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ITALIA: what else?

Tu chiamale se vuoi ... emozioni

                               
I ragazzi stranieri che hanno dato vita ai vari Campi per la Gioventù Lions sono tornati alle proprie case con un bagaglio incredibile di ricordi
Ugualmente i ragazzi italiani che sono andati per il mondo a rappresentare i Lions Italiani sono tornati alle proprie famiglie desiderosi di condividere le esperienze fatte nelle settimane trascorse all'estero.
Di seguito le loro testimonianze.
Utilizzando il "Cerca tra i report" dal link "Report" si possono selezionare anche quelle degli anni scorsi.

Mi presento di nuovo, mi chiamo Mattia, eh sì, sto scrivendo il mio secondo report degli scambi giovanili Lions 2025.
Ma partiamo dall’inizio: quest’anno il Lions club mi ha dato l’enorme possibilità di partecipare a due Youth Exchange, il primo in Turchia per tutto il mese di luglio e il secondo in Mongolia per il mese di agosto, il paese di cui vi parlerò in questo report.
Partiamo con il dire che quando mi è stata accettata questa seconda richiesta ero davvero entusiasta, e ancora non ci credevo che dopo la Turchia sarei andato dall'altra parte del mondo per vivere un'esperienza ancora più unica. Queste quattro settimane nel paese del nomadismo e delle Yurte (le tipiche tende mongole in cui vivono le famiglie nomadi), mi hanno trasportato in una vita completamente diversa dalla mia, che fin da subito mi ha aperto gli occhi alle diversità del mondo

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Il mio viaggio in Mongolia è stata senza dubbio un’esperienza singolare, e devo dire molto positiva.
Fino ad adesso avevo visitato prevalentemente paesi europei, per cui mi incuriosiva visitare un paese diverso dai soliti, e dal momento che mi era stata offerta l’opportunità di visitare la Mongolia ho deciso di approfittarne.
Le cose che mi sono rimaste più impresse di questo paese sono i paesaggi incontaminati e la gentilezza e disponibilità delle persone, aspetti che in Italia non sono facili da trovare. I primi dieci giorni sono stata ospite di una famiglia molto gentile, e passavo la maggior parte del mio tempo con la loro figlia maggiore, la quale mi ha portato a vedere vari posti a Ulanbator e dintorni. Mi hanno anche portato nella loro casa di campagna, e lì ho potuto ammirare una natura incontaminata e la semplicità e serenità delle persone da me incontrate.
C’erano poi molte persone che, benché non sapessero l’inglese, avevano comunque molta voglia di comunicare con me e mi chiedevano molte cose sul mio paese, sullo stile e il costo della vita, e sulla mentalità dell’Italia.

Sono partito da Venezia il 20 luglio 2007, qui ho incontrato l’altro ragazzo italiano, Carlo Slaviero, partecipante al programma di scambio. Insieme siamo arrivati a Ulaambataar alle ore 7.30 circa del giorno 21 luglio.
All’aeroporto siamo stati accolti dalla referente Mongola, Enhmaa Tsegmind.
Dopo aver incontrato alcuni dei partecipanti al campo, in autobus ci siamo recati a Parhan, a circa 50 min. da Ulaanbaatar. Qui, siamo poi stati sistemati in gruppi di tre persone, nelle Ger, tipiche tende mongole.
L’ accampamento di Ger era situato in una bellissima vallata, era composto da 22 Ger, alcune adibite a dormitorio, altre a bar, ufficio e magazzini. All’interno del complesso c’era poi un edificio in muratura adibito a cucina, una tettoia che fungeva da zona mensa e infine, staccato dal tutto, un edificio in muratura che ospitava i servizi, e l’area docce, anche con acqua calda.

Quest’estate sono stato in Mongolia! Meta ambita e lontana, assolutamente distante dal turismo di massa, che ci conduce ogni anno a visitare capitali afose e sovra affollate, o a cercare spazio su spiagge roventi in cui un metro quadro di spiaggia libera  è un autentico miraggio! Grazie al Lyons Youth Exchange, promosso dal Lyons Club International, che permette ogni anno a centinaia di giovani provenienti da nazioni di tutto il mondo (o quasi), di viaggiare in modo sicuro nei posti più remoti. Sono dunque partito da Venezia nel pomeriggio del 7 luglio alla volta di Ulaanbataar, capitale Mongola. Viaggio lungo e faticoso (Venezia-Dubai-Pechino-Ulaanbatar) che, fortuna mia, non ho affrontato solo; un altro ragazzo infatti, Valentino Creaco, faceva parte dello stesso programma di scambio. Conosciuto per l’occasione è stato un ottimo compagno di viaggio, e si dimostra buon amico a mesi di distanza. Siamo dunque giunti nella capitale Mongola alla mezzanotte del giorno 8 luglio, dove aspettavano il padre ed i figli della notra Host Family, ovvero la famiglia che ci avrebbe ospitato per i seguenti venti giorni. Garbati ed accoglienti ci hanno subito condotto a casa, saziando fame e sete accumulate durante il viaggio (poche in verità visto l’ottimo servizio fornito dalla compagnia aerea Fly Emirates), quindi dandoci la buonanotte e l’appuntamento per il giorno seguente. Erano infatti responsabili della nostra visita alla capitale, e pur non avendo esperienza in questo senso, hanno dimostrato grande impegno e dedizione alla causa.