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Dal 10 luglio al 5 agosto ho partecipato ad uno scambio giovani YCE in Giappone, ed è stata un'esperienza fantastica.
Non conoscendo una parola di giapponese (o quasi), sono partita dall'Italia con molte incertezze, non sapendo se sarei riuscita a comunicare con la gente del posto e farmi capire.
Tuttavia appena arrivata ho trovato delle persone accoglienti, che mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Quasi nessuno parlava inglese, ma siamo riusciti a comunicare attraverso i Pocket-Talk, degli strumenti di traduzione simultanea che ogni giapponese sembrava possedere. 
La mia prima famiglia, con la quale sono rimasta solo per i primi 4 giorni, mi ha dato una prima impressione bellissima dei giapponesi: delle persone cortesi, che fanno di tutto per poterti aiutare!! (A volte al punto da farti sentire in colpa per aver chiesto indicazioni per strada).

Quando mi è stata comunicata la mia destinazione ero molto entusiasta di partire, solo poco dopo mi sono resa conto di non avere la minima idea di dove si trovasse la Macedonia del Nord.
Da quel momento sono cominciate le mie ricerche riguardo questa nazione e più mi informavo più cresceva la mia curiosità e la mia impazienza di partire. Sono stata in Macedonia per tre settimane, dal 23 giugno al 14 luglio. Per arrivarci ho dovuto prendere due voli aerei e, dato che si trattava del mio primo viaggio da sola e che non avevo mai fatto uno scalo in vita mia, ero molto agitata. In realtà il tutto si è svolto in maniera molto semplice, anche grazie alla compagnia di due ragazze italiane che avrei poi rivisto durante le due settimane di campo.

Questa estate, durante il mese di luglio, ho avuto l’opportunità di passare due settimane in Tunisia. Sono partita il sette e tornata il ventuno: il tempo è volato, mi sono divertita così tanto da non accorgermi nemmeno che il giorno di rientrare in Italia era arrivato. 
Devo ammettere che, al momento della partenza, ero nervosissima: questo è stato il mio primo viaggio da sola. 
Fortunatamente il volo era diretto e breve e all’arrivo mi hanno accolta due dei responsabili del camp in cui ho alloggiato la seconda settimana. 
Sono stati loro ad accompagnarmi a casa della famiglia che mi ha ospitato, facendomi sentire a mio agio e facendo svanire tutta la mia agitazione. 
La famiglia abita a Tunisi, nella capitale, e mi hanno accolta con baci e abbracci, come se mi conoscessero da tempo. Anche se loro parlavano francese e arabo non abbiamo avuto problemi nel comunicare, e già dalla prima sera abbiamo chiacchierato fino a notte fonda. Sono stati più che gentili con me, per esempio preparandomi cibi più simili a quelli italiani, per farmi sentire più a mio agio. Devo dire che quella del cibo era un’altra preoccupazione, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa dal cibo tunisino, ho apprezzato in particolare la carne e i dolci.

Quest'anno ho avuto l'opportunità di volare in Bielorussia ed entrare in contatto con molte sfaccettature della loro immensa e affascinante cultura.
Ero la prima ad essere insicura dopo aver scelto di fare uno scambio culturale con la Bielorussia quest'anno.
Ma mi do della stupida al solo ricordo se penso a quanto sono state belle queste due settimane, ho conosciuto persone fantastiche e ho visto posti che non dimenticherò mai. Chiunque io abbia incontrato è sempre stato gentilissimo e splendido, erano tutti preoccupati che fossimo a nostro agio e che andasse tutto bene.
Non siamo stati fermi un attimo, abbiamo visitato musei, palazzi antichi, monumenti, parchi, foreste e non c'è stato un momento in cui ci siamo annoiati. 
Bhe che dire di più, la Bielorussia sembra un luogo così lontano e diverso e invece ha molte più cose in comune con noi di quanto pensassi.

Mi trovo sull’aereo che, oggi 4 Agosto, mi riporterà a casa dopo una meravigliosa avventura, vorrei restare qui, vedere ancora ogni sera tardi il sole splendente, il verde che mi circonda e raccogliere i frutti di bosco nella foresta qui vicino a casa.
Questa stupenda esperienza è iniziato il 14 Luglio, quando sono partita da Milano Malpensa per Helsinki, devo dire che il giorno della partenza non ero particolarmente agitata cosa che però non si può dire della sera prima: ho aperto e controllato talmente tante volte la valigia e i documenti che ho perso il conto!
Appena arrivata nell’aeroporto della capitale sono stata accolta da un Lions e da Magdalena, la ragazza austriaca con cui avrei passato assieme due settimane in famiglia e nove giorni al camp.

