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ITALIA: what else?

Il campo è iniziato il 22 di luglio ed è terminato il 12 di agosto, 20 giorni veramente intensi!
I primi dieci giorni li ho vissuti in due famiglie stupende che mi hanno fatto vivere a pieno la cultura e il modo di vivere francese. Per quanto mi riguarda, oltre alle bellissime esperienze che le famiglie mi hanno fatto fare e di cui parlerò dopo, la caratteristica più interessante di questa parte del viaggio è stata il dover imparare a comunicare nonostante tutte le possibili barriere linguistiche che ci potessero essere. 
Con entrambe le famiglie ho vissuto a Blaye, la cui cittadella interna è diventata patrimonio dell’UNESCO nel 2008.
I primi tre giorni sono stati molto intensi e mi sono ritrovato immerso in una realtà che non conoscevo, ovvero quella delle bande musicali.
Per puro caso quest’anno era il sessantesimo anniversario del gemellaggio tra la banda della città di Blaye e di una città tedesca. 

Mi chiamo Alessandro Ognibene, e in questo report parlerò del viaggio che ho fatto nella regione della Bretagna in Francia, più precisamente nelle città di Rennes, con una host family, e Dinan con il campo Lions.
I primi 12 giorni, di questa esperienza, li ho trascorsi con la mia host family, nel piccolo paese di Le Rheu.
Il primo giorno quando arrivai, mi mostrarono la casa, la mia camera ma non facemmo nulla in particolare, i giorni successivi furono molto tranquilli ma allo stesso tempo pieni di novità. Nella mia host family vi era un altro ragazzo che stava venendo ospitato, era un ragazzo statunitense di nome Edgar, in quanto coetanei e compagni di avventura nelle stessa host family abbiamo subito stretto amicizia, i giorni successivi abbiamo conosciuto il resto della famiglia tra cui i due figli e i nonni, tutti sono stati molto gentili sia con me che con Edgar, ovviamente sentivo un po di nostalgia i primi giorni ma i due genitori erano bravi a distrarti, organizzando spesso visite in diversi paesi circostanti, viaggi al mare, stando fuori anche per la notte, e ogni sera facevamo dei giochi da tavolo, ne avevano più di 200, e alla fine riuscivamo a divertirci sempre insieme.
Questo viaggio mi ha permesso di osservare, la vita, la tradizione, il cibo di un paese differente dal mio, ovviamente non sono mancati momenti in cui mi sentivo spaesato, nostalgico e anche un po annoiato, ma questa esperienza mi ha aiutato in molti aspetti, perché mi ha permesso di poter vivere a tutti gli effetti una seconda vita in un’altro paese, e di osservare le differenze nella vita di tutti i giorni, quelle differenze che rendono ogni paese e ogni cultura nel mondo unici.
Tra le numerose gite che abbiamo fatto quelle che ho preferito sono state, la prima volta a Rennes, che distava circa 13 minuti da Le Rheu, e il viaggio al mare durante la festa nazionale della Francia.
Successivamente, dopo i 12 giorni trascorsi con la host family mi sono trasferito, per altri 10 giorni, ad un campo a Dinan, una città distante circa 40 minuti da Rennes, Il campo è stata la parte che io ho preferito di questo viaggio, principalmente perché si svolgevano un sacco di attività differenti, da gite in diverse città, musei, spiagge, ad attività sportive per esempio pallavolo e kayak.
Le gite che ho preferito sono state la visita a Mont Saint Michel, la visita al museo sulla Seconda Guerra Mondiale, in Normandia, e la spiaggia dello sbarco.
Oltre a numerosi tour vi erano anche molte attività che venivano svolte al campo, per esempio, una sera gli animatori hanno deciso di far cucinare ad ognuno di noi un piatto del nostro paese, e in totale al campo eravamo in 17 tra ragazzi e ragazze con 10 nazionalità diverse, con una sola cucina, quella sera è stata una delle più divertenti.
Una sera abbiamo anche organizzato una festa con ospiti i ragazzi di un’altro campo, molto utile per la socializzazione.
Ciò che ha reso indimenticabile questo soggiorno al campo, però, sono state le persone con cui ho condiviso quest'esperienza indimenticabile, a prescindere dai bellissimi luoghi storici e paesaggi visitati, era l’armonia creatasi nel gruppo che lo ha reso unico, andavamo tutti d’accordo, ci divertivamo e parlavamo dei nostri paesi di origine, c’era sempre qualcosa di cui parlare e tutti erano molto sociali.
Se potessi consigliare a qualcuno quest’esperienza lo farei, perché nonostante un po 'di ansia e timore, che è normalissimo avere all’inizio, ti cambia la vita.
Ringrazio inoltre tutti coloro che hanno reso possibile ciò, dai Lions, dalla host family che mi ha ospitato, e agli animatori e ai ragazzi del campo.

On 8 July, full of excitement and joy, I embarked on my first solo trip to France, more precisely Rennes. My name is Marialucia Barbaro and I am 18 years old, and I was soon to have one of the most beautiful and formative experiences offered to me. I experienced the thrill of travelling alone, taking three planes, and learning what it is like without the constant guidance of an adult at your side. After landing in the Breton city, I spent the next 3 days in the city of Nantes, hosted and accompanied by the 2 daughters of the host family, who took me around the streets of the city.

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