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 Ho iniziato il mio viaggio con ansia e timore di non riuscire a comunicare con le altre persone usando l’inglese o di non trovarmi bene con la famiglia ospitante, ma è stato completamente l’opposto
Il mio viaggio non è iniziato benissimo, dato l’ovebooking del primo volo e la corsa in auto da Firenze a Roma per riuscire a prendere il secondo, ma da lì è stato tutto un migliorare
All’aereoporto di Stoccolma sono stata accolta da Barbro e Sven, una coppia che mi ha ospitata durante la prima settimana, e dagli altri tre ragazzi insieme a me nella host family, una ragazza Cecoslovacca, un ragazzo Ungherese e uno tedesco
Durante la settimana non ci siamo mai annoiati, ogni giorno facevamo qualcosa di nuovo, dal bagno al lago all’escape room, abbiamo dato da mangiare alle alci, fatto gare con la canoa nel lago dove abitavamo, visitato un’isola, assaggiato tipici piatti Svedesi ed incontrato altri ragazzi con le loro host family

Divertimento e adrenalina: ecco due parole che utilizzerei per descrivere il campo organizzato dagli scambi giovanili Lions quest'anno.
Le attività che si sono svolte nell'arco di 10 giorni, sono state tra le più varie, dalle visite di stampo culturale, a arrampicate in montagna, e persino una giornata di rafting sul fiume.
I team leader sono sempre stati efficienti nell'organizzare le attività, preparati nel darci informazioni, e allo stesso tempo si sono inseriti nel gruppo come amici e non superiori.
Dopo il nostro arrivo in Spania Dolina, siamo stati assegnati ai nostri relativi gruppi e, dopo esserci sistemati nelle nostre camere, abbiamo avuto modo di conoscerci l'un l'altro.
Le attività di squadra come sempre garantiscono un minimo di competitività che spronano il gruppo a fare del proprio meglio.

Quest’anno ho avuto l’opportunità, per la seconda volta, di partire con gli scambi Lions direzione Svezia.
Il Lions Camp Scania aveva una durata di 3 settimane, dal 7 al 28 luglio, rispettivamente: una in famiglia, una in tenda nella foresta e l’ultima incentrata su attività culturali vicino al mare.

Il 7 luglio è iniziata la mia nuova avventura nella mia famiglia ospitante con un’altra ragazza tedesca con quale ho legato dal primo istante.
Sono stata ospitata da una coppia anziana sulla settantina, ma dall’animo giovane, in Tyringe. Durante questa prima settimana la famiglia ci ha aperto il cuore illustrandoci il loro piccolo mondo. Fin dal primo giorno abbiamo potuto ammirare la magnificenza delle foreste svedesi e anche la vasta presenza di laghi. Per allietare il nostro soggiorno presso la loro casa ci hanno fatto incontrare altri 3 ragazzi che sarebbero venuti al campo, ospiti da altri membri Lions loro amici; con questi ultimi abbiamo fatto un’escursione in canoa in un lago, ad una fiera che è una ricorrenza nella loro zona e ad evento musicale organizzato dal Lions club locale.

Quando come seconda esperienza del programma di scambi giovanili Lions mi hanno offerto tre settimane in Israele, devo ammettere che ho esitato: non passa giorno senza che si senta il nome dello stato al telegiornale, spesso associato ai conflitti e alla sua peculiare situazione politico-territoriale.
Dopo poco mi sono però deciso (con appoggio dei miei genitori, mai apprensivi) a compiere quest’avventura sapendo che sarebbe stata unica.
Là ho trovato un paese estremamente affascinante, pieno di contraddizioni, completamente diverso dagli standard mentali e di vita tipicamente italiani.
Un popolo accogliente, premuroso, luoghi meravigliosi e una cultura tutta da scoprire.

