una volta siamo andati allo Zoo, ma devo dire che i suoi genitori non mi hanno mai fatto mancare niente anzi mi hanno sempre trattata come se fossi loro figlia.

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Quest’estate ho avuto la possibilità di visitare Taiwan.
È un’isola asiatica ricca di cultura, tradizioni e bellezze naturali.
Sono partita il primo agosto dall’aeroporto di Roma, pronta ad affrontare la mia nuova esperienza in Asia.
Il volo è stato piuttosto lungo. Ho viaggiato per circa diciassette ore, e dopo uno scalo a Bangkok, sono arrivata all’aeroporto di Taipei-Taoyuan. Lì ho trovato Chiung Hui, la mia host sister ad aspettarmi.
È una ragazza di 21 anni, che studia all’università di Taoyuan. Per questo motivo non vive nella sua città natale con i genitori e il fratello, ma a Taoyuan dove condivide la casa con un’altra studentessa.

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Il primo luglio alle 13.30 sono atterrato all'aeroporto di Minneapolis e li ho trovato la mia host family pronta ad aspettarmi.
Ho passato 3 fantastiche settimane insieme alla mia nuova seconda famiglia, ho conosciuto un sacco di persone meravigliose che spero di rivedere presto.
Ho fatto un sacco di attività: tubing, andare in barca e sulla moto d’acqua sul fiume Mississippi, giocare a bowling, partecipare ai barbecue e un sacco di altre cose divertenti.
Sono stato felice di essere negli USA il 4 luglio per la festa che hanno fatto. Siamo andati alla parata e poi in una spiaggia nel Mississippi ed è stato il migliore giorno in famiglia in assoluto.
La mia esperienza con la host family è stata molto positiva tanto che li reputo la mia seconda famiglia.

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L'anno scorso ho vinto un progetto nella mia scuola organizzato dal LIONS Club della mia cittá (Livorno): il premio in palio era una vacanza di circa tre settimane in uno stato dell'Unione Europea a mia scelta.
Ero emozionatissima e dopo aver valutato tutte le opzioni disponibili ho scelto di andare in Finlandia, un posto che mi aveva sempre affascinato ma dove non ero mai stata.
Il 26 Luglio, dopo ben tre voli (l'ultimo l'ho fatto insieme a Julia, una ragazza austriaca che sarebbe stata nella mia stessa famiglia) ho conosciuto la mia host family composta da Seija, Pertti e il figlio Sami: gentilissimi, ci hanno trattate come se fossimo state parte della famiglia.
Sono stata con loro per una settimana e mezzo e mi sono trovata veramente benissimo.
La loro casa era in campagna vicino a Nilsïa (un paese nel centro della Finlandia): lì abbiamo raccolto i lamponi e i mirtilli selvatici (si possono trovare ovunque e sono buonissimi!), siamo andati in barca nel lago a due passi da casa, abbiamo fatto lunghe passeggiate con i loro cani, abbiamo cucinato la "pulla", un buonissimo dolce tipico e fatto la sauna (come quasi tutti i finlandesi ne avevano una in casa).

Sono partito in aereo il 14 luglio 2018 di prima mattina dall’aeroporto di Bologna per arrivare a Copenaghen nel primo pomeriggio.
Al mio arrivo ho subito attaccato allo zaino fornito dal mio distretto Lions la bandiera Italiana per essere riconosciuto e incontrare la mia “host family”.
Da subito mi hanno accolto nel modo migliore che ci possa essere. È stata simpatia a prima vista. Già durante il viaggio abbiamo conversato di molti argomenti. Arrivato a Tune (il paese in cui sarei stato ospitato) sono stato accolto con un pranzo tipico danese. La sera stessa ho partecipato a una festa di quartiere con il mio “host brother” Benjamin tramite il quale sono stato introdotto alla comunità con la quale sarei stato per sette fantastici giorni.
Una accoglienza stupenda!

“È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria”.
Questo sosteneva secoli fa il francese Voltaire.
Ebbene, aveva ragione. E niente nei miei pochi anni di vita me lo ha fatto capire più di questo scambio in Francia.
Partito dal piccolo aeroporto fiorentino da solo e senza sapere cosa aspettarmi, come avendo rimandato di giorno in giorno il pensiero sull’esperienza che stavo andando a fare, il primo ‘trauma’ è stato l’arrivo allo Charles de Gaulle.
Ero in un paese straniero, senza conoscerne la lingua e senza aver mai usato prima l’inglese per un periodo così lungo e, soprattutto, ero in un aeroporto enorme con troppi gate e nessun punto di riferimento. Ma fin da subito sono stato accolto con tutte le premure da un Lion che mi ha accolto e mi ha poi spedito ad aspettare una ragazza estone che arrivava in un altro punto del gate. Ed ecco che con questa ragazza è avvenuto il primo scambio. Di opinioni, di passioni, di tradizioni e, nel campus dieci giorni dopo, di affetto e di amicizia.