Dal 14 luglio al 5 agosto ho avuto la possibilità di prendere parte ad una delle esperienze più belle della mia vita. Grazie all’associazione Lions ho avuto l’opportunità di esplorare una parte del mondo completamente sconosciuta a me fino a poco tempo fa: il Messico. Parto dicendo che, non appena mi è stata comunicata la meta, ho fatto i salti di gioia. Al contrario, la mia famiglia non era molto convinta nel lasciarmi andare, in quanto la reputazione messicana e la lontananza li spaventava. Ma d’altronde non potevo rinunciare a questo tipo di opportunità che capitano una volta sola nella vita e per conoscere veramente un paese bisogna visitarlo e girarlo, senza dare troppo peso ai soliti stereotipi. Quello che, a dire il vero, mi spaventava di più era il viaggio: sono partita da Milano Linate e, non essendoci un volo diretto, ho dovuto fare scalo a Roma. Considerando le mie abilità di orientamento, ero terrorizzata. Avevo tanta paura di perdermi e di non riuscire a trovare la giusta strada per prendere l’aereo in tempo, ma con mia grande sorpresa è stato più facile di quanto pensassi. 

Con mille aspettative sono partita il 19 luglio 2019 dall'aeroporto di Milano Malpensa con un volo verso la meravigliosa Malesia.
Quello è stato l'inizio dell'esperienza più indimenticabile e fantastica della mia vita!
Dopo due voli di 6 ore l'uno e uno scalo a Dubai, arrivo all' aeroporto di Kuala Lumpur la capitale e lì vengo accolta dalle mie due host sisters: Sharon ed Alexandra accompagnate da un signore, membro dei Lions, che poi ci avrebbe portato in giro per tutto il mio soggiorno lì , la referente malese per gli scambi Lions ed altri due ragazzi giapponesi che avrebbero frequentato il campus con me.
Non avrei potuto immaginare accoglienza migliore, mi hanno tutti accolto come se mi conoscessero da una vita, mi hanno fatto sentire a mio agio e fin da subito le mie host sisters mi hanno trattato come se fossi una di loro.

Un saluto da 33008 piedi d’altezza. In questo momento mi trovo sul volo di ritorno da Seattle diretto a Francoforte. Mi aspettano ancora altre 8 ore e 43 minuti di crociera, ma stavolta, a differenza di quello di andata, la compagnia aerea ha deciso di trasmettere come intrattenimento per il tragitto un film decente!
Ad ogni modo, cominciamo da zero.
Mi chiamo Emanuele Benvenuti, ho 18 anni e sono uno studente del primo anno di Medicina e Chirurgia a Roma.
Grazie al Lions Club ho avuto la possibilità di spendere un mese delle mie vacanze estive nello stato di Washington, a nord-ovest degli Stati Uniti d’America. In realtà la mia prima scelta era il Giappone, ma, a causa di impegni personali, le mie date di partenza non corrispondevano con i periodi in cui i nipponici ospitavano i ragazzi; tuttavia gli USA erano la mia seconda scelta dato che volevo allenarmi un po’ con l’inglese e, fortunatamente, sono stato accontentato (la mia terza ed ultima scelta era l’Irlanda perché lì la birra è buona, ma dato che ci è proibito consumare alcolici durante questi viaggi sono contento di non esser capitato lì). 

Il giorno 10 luglio è iniziato il mio viaggio alla volta di un paese prismatico e affascinante: il Giappone, unico e al contempo globalizzato.               
Unico perché appena arrivata ho avuto subito l’opportunità di apprezzare la proverbiale gentilezza nel sorriso accogliente del mio padre ospitante e negli innumerevoli saluti cordiali che echeggiavano nelle strade.
Ho creduto per un attimo di essere in un favoloso manga in cui il buon umore sembrava contagioso.
Unico, soprattutto il giorno in cui mi sono potuta mettere letteralmente nei panni di una giapponese indossando un meraviglioso yukata (nonostante le sue maniche lunghe e i quasi 40 gradi) e perdermi nei mille colori delle bancarelle di un festival tipico.

Il mio viaggio inizia il giorno 6 luglio,quando dall’aereoporto di Napoli parto alla volta di Bruxelles.Appena entrato in aereoporto ho avvertito una strana emozione,un misto tra ansia,curiosità e felicità;tutte queste emozioni hanno lasciato spazio alla sola curiosità quando,una volta salutata la mia famiglia,mi sono diretto verso il gate del mio volo.Una volta salito sull’aereo ho realizzato che avrei passato le seguenti tre settimane da solo in un paese straniero per la prima volta,e non so perché al solo pensiero di ciò mi si è accennato un sorrisetto sul viso come per dire “E adesso che faccio?”. 

