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Si dice che sia impossibile dimenticare le prime esperienze.
Vorrei quindi definire così il mio primo contatto con la terra irlandese: semplicemente indimenticabile.
Non appena arrivata in aeroporto sono stata accolta dai bellissimi e calorosi sorrisi dei responsabili che hanno pazientemente aspettato tutti i ragazzi, per portarci poi a Dublino, dove abbiamo trascorso la prima notte.
 Da subito tutte le paure o l’agitazione che durante il volo hanno invaso mente e corpo sono state cacciate via dal grande spirito di accoglienza che mi è stato riservato: la consapevolezza che anche altri 15 ragazzi provenienti da chissà quale parte del mondo, ancora perfetti sconosciuti, stiano vivendo le tue stesse emozioni, ti dona tanta energia e alimenta fortemente lo spirito di gruppo. 
Giorno dopo giorno abbiamo imparato a conoscerci, ad ascoltarci e addirittura sopportarci, finché ad un certo punto ci si ferma e si pensa: come farò a lasciare tutto questo? Ed è così che questi perfetti sconosciuti diventano prima conoscenti, poi compagni e infine sinceri amici con cui sfogare lacrime per la nostalgia di casa oppure condividere l’euforia per essere stata finalmente ammessa all’università che tanto si desiderava. 

Da 18 luglio al 5 agosto 2018 ho tenuto parte allo scambio giovanile organizzato dal Lions club in Indonesia, insieme ad altri 19 ragazzi da 10 stati differenti.
Lo scambio è durato circa 3 settimane, due delle quali siamo stati in famiglia, divisi in due gruppi in 3 città differenti.
Il mio gruppo era composto da 13 ragazzi e abbiamo visitato le seguenti città: Bandung, Jakarta e Yogyakarta, dove siamo stati ospitati da differenti Host family divisi in gruppi dai 2 a 4, e durante il campo svoltosi in Bali siamo stati tutti e 20 assieme.
L'esperienza in famiglia è stata fantastica a dir poco, io personalmente mi sono trovato sorprendentemente bene, le persone che ci hanno ospitato erano aperte, solari e ci hanno permesso di visitare le città trasmettendo energia ed interesse. In ogni città eravamo con ragazzi differenti, e non sempre le attività venivano svolte in gruppo, e questo ci ha dato occasione di iniziare a legare sia con le host family che con i ragazzi con i quali eravamo assegnati, e gli unici difetti che riesco a trovare di questa parte dell'attività sono il poco tempo che abbiamo avuto con le singole famiglie, con le quali non passavamo più di 4/5 giorni, e talvolta le difficoltà nella comunicazione, essendo l'inglese una lingua molto differente dall'indonesiano.

Questa estate ho avuto la fortuna di poter passare tre settimane in Finlandia grazie alla collaborazione tra la mia scuola e il progetto per gli scambi culturali dell’associazione “Lions”.
L’organizzazione metteva a disposizione un soggiorno di circa tre settimane da passare in un paese straniero; appena saputa la des nazione il mio entusiasmo era alle stelle! Desideravo visitare il nord Europa da un po’ di tempo ma non pensavo potesse succedere così presto. Appena finita la maturità mi trovavo così a preparare la valigia per questa nuova esperienza.

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Dal 7 al 28 di luglio ho vissuto una delle esperienze più belle della mia vita in Portogallo grazie al progetto Lions.
La prima settimana, sono stata accolta dalla mia host family a Fafe, una città a nord del Portogallo che dista circa mezz'ora da Porto.
La famiglia era composta dai genitori e i loro due figli, João di 8 anni e Mariana di 14.
Grazie a loro, ho avuto la possibilità di scoprire la loro cultura attraverso anche piccoli gesti.
Era una settimana molto importante sotto il punto di vista religioso a Fafe: ogni sera, infatti, c'erano feste che duravano fino a tarda notte con balli, costumi e musiche tipiche del luogo. 

