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In queste fredde giornate invernali, tra un libro e l’altro, non posso fare a meno di ripensare alla scorsa estate. I ricordi del viaggio in Indonesia sono ancora vividi nella mia memoria, e lo saranno per sempre. Mi chiamo Sofia Galli, ho 18 anni, e come meta del mio terzo, e purtroppo ultimo, scambio Lions ho scelto l’Indonesia, e con la mia solita fortuna i miei desideri sono stati avverati. Infatti dopo un viaggio europeo, in Germania, e uno in America, a Boston, speravo di spingermi ad Est alla ricerca di un’esperienza culturale più forte. Sono stata accettata al Beautiful Camp and Exchange Bali 2018, Multiple District 307, il quale proponeva un programma molto particolare: avrei cambiato tre host families, in tre città diverse; il campus, invece, sarebbe durato una settimana in un paradisiaco resort a Bali.

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E' finalmente arrivato il momento di mettere per iscritto le emozioni, sensazioni e le avventure trascorse durante le mie 3 settimane in Danimarca.
Dico subito che sarà molto difficile riuscire a trasmettere in modo autentico tutto, ma farò del mio meglio. Avevo deciso che avrei scritto ogni giorno per non dimenticare niente ma, come tutti i miei buoni propositi, anche questo è volato via.
Così ho iniziato a scrivere immediatamente alla fine di questo viaggio.
D’altronde quale posto è più triste, malinconico ma nel contempo felice e vivo di un aeroporto?

My name is Camilla Kulka; I am an eighteen-year-old from Italy, and in December I had the opportunity to live in Japan thanks to the Lions Club. At first, when I got an email telling me that I had been chosen for this exchange, I was overcome with uncertainty: it's a long travel, I have never been so far away from home, and I would have to skip two weeks of school. I was sure my parents and my teachers would forbid me to go: my flight was scheduled on the 7th of December, but Christmas Holidays don't start until the 23rd. I'm in the fifth and final year of high-school, I can't afford to lose so many days of school. 
However my parents supported me, and to my surprise my teachers did too: they scheduled all my exams in advance in order to allow me to finish the trimester before my classmates, so I could leave with no problem.

I'm a lucky boy! I really desired to meet new people and live an experience that could be important for me... and the chance of the Lions Youth Exchange came to me! It was my first experience out of the Europe, I flew to Canada, in Toronto.
I met a special family: they were a little bit older than I expected, but Barbara was really awesome and Emidio also helped me to express myself when my English was real bad.
Now I improved my English and I continue to talk with the mates of the camp. We spent together 10 beautiful days and we went to Niagara falls, Canada's Wonderland and we made an international night for a Lions community.
I couldn't ask for more!

Sono Maria Nelide Longo, ho 18 anni e questo è stato il mio primissimo viaggio da sola.
Ricordo che quando mio padre entrò in cucina per dirmi che sarei andata in Giappone, insieme alle lacrime causate dall'emozione, si accumularono parecchie preoccupazioni.
Nei due mesi d'attesa prima di partire, la notte non dormivo perché mi chiedevo "Sarò capace di portare avanti una cosa del genere? Non è troppo per me? Forse devo aspettare!"
Adesso posso sorridere di fronte alle paranoie che mi facevo mesi fa, sorridere e ammettere a me stessa di essere stata in grado di vivere l'esperienza più bella della mia vita.

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Il sette luglio ha avuto inizio la mia avventura con l'associazione Lions Club. Per me è stato un insieme di prime volte: è stato il mio primo scambio interculturale, la prima volta all'estero, la prima volta in un paese così diverso e lontano dal mio; pertanto l'ho considerato maggiormente una esperienza unica ed appagante, seppur non abbia partecipato al camp.
Ore 6:00 parto da Matera e mi dirigo all'aeroporto di Bari- Palese Karol Wojtyla, per Roma e intraprendere le mie 11 ore di volo interminabili e stancanti verso San Paolo.