Sono le 5:30, suona la sveglia, mi alzo, vedo la valigia pronta davanti alla porta. Era veramente arrivato quel momento in cui avrei dovuto prendere due aerei, trascorrere 9 ore fra persone che non conoscevo e che parlavano lingue diverse dalla mia, di cui 5 in uno degli aeroporti più grandi di Europa, per poi arrivare in uno stato sconosciuto, tutto questo per la prima volta da sola.
La sola idea mi emozionava, e ritrovarmi catapultata in quello che poco prima era solo un sogno è stato incredibile. Nonostante tutto non sono mai stata in ansia né tantomeno triste, mi sentivo a mio agio, autonoma, e tutt’ora ne sono soddisfatta. La mia paura però non era nel volo in realtà, piuttosto nell’arrivo, nell’incontro con una famiglia, una lingua, una cultura e uno Stato completamente diversi.

Dicembre 2018
Il momento in cui mi è stato comunicato che ero stata scelta per lo scambio giovanile Lions, le emozioni tante, tra cui ovviamente anche paura di ciò che mi aspettava; essendo la prima esperienza del tutto da sola. Comunque ho voluto mettermi alla prova.

Marzo 2019
Quando mi era stato chiesto di scegliere le tre mete che preferivo ho scritto senza pensarci come prima scelta Olanda;il perché non lo so nemmeno io;ma proprio in questo mese mi hanno comunicato che era proprio quella la mia destinazione.Ero felicissima non ci credevo. 

13 Luglio 2019
Finalmente é il grande giorno, in me tantissime emozioni:felice di fare nuove amicizie, di visitare posti stupendi, di divertirmi;ma sinceramente al momento della partenza, quando mi sono imbarcato su quell'aereo da sola, avevo solamente tanto timore.

Questa estate ho avuto la possibilità di partecipare a un programma di scambi giovanili grazie ad una collaborazione tra il mio liceo ed i Lions.
Quando ho scoperto che la meta destinatami era l’Australia mi sono sentito molto privilegiato, infatti era uno dei paesi che avevo messo tra le mie preferenze e ritengo sia uno degli stati che poche persone hanno l’opportunità di visitare.
Nonostante questa ottima premessa quando mi è stato comunicato che la città dove avrei alloggiato sarebbe stata Coleraine, un piccolo centro di 900 abitanti nello stato di Victora (sud dell’Australia), mi sono sentito un po’ spaesato perché temevo ci sarebbero state poche attività da svolgere, ma questi timori si sono dimostrati totalmente infondati.

Quando mi hanno proposto come destinazione la Cina sono rimasto di sasso. Non avrei mai pensato che potessi andare in Cina, era un paese che non avevo mai minimamente considerato: ma è questo lo spirito di questa avventura, scoprire una cultura che mai avresti pensato di scoprire, esplorare un paese (anzi, nel mio caso addirittura due!)
Dopo un lungo viaggio in aereo atterro a Pechino: la mia host-mother cinese è li ad aspettarmi e mi presenta anche gli altri ragazzi che arrivavano con il nostro volo e che avrei reincontrato al campus e nei giorni successivi perché si, i genitori sono riusciti ad organizzarci anche delle attività insieme per iniziare a conoscerci tra ragazzi (e vi assicuro che è un’ottima cosa!).
La prima settimana è davvero passata in fretta ma è stata piena di attività: visita dei luoghi più significativi di Pechino, attività sportive come parapendio, escursionismo e ferrata. La famiglia è sempre stata estremamente disponibile fin dal primo giorno: conoscendo la mia passione per l’informatica e la robotica ed essendo loro impiegati nello stesso campo hanno regalato a me e a loro figlio, Billy, un robot ciascuno per giocare e sfidarci, programmando e sparando in giro per la casa. Hanno trovato anche il tempo di farmi conoscere le montagne cinesi e farmi visitare il futuro villaggio olimpico invernale di Pechino, ora in costruzione, tramite un soggiorno di 3 giorni in una località montana!

Tutto ha inizio da un'email inaspettata: "cara Giulia, abbiamo per te una bellissima destinazione in Brasile!". 
Devo rileggerla qualche volta ancora per convincermi che è tutto vero e che, a distanza di qualche mese, trascorreró 21 giorni dall'altra parte del mondo. 
Solo qualche settimana più tardi arrivano i primi contatti con le 4 famiglie ospitanti e con le altre 3 ragazze italiane che vivranno con me questa esperienza. 
Passano i mesi e il giorno della mia partenza si fa sempre più vicino. 
Ecco che l'11 luglio, dopo aver salutato la mia famiglia, io e Carola, una delle 3 ragazze, partiamo da Milano per raggiungere Parigi. Incontrata anche Matilde, saliamo insieme su un altro aereo diretto a Rio de Janeiro. Un ultimo volo ci porta poi a Foz do Iguaçu , destinazione finale, dove ci aspettano Chiara, nostra compagna di viaggio, e le prime due famiglie ospitanti. 