Quest estate ho avuto la possibilità di fare il mio primo scambio culturale con i Lions , in Serbia
Inizialmente non mi aspettavo niente di particolare, forse perchè la Serbia non è tra i primi paesi per quanto riguarda il turismo, eppure mi ha sorpreso incessantemente durante il mio intero periodo di soggiorno.
Ho avuto la fortuna di trovare due famiglie ottime: entrambe accoglienti e ospitali, pronte a farmi vivere a pieno la vita di una cittadina serba,e a considerarmi proprio come una figlia.

Dal 8 al 28 luglio ho partecipato al Lions Youth Exchange program in Dakota del Sud. È stata la mia seconda esperienza, l’anno scorso avevo partecipato allo stesso programma ma in Michigan. La mia esperienza è stata composta da tre settimane, di cui la seconda trascorsa nel Lions Camp a Sioux Falls.
In famiglia
La famiglia che mi ha ospitato vive nella parte est di Sioux Falls, la città più grande del Dakota del Sud, ed è composta da marito e moglie, Mike e Kris, che sono stati estremamente gentili e disponibili durante tutta la mia permanenza. 

È difficilissimo descrivere la mia esperienza ad Istanbul. 
Sono partita il 18 Luglio da Bologna in lacrime, per paura di non riuscire a legare con gli altri o chissà che altro. Sono tornata l’8 Agosto, in lacrime, perché non avrei mai voluto lasciare nè quel posto magnifico nè i miei nuovi amici-da-tutto-il-mondo. 
Il periodo dal 18 all’8 si è diviso in due parti, la prima in campo e la seconda in famiglia. 
In campo mi sono sentita come a casa fin da subito.

Quest’estate, più precisamente dal 7 al 28 luglio, ho partecipato ad uno scambio giovanile promosso dal Lions Club.
L’esperienza, della durata di tre settimane, è consistita nell’essere ospite di una famiglia del posto per il periodo di una settimana e nel prendere parte, per le rimanenti due settimane, ad un campus insieme ad altri 24 ragazzi provenienti da ogni parte del mondo.
La meta a me assegnata è stata la Svezia, destinazione in cui non ero mai stata e che ero molto curiosa di visitare.
Più precisamente sono stata ospitata dalla mia host family a Bjarnum, un paesino nella parte meridionale della Svezia.
La mia famiglia svedese si è dimostrata molto accogliente e ho potuto legare particolarmente con le mie host sisters, mie coetanee.

Tramite un concorso organizzato nel mio istituto ho avutol’occasione di spendere tre settimane in Turchia, metà in famiglia emetà in un campo Lions, un’esperienza che mi ha cambiato profondamente.
Il periodo in famiglia ha avuto come la barriera la comunicazione, solo un mio host brother sapeva bene l’inglese, ma nonostante ciò siamoriusciti a capirci tramite gesti e qualche parola in turco che mi hanno insegnato. 
Durante questi primi giorni ho avuto occasione di visitare Istanbul per due giorni, indimenticabile il giro in traghetto sul bosforo, per poi andare a Bursa, la città dove la mia host family abita e dove ho scoperto molti aspetti del modo di vivere turco, mi hanno colpito molto la passione per il tè e il rispetto al limite della venerazione per Mustafa Kemal Atatürk, di cui si trovano immagini praticamente ovunque.

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Sono partita da Torino caselle il 4 luglio di quest’estate e devo confessare che avevo una gran paura.
Paura per il mio primo volo, per la mia prima volta all’estero e per il mio primo scambio.
Durante il viaggio molte erano le domande che mi facevo.
Arrivata all’aeroporto Paris Charles de Gaulle, l’accoglienza calorosa della famiglia ha subito cancellato ogni mio dubbio. Ero lì e dovevo godermi tutto fino in fondo! E così è stato. 
Insieme a me la famiglia ospitava anche una ragazza austriaca di nome Pia con cui ho legato parecchio.
La graziosa casetta in cui ci hanno accolte si trovava a Gouvieux, un piccolo paesino nel nord della Francia.
Non ci hanno mai dato modo di annoiarci e ogni giorno si scopriva qualcosa di nuovo. Da una città, a un gioco, a un piatto tipico. Ho amato moltissimo la semplicità di questa famiglia e da loro ho imparato molto.
Sono sempre stati gentili e disponibili per qualsiasi cosa. 