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Hello everyone!
Mi chiamo Ilenia Musto, ho 21 anni e vengo da Trani, Puglia. I primi di luglio sono partita per l’Australia e posso preannunciare che è stata una delle esperienze più emozionanti ed affascinanti della mia vita. Ho passato tre settimane ad ammirare e rispettare la natura.
La mia famiglia ospitante non era australiana, bensì canadese, vive da 8 anni in Australia e ciò mi ha permesso di conoscere culture e tradizioni canadesi e australiane. Proprio per questo, per darmi il benvenuto in famiglia, le prime due sere mi hanno portato a partite di hockey sul ghiaccio (classico sport canadese) mi sono divertita tantissimo anche se non capivo perfettamente tutto.

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Dopo il precedente viaggio con i Lions in USA che mi ha colpito alquanto, ho deciso di riprovare quest’esperienza.
A differenza dello scorso anno ho deciso di provare il camp Lions invece che la sola permanenza in una famiglia e questa decisione si è rivelata molto buona perché devo ammettere che il camp ha reso quest’esperienza indimenticabile.
In Finlandia ho trascorso poco più di 2 settimane, la prima settimana l’ho trascorsa con la mia host family mentre la seconda settimana sono andato nel camp Lions.

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1 luglio 2018. Un ragazzo, che considera la Svizzera come il paese più esotico in cui sia mai stato, parte da solo su un aereo in direzione Sofia, Bulgaria.
“Per fortuna questi aerei fanno una sola fermata, e sai quando devi scendere”, pensa, dato che non ha molta dimestichezza con questi viaggi.
Arrivato in aeroporto, la preoccupazione primaria è di sistemare l’orologio un’ora avanti e di raccapezzarsi con le scritte in cirillico dei cartelli.
Quella secondaria è di tenere a freno l’eccitazione e mettere una musica che creasse la degna colonna sonora per il mio arrivo in Bulgaria.

Non pensavo sarei mai arrivata al punto di dover mettere la parola “fine” al sogno di una vita, viaggiare il mondo visitando paesi diversi con gli scambi giovanili, attraversandone le culture e lasciandomi ispirare da esse per apportare cambi alla mia vita di tutti i giorni, soprattutto al modo di pensare.

Arrivata al punto in cui pensavo non ci fosse più niente da imparare, mi sono dovuta ricredere e forse proprio per questo il mio ultimo youth exchange si è rivelato essere quello che mi ha insegnato più di tutti. Un ultimo viaggio che in realtà non avevo mai cercato, ma che nonostante tutto è arrivato e mi ha cambiato in modi che – sinceramente – non ritenevo più possibili, perché pensi, cosa potrò mai imparare sui viaggi a vent’anni dopo aver già vissuto due esperienze con gli scambi Lions? Che cosa potrà darmi questo scambio che gli altri non mi hanno dato?

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Vorrei partire con il sottolineare la gentilezza e l’ospitalità con la quale sono stato accolto dalla mia “host family”, mi hanno trattato come un loro quarto figlio.
Dal loro terzo genito, Laisa, in grado di parlare anche un ottimo inglese, per poi arrivare ai genitori Iran e Angela, sempre pronti a soddisfare le mie esigenze e passando anche per i fratelli maggiori Luan, il quale mi ha insegnato a fare surf (sogno che avevo sin da quando ero bambino ma che non ero mai riuscito a realizzare), e l’altra sorella Làis.
Dopo queste due fantastiche settimane siamo partiti alla volta del camp situato nella città di Sobradinho.

Da quando sono venuta a conoscenza della destinazione che mi aspettava sono rimasta subito molto contenta.
Il Giappone è un paese molto lontano dal nostro sia geograficamente che culturalmente e per lingua e storia eppure ho trovato molto semplice legare con le famiglie che mi hanno ospitato.
Certo inizialmente a causa della lingua inglese parlata da loro poco frequentemente è stato difficile dialogare.
Eppure siamo tutti uomini e abbiamo trovato un modo per farlo alla fine.