Sono Martino Pignatta, ho 17 anni, frequento la quarta liceo scientifico e vivo a Milano.
Durante questa estate 2019 ha avuto luogo la mia prima esperienza con gli scambi giovanili dei
Lions Clubs International,ai quali ho potuto partecipare grazie al Lions Club Lainate e, più direttamente, grazie all’interessamento di Marcello Belotti, ex presidente del Club e oggi presidente di zona di otto Club del Distretto Lions “La Grande Milano”. Un’esperienza, inoltre, che ha coinciso con il mio primo viaggio in aereo da solo e con la mia prima visita degli Stati Uniti d’America.
Dal1° luglio al 1° agosto dell’estate2019: un meraviglioso viaggio di un mese.
Sono stato impegnato in qualcosa di mai sperimentato prima nella mia vita, anche se ero già stato all’estero con i genitori, e che si è rivelata una delle esperienze “solitarie”, di sviluppo della mia capacità di auto organizzazione, 
più preziose e divertenti che abbia vissuto sinora.

L'esperienza di quest'anno è stata la prima per me.
Devo dire che non mi sarei mai aspettato di trovare uno staff così preciso e organizzato.
Il campo è stato bellissimo e siamo riusciti subito a fare amicizia.
È stato bellissimo vedere come 20 persone siano passate da perfetti sconosciuti a grandi amici.

Dopo una settimana dalla fine del mio viaggio in Finlandia, cerco di ripercorrere passo dopo passo, giorno dopo giorno tutto ciò che ho vissuto in quella terra così affascinante. Ancora non ci credo di aver passato 3 settimane in quel luogo che mi ha rubato il cuore.
Il 24 luglio 2019 ho intrapreso il mio viaggio grazie alla proposta di scambi giovanili del gruppo Lions; le paure prima di partire erano tante: avrei viaggiato per la prima volta da sola, 2 aerei, 3 treni... ma una volta messo piede in quel paesino che sarebbe stato la mia casa per poco più di 10 giorni, tutte le preoccupazioni sono sparite. Ad accogliermi c’erano Sari, la mamma, Rasmus e Juha, i miei host-brothers e Siiri,la mia host-sister. Fin da subito mi hanno fatto sentire parte di quella famiglia che mi ha accolta in casa propria come se fossi loro figlia, ho acquisito un fratello danese, con cui ho vissuto 24 ore su 24 per tutto il viaggio.

Prima del mio scambio LIONS la Macedonia non era altro, per me, che uno stato sconosciuto con un nome un po’ buffo, e non sarebbe probabilmente stata la meta di una mia vacanza estiva. Ma poi ho scoperto che proprio in quella nazione avrei trascorso tre settimane della mia estate, e ancora non immaginavo che sarebbero stati giorni così intensi e emozionanti.
Il 23 giugno ho preso per la prima volta l’aereo senza i miei genitori, ma, fortunatamente, ad allontanare quel po’ di ansia che era per me inevitabile, c’erano altre due ragazze italiane che ho poi conosciuto meglio nel campo. 
Devo ammettere che ci sono sicuramente stati ben più organizzati della Macedonia, tanto che nei primi giorni mi sono trovata a dormire da sola in un appartamento, perché la mia host-family, informata del mio arrivo solo pochi giorni prima, era in vacanza.

La mia esperienza in Turchia iniziò il 7 luglio quando, arrivata al nuovo aeroporto di Istanbul, incontrai per la prima volta la famiglia che mi avrebbe ospitato per questo scambio nei successivi 10 giorni. Ricordo a primo impatto la felicità di conoscerli, da subito furono molto gentili con me ed il padre già dall’inizio sempre disponibile a raccontarmi tutto ciò che c’era da sapere su quello che avremmo potuto vedere intorno a noi. La loro casa si trovava nella parte asiatica di Istanbul in una cittadina commerciale chiamata Gebze.
Il mio soggiorno in famiglia non lo potrò mai dimenticare, grazie a loro ho conosciuto come davvero si vive, si pensa e soprattutto grazie alla madre come si mangia in Turchia; mi accompagnarono quasi tutti i giorni tratti di strada lunghissimi durante il quale ho conosciuto la musica del posto e gruppi rock del passato per me nuovi, ma la parte più bella era quando andavamo a casa degli amici perché grazie a questo sono davvero riuscita a capire tutte le loro usanze e costumi.