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È difficile raccontare questi ventidue giorni in Toscana, non è stato un semplice viaggio di sightseeing, o un'esperienza di convivenza come un'altra, è stato un percorso di emozioni e ricordi indelebili che porterò con me.
I primi dieci giorni in famiglia, sebbene più tranquilli, sono stati fondamentali per la coesione del gruppo: sono stati i giorni delle amicizie, delle simpatie a prima vista, delle prime partite a calcio, delle giocate a carte in ogni minuto libero e delle partite a risiko all'ultimo sangue. Io ero ospitato da Valentina, organizzatrice e direttrice dei giorni in famiglia, alla quale dobbiamo l'organizzazione delle indimenticabili gite quotidiane, nonostante il caldo torrido a cui i più nordici non erano abituati, ma che per me non era nulla di nuovo, spesso mitigato dalle escursioni rinfrescanti in laghetti di montagna.

Sebbene sia italiano, ho potuto conoscere meglio luoghi che già avevo visto e scoprirne molti di più, tanto che Firenze è riuscita a commuovere qualcuno. Tra le escursioni più memorabili ricordo la gita a Rio Buti, laghetto di montagna nel bosco circondato da piccole cascate, le grotte Frasassi, che hanno affascinato tutti, le visite a Firenze e Venezia.



I giorni del campo sono stati senza dubbio i più intensi. Stando insieme "24/7" ci siamo conosciuti fino in fondo e abbiamo passato momenti fantastici, tra visite-rally alle cave di Carrara, tuffi distruttivi e altrettanto distruttivi trekking alle cinque terre, cadute inaspettate nell'acqua e molto altro. Gli ultimi giorni sono stati i più melanconici, più si avvicinava la fine più aumentava la consapevolezza che questo breve periodo di felicità era giunto al termine. Infine ci siamo scambiati delle lettere di arrivederci, inutile menzionare le lacrime versate dai più deboli di cuore (io sono rimasto ovviamente impassibile) al pensiero di separarsi dagli amici con cui si erano condivisi tanti momenti di gioia. Inutile dire i tanti piani di viaggio insieme e incontri collettivi sono già cominciati da metà del campo, e anche se molto probabilmente non rivedrò molti dei miei amici internazionali, mi hanno lasciato qualcosa che porterò per sempre con me. Non mi resta che ringraziare tantissimo Loriana, la direttrice del campo e il Lions Club per avermi dato l'opportunità di vivere questa magnifica esperienza "life-changing"!

 

 

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