Quest’estate ho avuto l’opportunità di partecipare per la terza volta a uno scambio giovanile Lions e dopo Brasile e Taiwan sono partita alla volta del Giappone, un paese che mi ha sempre affascinata e che ho sempre desiderato visitare. 
Sono atterrata all’aeroporto di Nagoya il 12 luglio e ad accogliermi ho trovato la mia prima host family, una coppia sulla sessantina con cui da subito mi sono trovata benissimo. La mia host mum, Tomomi, è una donna straordinaria che conosce abbastanza bene l’inglese (cosa del tutto non scontata in Giappone) e con cui ho, quindi, potuto chiacchierare molto. Sono rimasta da loro per cinque giorni in cui ho preso parte alle tantissime attività che i Lions locali avevano preparato per me tra cui assistere alla cerimonia del tè e vedere i fuochi d’artificio durante un tipico festival in cui mi hanno fatto indossare lo Yukata (abito tradizionale).

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Sono ritornato da circa una settimana dalla mia esperienza di 3 settimane in Belgio e mi trovo a scrivere per parlare dell'esperienza più importante della mia vita.
Sono partito il 7 Luglio dall'aeroporto di Firenze. Per me già prendere per la prima volta un aereo da solo è stata una nuova esperienza.
Il volo è durato circa un'ora e mezza ed appena arrivato all'aeroporto di Bruxelles mi stava aspettando la mia Host Family.
La mia esperienza consisteva in una settimana con la host family e due in Camp.
La prima settimana in famiglia è stata stupenda poichè mi sono sentito come a casa ma in uno stato completamente sconosciuto.
Ho sentito questo poichè sia i 3 ragazzi della famiglia che i genitori erano di una simpatia, semplicità ed accoglienza unica.
In più con me, in famiglia, c’era anche una ragazza che proveniva dalla Finlandia. Con loro abbiamo visitato alcune città come Anversa, Gent, una città medievale e Knokke, città marittima.

 Ho iniziato il mio viaggio con ansia e timore di non riuscire a comunicare con le altre persone usando l’inglese o di non trovarmi bene con la famiglia ospitante, ma è stato completamente l’opposto
Il mio viaggio non è iniziato benissimo, dato l’ovebooking del primo volo e la corsa in auto da Firenze a Roma per riuscire a prendere il secondo, ma da lì è stato tutto un migliorare
All’aereoporto di Stoccolma sono stata accolta da Barbro e Sven, una coppia che mi ha ospitata durante la prima settimana, e dagli altri tre ragazzi insieme a me nella host family, una ragazza Cecoslovacca, un ragazzo Ungherese e uno tedesco
Durante la settimana non ci siamo mai annoiati, ogni giorno facevamo qualcosa di nuovo, dal bagno al lago all’escape room, abbiamo dato da mangiare alle alci, fatto gare con la canoa nel lago dove abitavamo, visitato un’isola, assaggiato tipici piatti Svedesi ed incontrato altri ragazzi con le loro host family

Divertimento e adrenalina: ecco due parole che utilizzerei per descrivere il campo organizzato dagli scambi giovanili Lions quest'anno.
Le attività che si sono svolte nell'arco di 10 giorni, sono state tra le più varie, dalle visite di stampo culturale, a arrampicate in montagna, e persino una giornata di rafting sul fiume.
I team leader sono sempre stati efficienti nell'organizzare le attività, preparati nel darci informazioni, e allo stesso tempo si sono inseriti nel gruppo come amici e non superiori.
Dopo il nostro arrivo in Spania Dolina, siamo stati assegnati ai nostri relativi gruppi e, dopo esserci sistemati nelle nostre camere, abbiamo avuto modo di conoscerci l'un l'altro.
Le attività di squadra come sempre garantiscono un minimo di competitività che spronano il gruppo a fare del proprio meglio.