Durante la passata estate ho partecipato per la seconda volta al programma di scambi giovanile organizzato dal " Lions Clubs International " .
Quest'anno abbiamo ospitato per una settimana un ragazzo messicano, mentre io sono partito per Taiwan dove, per la prima settimana, sono stato ospitato da una famiglia Lions poi, nei successivi dieci giorni, in un campus con altri ragazzi aderenti allo stesso programma, provenienti da tutto il mondo.
Con il ragazzo messicano che abbiamo ospitato mi sono trovato subito a mio agio, abbiamo passato una bellissima settimana visitando le principali attrazioni di Ravenna in compagnia del mio gruppo di amici con il quale Milton si è integrato benissimo.

Il campo di Perigord Noir in Francia è stato il mio secondo lions camp, l'anno scorso sono stata nel lions camp in Svizzera ed è stata un'esperienza meravigliosa.
Quest anno ho vissuto un'esperienza diversa da quella precedente.
Vi racconto il mese che ho passato nel Sud della Francia.
Nei primi 10 giorni sono stata ospitata dalla direttrice del campo Lions insieme ad altre tre ragazze. Iva dalla Serbia, Amanda dal Brasile ed Angel dalla Cina.
Ogni giorno c'era un'attività entusiasmante, la famigli ospitante ci ha accolto calorosamente, facendoci assaggiare ad ogni pasto una diversa specialità della cucina francese.
Con le altre ragazze siamo riuscite a mantenere sempre un certo equilibrio nonostante i caratteri eterogenei.Tra arrampicate sugli alberi, canottaggio nei fiumi e nuotate nei laghi la giornata più bella è stata quella in cui il marito della Camp Director, Laurent, ci ha portato in gita in barca sull'oceano atlantico.Non ero mai stata nell'oceano ed è stato bellissimo nuotare in quelle acqua così diverse da quelle del mare Adriatico.

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Sono Lorenzo Bacchini, e quest’anno ho partecipato al mio scambio giovanile Lions in Finlandia.
Dopo uno scalo con due aeri sono atterrato ad Helsinki dove ho incontrato la host family, mi hanno portato a casa loro in macchina, fortunatamente tutte le strade sono pianeggianti e dritte quindi sono riuscito a dormire un po’ prima di arrivare.
Loro abitano in una cittadina piccolina chiamata Riihimaki.
I primi giorni sono stati i più interessanti perché abbiamo svolto attività insieme ad un’altra famiglia della città che abitava li vicino e che ospitava una ragazza turca. I giorni successivi sono stati lo stesso interessanti ma essendo stato spesso con i genitori mi mancava una figura giovane con cui parlare.
Alla fine sono comunque riuscito a parlare molto con i genitori perché avevano una conoscenza dell’inglese molto buona.

8 luglio 2018: la mia avventura con il Lions Youth Exchange Program aveva inizio.
Nonostante l’iniziale timore per il fatto di dover affrontare il viaggio in aereo da sola, una volta arrivata all’aeroporto di Istanbul-Atatürk non rimaneva che l’emozione per quella che sarebbe stata l’esperienza più straordinaria della mia vita.
Dopo un viaggio in traghetto, sono giunta a Bursa accompagnata dal fratello della mia host sister. La sera stessa abbiamo cenato in riva al mare e sin dal primo momento mi sono sentita accolta nel migliore dei modi. Non avrei mai pensato di affezionarmi così tanto e in così breve tempo a delle persone che non avevo mai visto prima, di sentirmi da subito parte della famiglia. Ed invece è ciò che è accaduto. Si sono sempre preoccupati che io mi trovassi a mio agio e mi hanno offerto costantemente nuovi cibi da assaggiare, tipica tradizione turca, come poi mi è stato spiegato, da adottare nei confronti di un ospite. Non è stato difficile adattarsi alle portate differenti, soprattutto alla colazione, sia dolce che salata, in quanto ogni pietanza, con i suoi sapori a volte anche molto forti, si rivelava sempre molto gustosa.

