Il nostro sito fa uso di cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a navigare accetti l'uso di questi file.

Ciao sono Elena,e questo è il mio primoexchange e quest’anno sono partita alla volta del Belgio.
La possibilità di fare questa bellissima esperienza è arrivata da un concorso vinto nella mia scuola e premetto che io non volessi neanchepartecipare,è stata la mia prof che fin dall’inizioha voluto così tanto che io partecipassi,ed ora sono qui a raccontare una delle mie esperienze più belle,per questo non potrei mai ringraziarla abbastanza.
Sono partita alle 06:30 del 6 luglio con un’altra ragazze italiana, che però ha fatto un’esperienza diversa dalla mia;quella mattina ero contentissima di partire,ma allo stesso tempo nostalgica, perché sono molto legata alla mia famiglia.
Arrivata all’aeroporto di Bruxelles intorno alle 12:00e aprendo quelle porte,ad aspettarmi e accogliermicalorosamente c’era la mia famiglia ospitante.
Non nego che i primi giorni sono stati per me un “mettermi alla prova”, vivere in un posto diverso, con una lingua diversa e poco praticata, faceva crescere in me sempre più la voglia di ritornare a casa.

Continua su pdf

Eccolo lì, un ragazzo di 17 anni pronto a partire alla volta dell’Arizona che aspetta ansioso di decollare dall’aeroporto di Venezia in quell’afoso 11 luglio.
Difficilmente dimenticherà tutte le emozioni provate durante il solitario viaggio di andata, né tantomeno durante il solitario viaggio di ritorno. 
Entrambi i viaggi sono stati lunghissimi, 15 ore che parevano 25, in quanto accompagnati da mille sensazioni differenti. 
Durante il viaggio di andata ha incontrato l’impazienza di arrivare, la preoccupazione di lasciare la famiglia per un mese, l’ansia portata dal fatto di dover parlare inglese 24 ore su 24 e doversi arrangiare da solo in qualsiasi situazione.
Durante il viaggio di ritorno ha incontrato principalmente tristezza, per aver lasciato quei fantastici 9 amici trovati in un territorio così splendido, ma anche sollievo, dato dalla consapevolezza di poterli rivedere a breve e di ritornare in un luogo familiare.
Se c’è una cosa che quel ragazzo riconosce con certezza è che non è più lo stesso ansioso adolescente partito da Venezia l’11 luglio, ora è un giovane uomo che non ha paura di viaggiare ed uscire dalla propria zona di comfort.

“Tanta calorosità e accoglienza”, queste sono le parole con cui descriverei questa magnifica esperienza in Messico. 
Già prima di partire mi ero fatta un’idea su come poteva apparirmi il paese: il tipico sombrero, le feste ed il “Sangre Caliente”, ma è stato molto più di questo. 
Con la prima famiglia ospitante fin da subito si è creata una bellissima sintonia, mi hanno fatto sentire come a casa, i loro figli seppur un po’ più grandi di me sono stati molto amichevoli, grazie alle canzoni in stile “Reggaeton”, che io già ascoltavo quotidianamente, ci siamo legati sempre di più. A rendere questa settimana ancora più spensierata e divertente è stato inoltre il mio compagno di avventure Amir, un ragazzo proveniente da Israele, anche lui ospite nella mia stessa famiglia, con il quale ho legato fin da subito e grazie a lui ho potuto apprendere anche la sua cultura ricca di tradizioni.

We left the hot weather of Italy on 31th of July and, after 3 hours, we arrived in this cold unknown land. Although we didn’t understand one single word of Russian, we managed to solve some initial problems at the passport checking and we were in. Two weeks in Belarus. 
Me and another Italian girl, Giulia, were assigned to the city of Gomel, the second biggest city of the country, in the south. We arrived there with a 5 hours long trip, by bus. The landscape was so strange for us: there were not cities, nor big villages, just some houses here and there, huge fields, and forests... Forests everywhere! Here, in Italy, whatever you look to, in the background there will be a mountain or a sea, stopping your view; in Belarus no, not at all, there is not a single mountain in all the country. You can be on a road, in a small village or in the huge capital, Minsk, but, in the end, you are inside an enormous forest which covers everything. I felt so lost at first, but after some days I got used to it and started to feel like all those trees where hugging me warmly, despite the cold and unpredictable weather which characterised all our stay.
Actually, everything was really welcoming, starting with the people; even those who couldn’t understand me at all tried to make me feel comfortable in every way possible.

