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ITALIA: what else?

L’11 luglio, con il cuore a mille e gli occhi lucidi, lascio la mia famiglia in aeroporto per iniziare questa nuova tanto attesa esperienza, con ancora le idee confuse di quello che mi dovrei aspettare. Una famiglia accogliente, una cultura diversa e un nuovo magnifico paese da esplorare - nonostante non fosse tra le preferenze espresse al momento dell’iscrizione, tanti ragazzi di diverse nazionalità volenterosi di vivere questo scambio culturale all’insegna del divertimento: questi erano i pronostici che sentivo dire e ridire dai miei genitori, dai Lions, dai ragazzi che avevano già fatto dei campi Lions e di cui mi ero convinta. Sì, sarebbe stata un’esperienza fantastica. L’11 luglio, partendo verso un’avventura così lontana dalla realtà quotidiana, alle aspettative si erano affiancate le paure, ma qualcosa dentro di me non vedeva l’ora di andare e conoscere. Tornata a casa da qualche giorno non riesco a smettere di pensare agli incontri, alle scoperte, alle emozioni, ai momenti vissuti in questi indescrivibili e indimenticabili 20 giorni. Senza parole.

Ho deciso di intraprendere questa avventura il 13 luglio 2019 con il desiderio di aprirmi a nuove culture e scoprire nuovi paesi in un modo alternativo ma soprattutto per far conoscere il mio Paese e la nostra cultura ai ragazzi che avevano deciso di trascorrere l’exchange camp in Croazia.
All’inizio mi è stata presentata la famiglia Rosso, la quale mi ha accolto subito facendomi sentire parte di essa sin dal mio arrivo.
Dal 20 al 30 luglio ho soggiornato nel campo Lanterna (vicino POLA) con altri campers di nazionalità diverse.
Insieme abbiamo vissuto esperienze straordinarie, abbiamo partecipato a varie attività di volontariato, abbiamo trascorso giornate presentando la nostra terra e le nostre tradizioni.

Il viaggio ha avuto inizio sabato mattina con il volo Genova-Francoforte e in seguito Francoforte-Zagabria dove prontamente un membro del LEO club Divna Simatovic mi ha accolto nonostante il ritardo e guidato al primo bus per Rijeka dove verso le 22:30 dietro ad un cartello con su il mio nome scritto tra fiori e cuori ho trovato due primi componenti della mia famiglia ospitante Eda di 24 anni e la madre Mira Macovek.
Durante il viaggio non mi e’ mancato l’appoggio virtuale da parte di Barbara Milcic.