L’esperienza in Germania è stata una delle esperienze più belle di tutta la mia vita.
Prima di partire non avevo alcuna aspettativa e sapevo poco su ciò che avrei dovuto affrontare.
Al mio arrivo sono stata accolta da una famiglia stupenda, con la quale ho passato una settimana fantastica e mi sono divertita tanto.
Successivamente ho passato due settimane nello Youth Camp di Marburg, in Germania, insieme a diciannove ragazzi provenienti da sedici paesi differenti.

Quest'estate ho avuto l'occasione di partecipare agli scambi giovanili Lions: la mia destinazione è stata la Slovenia.
Si trattava della mia prima esperienza completamente autonoma all'estero, e probabilmente quella che ricorderò con più nostalgia: tutto ciò che ho vissuto mi ha davvero lasciato una traccia indelebile.
Premetto che, per motivi personali, non sono riuscito a trascorrere il periodo di ospitalità in host family, e che mi sono recato in Slovenia giusto in tempo per l'inizio del Lions Camp. Questo penso che mi abbia svantaggiato leggermente, non avendo avuto la possibilità di incontrare con anticipo i ragazzi che poi avrei conosciuto durante il campo.

Inaspettatamente anche quest’anno, per la terza volta, il lions club di Matera, nella persona di Maria Martino, a cui sono infinitamente grata, ha deciso di regalarmi una nuova opportunità.
La destinazione sarebbe stata l’America.
Cosi sono partita e per un mese ho vissuto nello stato di Washington con due famiglie americane - a differenza dei miei viaggi precedenti infatti, questo programma non prevedeva il campo-.
Per la prima settimana sono stata in una cittadina molto piccola vicino Seattle con Jan e Art, due signori anziani ma molto attivi, entusiasti, disponibili e gentili.
Con loro ho visitato Seattle e tutte le città limitrofe fino ad arrivare a vedere l’Oceano Pacifico.

Ricordi in video  

La mia esperienza di scambio è iniziata il 15 luglio quando sono par ta dall’aeroporto di Bari, ricordo che quel giorno ero par colarmente tesa perché era la prima volta che prendevo l’aereo da sola.
La sera del 15 luglio dopo un lungo viaggio sono arrivata a Madison nel Wisconsin e ho trovato ad accogliermi la mia famiglia ospitante e Reka ,la ragazza ungherese che era ospitata insieme a me.
Appena seppi che lo stato in cui sarei andata era il Wisconsin pensai subito che fosse uno stato sconosciuto ma colsi quest’opportunità senza esitare.
Fin dai primi giorni mi sono sentita come a casa e ora posso a affermare di avere una seconda famiglia in Wisconsin.
Nel mese di permanenza ho passato le prime due settimane in famiglia, la terza al campo e l’ultima nuovamente in famiglia.

Il mese che ho passato in Giappone è volato, mi sembra passata nemmeno una settimana da quando ho varcato le soglie dell’aeroporto di Roma pronta, o quasi, a prendere l’aereo che mi avrebbe condotto dalla mia nuova famiglia.
Questo è stato il mio primo viaggio da sola e all’andata ero così agitata che mi stavo per mettere a piangere al primo piccolo inconveniente.
Ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio ed una simpatica coppia italiana con la mia stessa destinazione, vedendomi in crisi, mi ha aiutata per tutto il resto del tempo.

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Non so bene come iniziare un report, non so bene come parlare di quest’esperienza che mi ha cambiata radicalmente e che mi ha fatto riscoprire emozioni che non credevo di poter provare in cinque settimane con persone che per me erano sconosciute.
L’unica cosa che conosco e so fare è mostrare le foto che ho catturato ogni giorno nella mia fotocamera per farvi capire quanto possa cambiare qualcuno un’esperienza simile.

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Quest’estate ho partecipato ad un’esperienza straordinaria e formativa che ho avuto il piacere di ripetere per il secondo anno consecutivo, gli scambi giovanili Lions.
A differenza dell’anno scorso, la mia meta è stata la Svezia, un paese magnifico con una cultura e dei paesaggi invidiabili.
Entrando nel vivo della mia esperienza e dovendola quantificare con un giudizio posso essere più che contento e valutarne positivamente i risultati.