Sono Neve Sarti, e quest’estate ho avuto l’occasione di partecipare al mio primo scambio giovanile organizzato dalla Lions. Sono partita per la Finlandia i primi di luglio e ho trascorso le prime due settimane in due famiglie ospitanti diverse e l’ultima settimana in un campus a villa Elba, a Kokkola, una cittadina sulla costa ovest della Finlandia.
Entrambe le famiglie ospitanti sono state molto accoglienti e hanno fatto del loro meglio per farmi visitare più luoghi possibili, un fatto che ho apprezzato molto: sono andata in spiaggia, ho fatto passeggiate nelle meravigliose foreste finlandesi, ho visitato fattorie e assaggiato piatti tipici. La prima famiglia era costituita da una signora e sua figlia, la seconda invece da marito e moglie con ben quattro figli, dunque le mie due esperienze sono state molto diverse tra loro ma entrambe mi hanno lasciato un meraviglioso ricordo e il desiderio di tornare a trovarli un giorno.

Quest’estate, dal 7 al 28 luglio, ho avuto la possibilità di partecipare ad un’altra magnifica esperienza con i Lions in Repubblica Ceca, il paese dei castelli. Ovviamente il titolo racchiude tutto il favoloso patrimonio culturale ceco: i castelli! La Repubblica Ceca è principalmente famosa per l’innumerevole presenza di castelli, grandi castelli, enormi castelli... e castelli!
La Cechia è così ricca di fortezze storiche che persino gli organizzatori e camp leaders del distretto ceco si sono rifiutati di farci visitare altri castelli e quindi, hanno optato per altre visite intorno al bellissimo comune di Pilsen, il quale conta circa più di 60.00 abitanti. Prima della tanto attesa partenza sono arrivati i miei 18 anni, una nuova fase della mia vita, ricca di responsabilità e nuove consapevolezze. Per questo motivo mi ero prefissata un obiettivo importante per ringraziare i miei genitori e tutto il mio distretto per l’ulteriore occasione ed il “meraviglioso” regalo ricevuto: affrontare questo viaggio con uno spirito più maturo e aperto a tutto, continuando a guardare il mondo sempre con gli occhi di un bambino curioso, come il famoso fanciullino di Pascoli.

Continua su pdf

Vorrei cominciare il mio report con una frase che la mia host-sister mi disse prima di partire per la Finlandia:” Just bring yourself.” Credo che questa frase possa racchiudere lo spirito sereno e gioioso di questo popolo, infatti per la seconda volta consecutiva la Finlandia è stata nominata il paese più felice del mondo. Sono partita il 14 luglio da Roma e arrivata ad Helsinki i membri lions e la mia host-sister mi stavano aspettando calorosamente per farmi iniziare questa nuova emozionante avventura. La mia host-family vive a Kello, una zona residenziale che dista circa 15 minuti da Oulu, nel nord-ovest della Finlandia. Sono state delle persone molto disponibili nei miei confronti che mi hanno fatto visitare buona parte del Paese, persino la Lapponia, e che mi hanno trattata come un membro della loro famiglia infatti grazie a questo non mi sono sentita, nemmeno per un momento, a disagio. Chiacchieravamo a tavola davvero di tutto e mi sono accorta di come le nostre culture fossero diverse, ad esempio prima di entrare in casa bisognava lasciare le scarpe nell’ingresso e camminare scalzi, fare la sauna nudi a 80° minimo e questo per me era abbastanza strano, ma nonostante ciò tutto mi sembrava normale. 

Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui i miei professori mi comunicarono di aver ricevuto una borsa di studio per poter intraprendere un viaggio di ventuno giorni in Ungheria; incredula e emozionata chiesi chi mi avesse offerto questa opportunità e pian piano iniziai a conoscere il Lions International.
Come una finestra spalancata sul mondo i Lions si occupano di varie realtà: Salute, Ambiente, Scuola, Comunità offrendo un aiuto a chi ne ha bisogno e infine, questo Club si occupa di noi ragazzi cercando di farci diventare cittadini del mondo pieni di sani valori quali amicizia, unione, voglia di scoprire il mondo e di non aver paura nel conoscere nuove culture, lingue o tradizioni. 
Era il mio primo viaggio senza la famiglia, la prima volta che avrei preso un aereo autonomamente ed ero al settimo cielo.
Contavo i giorni con insistenza, avevo guardato mille immagini su Budapest, pensavo semplicemente a quanto fosse meravigliosa quella città, a tutti i panorami che avrei potuto ammirare senza tener bene a mente che quel viaggio mi avrebbe potuto cambiare sul serio, farmi guardare il mondo da un’altra prospettiva.