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Quest'anno ho partecipato per la terza volta ad uno scambio giovanile Lions. Sono partito senza aspettative o pronostici, con una scatola vuota da riempire.
All’arrivo sono stato accolto da un gruppo lions e dalla famiglia ospitante che mi ha “decorato” con una collana di fiori e il bindi, un punto di colore rosso apposto al centro della fronte. 
La settimana in famiglia è stato un assaggio della vera vita indiana, della loro cultura, tradizioni e religione.
Ho mangiato il loro cibo, per la maggior parte con le mani, ho visitato monumenti e tempi, ho frequentato una classe di yoga, ….
Poi è cominciato il campo: 25 ragazzi da Messico, Paesi Bassi, Francia, Estonia, Lituania, Germania, Turchia, Taiwan, Repubblica Ceca, Polonia, Croazia, Spagna e Italia alla scoperta dell’India, con cui si è creata un’amicizia quasi immediata.
I primi giorni abbiamo soggiornato a Thane, dove abbiamo fatto alcuni giochi per conoscerci meglio e fatto yoga.

Il 30 giugno sono partita per la Serbia. Questa è stata la mia prima esperienza con gli scambi Lions, e devo confessare che quando a marzo mi è stata comunicata la mia meta ne sono rimasta sorpresa.
Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo paese, di cui si parla solo della terribile guerra di vent’anni fa, ma ero certa che avrei vissuto un’esperienze unica.
Arrivata all’aeroporto di Belgrado mi ha accolta la mia host sister Dina, con la sua famiglia.
Mi hanno fin da subito fatta sentire come a casa mia, sono stati tutti molto ospitali e gentili.
Ho avuto modo di incontrare anche altri ragazzi che poi avrei rivisto al camp, un ragazzo italiano, un tedesco e una ragazza turca, ospitati da amici di Dina. Ci hanno mostrato i principali luoghi turistici, come il maestoso Tempio di San Sava, la fortezza, lo zoo e il quartiere di Zemun. Un giorno siamo andati ad il lago artificiale di Ada Cingalija, dove abbiamo noleggiato delle biciclette per fare il giro e abbiamo fatto scii d’acqua. Dina e i suoi amici sono stati fantastici, ci siamo divertiti tantissimo e ci hanno fatto vivere la città al massimo!
Ho adorato Belgrado, città splendida e vivace, grazie soprattutto alla mia famiglia ospitante, che mi ha mostrato il lato migliore della città e del loro paese.

Il 30 giugno sono partita per la Serbia. Questa è stata la mia prima esperienza con gli scambi Lions, e devo confessare che quando a marzo mi è stata comunicata la mia meta ne sono rimasta sorpresa.
Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo paese, di cui si parla solo della terribile guerra di vent’anni fa, ma ero certa che avrei vissuto un’esperienze unica.
Arrivata all’aeroporto di Belgrado mi ha accolta la mia host sister Dina, con la sua famiglia.
Mi hanno fin da subito fatta sentire come a casa mia, sono stati tutti molto ospitali e gentili.
Ho avuto modo di incontrare anche altri ragazzi che poi avrei rivisto al camp, un ragazzo italiano, un tedesco e una ragazza turca, ospitati da amici di Dina. Ci hanno mostrato i principali luoghi turistici, come il maestoso Tempio di San Sava, la fortezza, lo zoo e il quartiere di Zemun. Un giorno siamo andati ad il lago artificiale di Ada Cingalija, dove abbiamo noleggiato delle biciclette per fare il giro e abbiamo fatto scii d’acqua. Dina e i suoi amici sono stati fantastici, ci siamo divertiti tantissimo e ci hanno fatto vivere la città al massimo!
Ho adorato Belgrado, città splendida e vivace, grazie soprattutto alla mia famiglia ospitante, che mi ha mostrato il lato migliore della città e del loro paese.

Quando mi è stata assegnata l’isola di Taiwan mi sono sentita immediatamente elettrizzata vista la possibilità di tornare in Asia ancora una volta (lo scorso anno mi fu assegnata la Thailandia), nonostante non fosse tra i luoghi indicati nelle mie preferenze.
Dopo alcune ricerche, in particolare sul livello di lingua inglese (viste le barriere linguistiche riscontrate nella precedente esperienza in Asia), e dopo aver contattato le famiglie ospitanti ho aspettato la partenza con trepidazione.
Sono partita il trentuno luglio e sono atterrata a Taoyuan la mattina dopo. Ad accogliermi c’era l’intero comitato YCE e, dopo una buona ora di saluti e fotografie in aeroporto, il soggiorno a Taiwan era finalmente cominciato.