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La mia esperienza in Giappone è durata 20 giorni, dal 7 al 27 Dicembre 2019. Il 7 Dicembre ho lasciato Milano per partire per un paese lontanissimo e completamente diverso dal mio: il Giappone. Ancor prima di partire, al solo pensiero di dover affrontare un viaggio così lungo e intenso, ero emozionatissima.
Dopo più di dieci ore di volo sono finalmente arrivata, non riuscivo a credere di essere in Giappone! La prima cosa che ha attirato la mia attenzione è stata la grandissima generosità e disponibilità da parte delle persone giapponesi che lavoravano all’aeroporto, c’ era infatti chi mi dava indicazioni e aiuto senza nemmeno chiederlo. Sono stata poi accolta calorosamente da due membri del Lions Club di cui uno successivamente si è occupato di portarmi verso la casa della mia host family. 

Dopo un paio di ore sono arrivata ad Oiso, la città in cui risiedeva la mia host family. La prima persona che ho conosciuto della mia host family è stato Masao, il mio host father che fin dall’inizio si è mostrato accogliente e gentilissimo nei miei confronti. Più tardi, ho avuto occasione di conoscere Hiroko, la mia host mother che con il tempo si è rivelata una persona simpatica e cortese. Ho avuto occasione di conoscere la mia host sister Chisato soltanto la mattina successiva, più precisamente alle 4 di mattina! Quella mattina mi sarei dovuta alzare prestissimo per andare a Disneysea Tokyo  insieme a Chisato e sua sorella Midori. Fortunatamente io e la mia host sister abbiamo legato fin dai primi momenti e presto tra noi due si è costruita un’amicizia molto stretta. Ho passato moltissimo tempo con lei nonostante lei sia stata impegnata con l’università e con il lavoro; ho avuto quindi anche occasione di andare a frequentare le lezioni in un’ università giapponese, il che si è rivelato interessante e anche divertente.
Due delle cose che ho trovato più interessanti è stato l’insieme delle abitudini della vita in Giappone e l’immensa cultura di questo paese. Tutte le mattine in cui ho preso il treno ho notato la grandissima quantità di persone che camminavano veloci in stazioni, il silenzio sui treni e l’importanza data al tempo. Nelle abitudini quotidiane quando si saluta o si ringrazia c’è l’usanza di inchinarsi ed a tavola prima di cominciare ogni pasto si dice itadakimasu che è una sorta di ‘buon appetito’ ma letteralmente significa ‘ricevo umilmente / lo prendo con rispetto’. Esiste poi un forte senso di devozione nei confronti della religione che lo si può notare attraverso la grande quantità di templi o santuari presenti per i quartieri delle strade. Infine la cura per l’igiene pubblica che attirerebbe l’attenzione di qualsiasi turista in Giappone.
Oltre alla mia host family, la parte speciale del mio viaggio è sicuramente stato il camp. Purtroppo il camp è durato soltanto 4 giorni ma durante quei pochi giorni mi sono divertita un sacco e ho conosciuto persone meravigliose. Al camp erano presenti altri quattro ragazzi, una ragazza e un ragazzo provenienti dalla Malesia e due ragazzi provenienti dal Singapore. Ho avuto occasione di conoscere molti aspetti della loro cultura e condividere gli aspetti della mia con loro. Il camp mi ha fatto scoprire più cose di quanto aspettassi, ha approfondito la mia conoscenza sul ramen, un cibo tipico giapponese; sul periodo storico Edo giapponese attraverso la visita al Museo Edo-Tokyo; sulla scrittura giapponese…. E molte altre cose. Nonostante siano stati soltanto quattro giorni, ciò che si è costruito durante i giorni al camp è qualcosa di indescrivibile.  Le persone che ho conosciuto e con cui ho legato fanno parte ora di una grande famiglia. 
Una volta terminato il mio soggiorno al camp, sono tornata dalla mia host family. Ho trascorso gli ultimi giorni cercando di godermi al meglio le giornate e visitando altri posti interessantissimi. Uno in particolare che mi è piaciuto un sacco è stato il TeamLab Borderless di Tokyo, un posto surreale che attraverso le sue rappresentazioni grafiche ed artistiche mi hanno fatta emozionare un sacco. 
Vorrei che il tempo potesse scorrere all’indietro e poter rivivere questa esperienza. Se potessi, lo rifarei altre mille volte. Questo viaggio mi ha fatta crescere, mi ha aperto un mondo pieno di conoscenze e mi ha portato moltissima felicità.  Vorrei ringraziare ancora una volta il Lions Club, la mia host family e tutte le persone che ho conosciuto in Giappone per avermi dato l’occasione di vivere un’esperienza indimenticabile, un’esperienza che porterò sempre nel mio cuore. Grazie.

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