Quest’estate, dal 21 luglio al 7 agosto, grazie al progetto “Campi e Scambi giovanili”, ho avuto l’opportunità di visitare la Lituania. Prima di partire ero molto entusiasta, ma anche un po’ spaventata, perché non sapevo cosa aspettarmi da questo piccolo Paese di cui non si sente molto parlare. Ora però posso affermare con certezza che questa esperienza è stata la migliore della mia vita e mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti.
Ho trascorso la prima settimana in famiglia nella capitale, Vilnius, e in seguito 10 giorni a Karalkreslis, un villaggio a sud-ovest, a 200 km dalla capitale, non lontano dal confine con la Russia e la Polonia, insieme ad altri 17 ragazzi prevenienti da tutto il mondo: Austria, Belgio, Brasile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, India, Israele, Lituania, Paesi  Bassi, Spagna, Ungheria.

Continua su pdf

Piacere a tutti, mi chiamo Lucia e quest’anno ho scelto di provare una nuova avventura da mettere nel mio bagaglio personale: gli scambi giovanili dei lions.
Il 27 giugno sono partita con altri 6 ragazzi per andare in Australia, terra che mi era tanto affascinante quanto sconosciuta: piena di voglia di scoprire un nuovo mondo totalmente diverso dal mio sono arrivata all'aeroporto di Melbourne, dove ho conosciuto la mia host family. Con loro ho trascorso 3 settimane in un piccolo paesino di 3000 abitanti a 3 ore da Melbourne, Rochester, dove ho imparato il loro stile di vita, la loro semplicità e gentilezza, il modo in cui si può avere tutto e star bene anche con poche cose attorno. Da sempre mi hanno trattato non come un ospite, non come una ragazza che proveniva dall’altra parte del mondo, ma semplicemente come una di loro, una figlia, ed è questo il motivo per cui ho trascorso momenti indimenticabili con loro senza avere quasi mai nostalgia di casa, proprio perché li mi sentivo a casa.

Il 12 luglio 2019, a soli sedici anni, ha avuto inizio il mio primo viaggio fuori dall’Europa e la mia prima esperienza in Giappone.
Il desiderio di visitare e conoscere un paese così lontano dal mio, mi ha fatto quasi dimenticare delle tredici ore di volo.
Dopo due aerei e due treni sono finalmente arrivata alla stazione di Okayama, dove ad aspettarmi ho trovato tre delle persone che hanno segnato maggiormente il mio soggiorno in Giappone.
Dopo una breve presentazione, è iniziato subito un tour della zona e poi mi hanno accompagnato a casa della prima famiglia ospitante.
Nella famiglia Inai ho conosciuto i piedi hosts parents, il figlio, la moglie del figlio e i loro adorabili tre bambini. Due giorni dopo di me, è arrivato Chen po Ti, un ragazzo di Taiwan che è stato il mio compagno di avventure per i successivi 21 giorni.

Sono tornata a casa da poco e ogni giorno penso a quelle indimenticabili tre settimane trascorse in Germania, riguardo le foto e rivivo le emozioni e i momenti vissuti.
Sono partita per la Germania il 21 luglio, consapevole che sarebbe stata un’esperienza bellissima ma allo stesso tempo avevo un po' di paura, soprattutto perché mi aspettavano tante prime volte, a partire dal primo volo completamente sola.
Ho trascorso la prima settimana in famiglia a Wurzburg e fin da subito tutta la host family non solo si è dimostrata accogliente e felice di farci visitare nuovi luoghi, ma ci ha fatto sentire parte della loro famiglia.
Continua su pdf