Questo in Massachusetts è stato il mio quarto Lions camp e a malincuore devo ammettere che sicuramente è stato il peggiore.
Le aspettative prima della partenza erano alte considerando i precedenti camps, considerando la meta e considerando il magnifico programma che ci avevano promesso per la realizzazione del quale ciascun ragazzo ospitato ha versato un contributo di 700$.
I primi due giorni in famiglia sono stata benissimo, poi è stata una delusione continua: il terzo giorno ci hanno portato (la mia host mother era molto amica di altre due host mothers quindi ci muovevamo tutti insieme) a fare la canoa, è stata un’esperienza tremenda. Ero in canoa sola con un’altra ragazza italiana, era la prima volta per entrambe, non avevamo idea di come si guidasse una canoa e, non avendo un istruttore con noi, andavamo sempre a sbattere ai margini del ruscello con tutte le piante, gli insetti e le ragnatele che ci venivano addosso. Così per 15 km. Così per 5 ore. Quando alla fine del percorso, stremate, ci siamo permesse di dire che l’attività non ci era piaciuta tanto le host mothers ci hanno iniziato a fare la guerra mandando mails agli organizzatori Lions italiani scambiando la nostra sincerità per maleducazione.

Si dice che sia impossibile dimenticare le prime esperienze..vorrei quindi definire così il mio primo contatto con la terra irlandese: semplicemente indimenticabile.
Non appena arrivata in aeroporto sono stata accolta dai bellissimi e calorosi sorrisi dei responsabili che hanno pazientemente aspettato tutti i ragazzi, per portarci poi a Dublino, dove abbiamo trascorso la prima notte.
 Da subito tutte le paure o l’agitazione che durante il volo hanno invaso mente e corpo sono state cacciate via dal grande spirito di accoglienza che mi è stato riservato: la consapevolezza che anche altri 15 ragazzi provenienti da chissà quale parte del mondo, ancora perfetti sconosciuti, stiano vivendo le tue stesse emozioni, ti dona tanta energia e alimenta fortemente lo spirito di gruppo. 
Giorno dopo giorno abbiamo imparato a conoscerci, ad ascoltarci e addirittura sopportarci, finché ad un certo punto ci si ferma e si pensa: come farò a lasciare tutto questo? Ed è così che questi perfetti sconosciuti diventano prima conoscenti, poi compagni e infine sinceri amici con cui sfogare lacrime per la nostalgia di casa oppure condividere l’euforia per essere stata finalmente ammessa all’università che tanto si desiderava. 

Anche quest’anno ho avuto la possibilità di partecipare al Lions cultural Exchange, destinazione Tunisia.
La durata del mio soggiorno è stata di tre settimane, molto banalmente posso dire che il soggiorno è trascorso tra alti e bassi, giornate piene, interessanti sotto tutti i punti di vista, umano, culturale, ed altre segnate senza abuso del termine, dallo sconforto e dalla nostalgia di casa.
Il mio viaggio è iniziato il 14 luglio, poco più di un’ora di aereo sono a destinazione, Tunisi, la capitale, dove ho trascorso la mia prima settimana.
In un tempo cosi breve, si può percorrere una distanza importante, e ritrovarsi in un contesto sociale che poco o nulla condivide con quello da cui provengo.
La mia famiglia era composta da quattro persone, i genitori e due figli, Aziz di vent’anni e Lina di dieci.
Durante la settimana ho avuto la possibilità di visitare la città vecchia di Tunisi, Sidi Bou Said, e l’antico porto di Cartagine.
Ho fatto il bagno nella spiaggia più bella della Tunisia, Kelibia, e ad Hammamet, senza dimenticare il giro in barca al tramonto.