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Sono partita il 1° Agosto per questo viaggio meraviglioso conoscendo pochissimo di questo paese e con la curiosità di vedere e conoscere nuovi luoghi, persone e sono tornata con il desiderio di rimanere più a lungo il 26 Agosto.
Ho conosciuto persone fantastiche, disponibili che hanno fatto di tutto per farmi sentire a casa e per farmi risultare questo viaggio così bello.
Sono stata ospitata da due famiglie con le quali ho legato molto e che mi hanno fatto fare tantissime attività dal tingere un tessuto immergendolo nel colore con decorazioni taiwanesi, al far volare in cielo una lanterna colorata su cui abbiamo scritto i desideri per il futuro e non solo. Con loro ho visitato templi, città, cascate, abbiamo girato in bicicletta vicino a un lago, alle montagne e al mare.
Taiwan è un’isola montagnosa, ma non come probabilmente la potremmo pensare noi con un clima rigido e scarsa vegetazione; bensì caldo, umido, con zanzare e anche scimmie (ATTENZIONE possono provare a saltarvi addosso!!!), e di vegetazione tropicale.

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Questo è stato il mio primo scambio, potrei dire che sono partito con tante incognite e tanti pregiudizi, molte persone mi hanno detto che è un’esperienza che ti cambia.
Quando sono arrivato all’aereoporto, devo ammettere che ero abbastanza in ansia, ma poi una volta atterrato mi sono tranquillizzato come se fosse tutto normale. Sono stato i primi sette giorni con la mia host-family, una famiglia eccezionale con cui sono stato veramente bene, sono stati molto disponibili in tutto, mi hanno fatto fare un sacco di cose e visitare altrettanti posti affascinanti della Finlandia, insomma che dire una famiglia eccezionale.
Dopo di che sono andato al campus sportivo Metsakartano, in cui mi sono trovato splendidamente, ho conosciuto ragazzi che vengono da tutto il mondo dalla Francia, dalla Germani, Austria, Spagna, Portogallo, Serbia, Macedonia, Giappone, Georgia, Israele, Grecia, Regno Unito alla fine eravamo più di quaranta. 

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Sono partito in aereo il 14 luglio 2018 di prima mattina dall’aeroporto di Napoli per arrivare a Copenaghen nel primo pomeriggio.
Al mio arrivo ho subito attaccato allo zaino fornito dal mio distretto Lions la bandiera Italiana per essere riconosciuto e incontrare la mia “host family”.
Da subito mi hanno accolto nel modo migliore che ci possa essere. Già durante il viaggio abbiamo conversato di molti argomenti. Arrivando a casa sono stato accolto con un pranzo tipico danese. La sera rimanemmo in casa.
Nei giorni successivi abbiamo visitato vari luoghi storici.  Al termine della settimana mi sono trasferito al “camp A Denmark” situato a Broderup, un campus dotato di ogni confort, dalle palestre alle biblioteche.

Sembra quasi impossibile raccontare dei miei giorni trascorsi ad Istanbul. Ricordo che quando sono partita, sull'aereo, l'ansia mi corrodeva dentro perché non riuscivo ad immaginare come sarebbe stato. Il 18 Luglio alle 18.00 mi sono presentata a tutti i ragazzi del campo, è stato davvero fantastico.
Sono stata l'ultima ad arrivare, tutti gli altri conoscevano già i nomi e i paesi di provenienza, io ero completamente sperduta.
Ho cercato di ricordare più nomi possibile e credevo sarebbe stato difficilissimo, eppure ogni persona è stata così gentile, ognuno di loro è riuscito a farsi ricordare che non è stato necessario il minimo sforzo.
La prima prima settimana e mezzo al campo è stata un continuo di scoperte, posti nuovi e nuove prospettive, nuove tradizioni e voglia di scoprire ancora, sempre di più.
Ogni persona che ho conosciuto è stata un uragano di accoglienza e ospitalità che sinceramente non mi aspettavo.