Quest’anno ho avuto l’opportunità, per la seconda volta, di partire con gli scambi Lions direzione Svezia.
Il Lions Camp Scania aveva una durata di 3 settimane, dal 7 al 28 luglio, rispettivamente: una in famiglia, una in tenda nella foresta e l’ultima incentrata su attività culturali vicino al mare.

Il 7 luglio è iniziata la mia nuova avventura nella mia famiglia ospitante con un’altra ragazza tedesca con quale ho legato dal primo istante.
Sono stata ospitata da una coppia anziana sulla settantina, ma dall’animo giovane, in Tyringe. Durante questa prima settimana la famiglia ci ha aperto il cuore illustrandoci il loro piccolo mondo. Fin dal primo giorno abbiamo potuto ammirare la magnificenza delle foreste svedesi e anche la vasta presenza di laghi. Per allietare il nostro soggiorno presso la loro casa ci hanno fatto incontrare altri 3 ragazzi che sarebbero venuti al campo, ospiti da altri membri Lions loro amici; con questi ultimi abbiamo fatto un’escursione in canoa in un lago, ad una fiera che è una ricorrenza nella loro zona e ad evento musicale organizzato dal Lions club locale.

Quando come seconda esperienza del programma di scambi giovanili Lions mi hanno offerto tre settimane in Israele, devo ammettere che ho esitato: non passa giorno senza che si senta il nome dello stato al telegiornale, spesso associato ai conflitti e alla sua peculiare situazione politico-territoriale.
Dopo poco mi sono però deciso (con appoggio dei miei genitori, mai apprensivi) a compiere quest’avventura sapendo che sarebbe stata unica.
Là ho trovato un paese estremamente affascinante, pieno di contraddizioni, completamente diverso dagli standard mentali e di vita tipicamente italiani.
Un popolo accogliente, premuroso, luoghi meravigliosi e una cultura tutta da scoprire.

L’esperienza in Germania è stata una delle esperienze più belle di tutta la mia vita.
Prima di partire non avevo alcuna aspettativa e sapevo poco su ciò che avrei dovuto affrontare.
Al mio arrivo sono stata accolta da una famiglia stupenda, con la quale ho passato una settimana fantastica e mi sono divertita tanto.
Successivamente ho passato due settimane nello Youth Camp di Marburg, in Germania, insieme a diciannove ragazzi provenienti da sedici paesi differenti.

Quest'estate ho avuto l'occasione di partecipare agli scambi giovanili Lions: la mia destinazione è stata la Slovenia.
Si trattava della mia prima esperienza completamente autonoma all'estero, e probabilmente quella che ricorderò con più nostalgia: tutto ciò che ho vissuto mi ha davvero lasciato una traccia indelebile.
Premetto che, per motivi personali, non sono riuscito a trascorrere il periodo di ospitalità in host family, e che mi sono recato in Slovenia giusto in tempo per l'inizio del Lions Camp. Questo penso che mi abbia svantaggiato leggermente, non avendo avuto la possibilità di incontrare con anticipo i ragazzi che poi avrei conosciuto durante il campo.

Inaspettatamente anche quest’anno, per la terza volta, il lions club di Matera, nella persona di Maria Martino, a cui sono infinitamente grata, ha deciso di regalarmi una nuova opportunità.
La destinazione sarebbe stata l’America.
Cosi sono partita e per un mese ho vissuto nello stato di Washington con due famiglie americane - a differenza dei miei viaggi precedenti infatti, questo programma non prevedeva il campo-.
Per la prima settimana sono stata in una cittadina molto piccola vicino Seattle con Jan e Art, due signori anziani ma molto attivi, entusiasti, disponibili e gentili.
Con loro ho visitato Seattle e tutte le città limitrofe fino ad arrivare a vedere l’Oceano Pacifico.

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