I was in Ontario, Canada for one month, from 23rdJune to 21stJuly…dates which I will never forget!
At first, when they told me that my destination was this wonderful country, I couldn’t believe it.
Before the departure, I was so excited and anxious at the same time, as I had never travelled either alone or outside Europe.
This novelty surely made my stay there even more memorable.
I spent almost three weeks with my host family and ten days at a Lions camp.
The Buis family was the best host family ever! They have three children, whom I managed to meet and to spend some time with. In particular, I had some pure fun with Sydney, their daughter, who is my same age, and Garrett, their older son, who is one of the funniest guys I’ve ever met! But I must say that my stay would not have been the same without Kata, the Hungarian girl with whom I shared a bedroom and some of the best and most amusing moments of my entire life! 

Questa estate, grazie ad un concorso organizzato nel mio liceo, mi si è presentata l’opportunità di partecipare a un campo Lions ed è così che mi sono ritrovata in Turchia dall’8 al 29 luglio.
Devo ammettere che quando ho scoperto quale sarebbe stata la destinazione del mio viaggio, che non era la mia prima scelta, ho avuto qualche preoccupazione legata principalmente alla situazione politica.
Tutto questo però si è rivelato privo di senso, in quanto mi sono poi sentita totalmente al sicuro sia con la famiglia sia nel campo.

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Ricordo ancora quanto fossi spaventata la sera prima di partire.
Avevo paura del mio viaggio in aereo, della mia permanenza in famiglia, del mio incontro con gli altri ragazzi del campo.
Saluto tutti i miei parenti e vado a letto, ma non riesco a dormire.
L’ansia è troppa.
D’istinto raggiungo il mio balcone e alzo gli occhi al cielo.
Mai prima d’allora avevo prestato così tanta attenzione a quella volta luminosa che ci sovrasta ogni sera.
Ricordo le stelle di quella notte.
Strane.
A mia insaputa quelle stelle mi avrebbero accompagnata per tutto il mio soggiorno in Francia ed anche al mio ritorno in Italia.
Le stesse stelle che, quella notte, mi hanno cullata e mi hanno fatto trovare il coraggio di affrontare una nuova avventura: lo scambio giovanile Lions, direzione Provenza.

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La mia esperienza nasce davvero come un’avventura inaspettata.
Partecipando per puro caso ad un concorso organizzato dal Lions Club Firenze Stibbert nel mio liceo, ho vinto un viaggio, uno scambio internazionale giovanile in Slovacchia.
Inizialmente ero gasato all’idea di aver vinto, poi però giustamente tanti dubbi hanno cominciato ad assalirmi…
Per me era tutta una novità…
Tutto era successo troppo velocemente.
Partecipando ad una riunione tenuta dai Lions del mio distretto ed ascoltando i miei insegnanti e l’opinione di tanti amici le cui frasi erano sempre le stesse: “ma che fai?
Non Parti?
Quando ti ricapita un’occasione del genere?
Stai tranquillo che sarà un’esperienza indimenticabile che ti lascerà qualcosa dentro”. 
Mi sono convinto.

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Nel luglio 2018 ho trascorso diciasette giorni in Slovenia, un paese forse sottovalutato in cui, nonostante la vicinanza con l’Italia, non ero mai stato. 
La mia esperienza è cominciata con la permanenza di una settimana presso la famiglia Vicic, a Nova Gorica, che dista 500 metri dal confine italian! 
Ovunque ci spostassimo, nella zona vicina al confine, mi sembrava di essere a casa e tutti sapevano parlare italiano.
In famiglia ho trascorso sette giorni magnifici insieme alla mia host mother, Nena, e a Tomas un ragazzo lithuano, il primo giorno ho conosciuto anche Neja, la figlia, che è era in partenza il giorno stesso per uno scambio in Portogallo.
La zona in torno a Nova Gorica è piena di castelli e borghi caratteristici che ricordano molto “il bel paese” ed il paesaggio carsico rende la vista spettacolare, inoltre data la vicinanza con l’Italia, un giorno ho accompagnato Tomas a Venezia che lo ha lasciato a bocca aperta.

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