L’esperienza che ho trascorso di Camp in Irlanda (Dublino e sud dell’isola) è stata un’avventura interessante che mi ha coinvolto molto nel conoscere la cultura e le tradizioni irlandesi.
Il Camp è durato dal 22 Giugno al 6 Luglio; Mr O’Neil e Ann-Marie (Camp Leader) hanno aiutato me e gli altri 17 ragazzi provenienti da tutto il mondo a rendere questa esperienza indimenticabile, infatti hanno organizzato per noi: visite guidate nelle principali località del sud dell’Irlanda, attività pratiche socialmente utili (come la piantumazione di un giardino pubblico), inoltre hanno programmato momenti ludici come la preparazione di cene etniche, di serate party e barbecue.
Durante il camp siamo stati accolti in tre strutture diverse;la sera in cui sono arrivato a Dublino, poi il giorno successivo a Waterford e dopo una settimana nuovamente a Dublino.

Quest’estate, grazie ad un concorso organizzato nella mia scuola, ho avuto l’opportunità di partecipare dal6 al 27 luglio ad uno scambio giovanile organizzato dal Lions Club.
La mia avventura è nata per puro caso perché prima di questo concorso non conoscevo i Lions, ma devo dire che sono rimasta sorpresa dalla disponibilità e dalla gentilezza delle persone che ne fanno parte e soprattutto dalla fantastica esperienza daloro organizzata.
La destinazione del mio viaggio è stata l’Austria, in particolare Vienna, dove ho vissuto per una settimana con la mia host family, e Neusiedl am See, un piccolo comune situato a 50 km dalla capitaledove ho partecipato al camp “Vienna and around”.
Continua su pdf

Prima volta che viaggio con lo “Youth Exchange Program Lions”, un’avventura unica che permette ai partecipanti di conoscere “un campione” della popolazione mondiale, tuo coetaneo, aprendoti gli occhi su come si vive nel resto del mondo, accorgendoti che non esistono barriere né diversità. 27 persone: Arsal, Natasha, Ramiz, Martina, Giorgia, Berit, Ulli, Daria, Paula, Diego, Susanne, Birk, Phindi, Giorgia, Noga, Alicia, Wien, Elsa, Ern,Ylva, Jowen, Liz, Salima, Leo, Birsel e Mert , tutti insieme, dando il massimo per rendere l’esperienza unica. La settimana in famiglia ha creato con gli altri ragazzi un legame indissolubile.
Non ringrazierò mai abbastanza per l’occasione ricevuta. Credo di aver passato momenti così belli e speciali, che rimarranno in me per sempre, momenti che mi hanno aiutato a maturare e che mi hanno arricchito sotto tutti gli aspetti.
Sono grato ai Lions per tutto e spero che questo percorso, appena cominciato, possa portarsi avanti anche con i Leo (di cui sarei fiero di entrare a far parte), ma anche conservare i legami con tutta la grande famigliadi Mozen.
Grazie mille ancora per tutto
Alberto

Osservo un foglio bianco cercando di capire come riuscire ad esprimere a parole le settimane che ho trascorso in Andalusia.
Era l’1 agosto e per la prima volta avrei viaggiato da sola… euforia e preoccupazione si fondevano perfettamente nei miei pensieri. Quel viaggio totalmente inaspettato vinto grazie ad un concorso nella mia scuola stava per iniziare dopo mesi di attesa. 
Ad aspettarmi una famiglia accogliente, con ritmi di vita leggermenti diversi e tanta voglia di farmi conoscere il luogo in cui vivono.
Mi hanno letteralmente fatto fare la turista per alcuni giorni, andando nei musei o semplicemente camminando per la città indicandomi i maggiori punti di interesse.

Continua su pdf

Fui avvertita degli scambi lions all’ultimo momento e ebbi solo pochi giorni per preparare l’Acceptance form e inserire la preferenza di tre mete ma sono riuscita a fare tutto grazie alla disponibilissima collaborazione  dei membri Lions. E dopo quella che sembrava un’attesa interminabile ho avuto la meravigliosa notizia, sarei andata nella mia prima scelta , il Texas. 
Non si può spiegare quanto contenta potessi essere e finalmente con la valigia piena di vestiti e il cuore pieno di speranze sono partita. Arrivata nel piccolo ma caldo e accogliente aereporto del Midland ho conosciuto la famiglia che mi avrebbe ospitata per tre settimane. 
Si sono dimostrati fin da subito molto disponibili ma durante il viaggio sono diventati addirittura meravigliosi , mi sono sentita accettata , capita e apprezzata. 
Prima di questa esperienza avevo già fatto alcuni viaggi da sola ma senza l’aiuto dei Lions e devo dire che questo è di gran lunga il migliore. È il migliore non solo perché ho visitato un posto estremamente interessante e sono stata portata in ogni parte del Texas visitabile ma perché lí io ho conosciuto le persone che porterò sempre nel posto più caldo del cuore ...penso di non poterli mai ringraziare abbastanza.
In texas ho avuto tre settimane di “host family” e non sono mai andata in un camp ma è come se avessi vissuto in un camp fin dal primo giorno poiché svolgevo quotidianamente visite e attività con gli altri studenti, i membri Lions e le famiglie ospitanti infatti facevano a turno per accompagnare me e le altre due ragazze.
Inutile dire che l’addio è stato durissimo ... anche ora parlarne o sentire la mia host family mi fa commuovere.
Stiamo programmando un loro viaggio in Italia dopo il matrimonio della loro figlia . In questo caso li ospiterò io e spero di potergli restituire tutto l’affetto che è stato dato a me. 
Grazie a tutti per l’occasione che mi è stata data e in particolar modo 

 

Salve, sono Guido Magrini. Grazie alla associazione Lions quest’estate ho avuto la grande opportunità di partecipare agli scambi giovanili in Texas, più precisamente a: Dallas, Austin, Lubbock e sul lago Texoma.
L’attività più interessante dal punto di vista di aggregazione e conoscenza degli altri partecipanti allo scambio giovanile è stata la permanenza nel campo sul lago Texoma dove, fra le varie attività, sono andato in barca , ho fatto tubing (una attività che consiste nello stare su un materasso gonfiabile attaccato ad una barca), ho conosciuto la flora e la fauna locale del lago, ma soprattutto ho avuto la possibilità di conoscere gli altri ragazzi, i fantastici responsabili del campo e il simpaticissimo autista mr. B .
Per quanto riguarda la conoscenza del popolo americano e del suo stile di vita la permanenza nella casa di Dallas presso gli Ezzell è stata l’esperienza più significativa, dato che ho passato intere settimane con la famiglia ospitante seguendo le loro abitudini e ritmi quotidiani.

Continua su pdf

6 luglio: incontro a Milano Linate Elena, l’altra ragazza italiana che parteciperà come me allo scambio in Brasile. Insieme, euforiche ed un po’ agitate, prendiamo il volo che ci porterà a Roma, dove incontreremo Federico, il terzo e ultimo italiano.
Da Roma prendiamo tutti e tre il volo per San Paolo, dodici ore in cui ci conosceremo e getteremo le basi del rapporto che si costruirà in quel mese di esperienza.
Atterrati a San Paolo, abbiamo incontrato le nostre famiglie che subito ci hanno accolto con calore e gentilezza. Da lì abbiamo raggiunto la città dove avremmo vissuto per tre settimane: Sao Jose Dos Campos.
Nonostante fosse la mia seconda esperienza all’interno degli scambi giovanili, inizialmente l’agitazione non è mancata, sia per la cultura diversa, sia perché nella mia host-family solo Priscila, la mia host - sister brasiliana, parlava inglese.
Pensavo davvero fosse un ostacolo, ma dopo i primi giorni ho iniziato a comprendere qualche parola e qualche frase in portoghese grazie ad alcune similarità con la lingua italiana.

Likely unaccostumed even for us who are quite close to it, as a teen I discovered Hungary in many newsworthy aspects.
I started my journey on a plane, token from the airport of Roma Fiumicino, that landed to Budapest’s Ferihegy airport.
For the first week I stayed in Nyiregyhaza, a nice small city at North-East, not so far from the border with Ukraine. My host family (two guys and their parents) was kind, warm, congenial and so interested about me and Italian culture, a point that I really appreciated and that in a first time surprised me, also because I found out we have many things in common
I fit in everywhere and I have met wonderfull Hungarians which left me with great memories and a bit of nostalgia too.
From 7th to 17th of July I stayed in Gyòr and thereabouts. Knowing people from Indonesia, Mexico, Tunisia and so on is something that I am not able to explain, and this “something” is the reason why I thank Lions Association for this experience, is the reason why I suggest you to join us and became part of it, and is the reason why I am writing this report.