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ITALIA: what else?

ll mio scambio culturale con i Lions è stato in Perù, meta completamente inaspettata ma che ha saputo andare ben oltre le aspettative. Infatti, diversamente da come si può credere, il Perù non è solo vestiti colorati, lama, Machu Picchu e Nazca, ma comprende una varietà ben più ampia di attrazioni, siti, cultura e natura. 

Parlando del viaggio vero e proprio, la partenza è stata il 12 Luglio, completamente senza informazioni su dove andare e cosa ci aspettava. Parlo alla seconda persona perchè ho passato tutto il viaggio Valentina, Filippo e Lorenzo, compagni di avventure, litigate e pisco.


La prima settimana l'abbiamo trascorsa a Lima, in una casa incredibilmente ricca con tanto di piscina, anche se non l'abbiamo sfruttata essendo inverno. LA famiglia Vasquez, nostra anfitriona, è stata incredibilmente disponibile a farci visitare il più possibile, in una metropoli incredibilmente estesa. Lima è una città caotica e molto affollata, ma con le sue zone interessanti e tranquille. In una settimana comunque si riesce a girare completamente, non essendo certo una città d'arte. La seconda settimana ci siamo spostati a Chimbote, cittadina peschereccia sulla costa più a Nord, ma solo di passaggio per incontrare Willy, il responsabile degli scambi. Con lui ci siamo dovuti inaspettatamente recare sulle Ande a Huaraz, una zona spettacolare dal punto di vista naturalistico per i monti di considerevole altezza e i laghi d'alta quota, per il matrimonio del nipote, di cui si erano scordati di avvisarci. Interessante anche l'aspetto culturale di quella zona, che abbiamo avuto modo di osservare sia nella famiglia che ci ha ospitato molto gentilmente in quanto tappa imprevista, sia nei paesi che abbiamo visitato, nei quali prevale ancora l'agricoltura insieme all'allevamento di alpaca principalmente (simili ai lama, ma molto più pelosi e cordiali. In media il tenore di vita è molto più basso, ma per noi Europei è solo un vantaggio perchè con meno di 10 euro ci si può saziare fino a non avere più la forza di camminare (oltre a bruciarsi le papille gustative se non si scelgono i piatti senza ajì, il peperoncino locale). Il matrimonio è stata un'esperienza incredibile, per la diversità con cui festeggiano rispetto a noi. Iniziando a ballare (e a bere) alle 3 di pomeriggio, si è terminato circa alle 22, solo per spostarsi a casa della sposa a ballare ancora!! E nel mezzo vari spettacoli di tutti i tipi, che non ci hanno certo fatto annoiare.

Dopo un ritorno un po' problematico a Chimbote, essendo saltata la permanenza a Trujillo per mancata organizzazione siamo andati direttamente a Lambayeque, cittadina vicino a Chiclayo, ancora più al nord ma sempre sulla costa. Qui la signora Teresa ci ha ospitato trattandoci con la dolcezza di una nonna coi nipotini, non facendoci mancare nulla. Noi abbiamo ricambiato allagando la nostra stanza, non sapendo che la carta igienica si butta a parte a causa delle tubature strette. Teresa ci ha messo in contatto con i Leo del luogo, con i quali abbiamo visitato musei e fiere varie, oltre ad uscire a ballare alla sera nelle discoteche del luogo, che a differenza di quelle europee hanno prevalentemente musica latino americana (salsa, reggaeton, bachata), bellissima da ballare! E lo dice uno che odia andare in discoteca.

I ragazzi si sono affezionati molto a noi, tanto che al momento di salutarci ci hanno voluto regalare un fascicolo antico di gran valore donato da una delegazione italiana al Perù in occasione del centenario dell'unificazione, in segno dell'amicizia forte creatasi e che continua ancora tramite WhatsApp.

Tornati a Chimbote per poi trasferirci di nuovo a Lima, abbiamo dovuto organizzare il viaggio a Cuzco, non essendo ancora stato fatto. Essendo decisamente tardi, ci è costato una cifra significativa, anche per alcuni altri fattori. In questo caso in particolare è emerso forse l'unico aspetto negativo del viaggio: una complessiva cattiva organizzazione, addirittura assente in alcune cose. I peruviani sono care persone, molto gentili e disponibili oltre che affettuose, ma peccano un po' di senso pratico e puntualità. Scherzando ci diceva Willy che le 9 peruviane iniziano alle 10 30, ma non si va tanto lontani dalla realtà. Come diceva sempre Filippo, sono un po' "zavattoni" anche nelle cose più banali.

Tornando al viaggio, a Lima ci ha poi ospitato una famiglia diversa dalla prima, meno benestante ma non per questo meno gentile con noi, soprattutto la madre Maruja. A Lima non c'era più molto da visitare, ma abbiamo trovato un gruppo con cui uscire, divertendoci parecchio tra un locale e l'altro. 

In mezzo alla seconda permanenza a Lima c'è stato il viaggio a Cuzco. Altra zona montagnosa spettacolare, con siti archeologici per la prima volta Inca (tutti gli altri al Nord erano precedenti), che mi e ci hanno lasciato sbalorditi. In particolare Machu Picchu è stato molto più sensazionale di come me l'ero figurato, penso che solo essendo là fisicamente si può capire. Tutto costa oro ma vale oro, e le guide sono sempre miniere di informazioni altrimenti irreperibili, essendo soprattutto nativi del luogo immersi in quella cultura.

Qui è stata l'unica occasione in cui ci siamo divisi, non avendo trovato una famiglia che ci ospitasse tutti. La mia famiglia è stata ancora una volta incredibilmente disponibile con me, trattandomi come un altro figlio e invitandomi a tornare, con amici, ragazza, genitori o figli addirittura. In particolare ricordo Alvaro, il Leo mio host brother, che più di una volta ha sacrificato ore di sonno e lezioni per accompagnarmi nei vari posti.

Ultimo giorno a Lima, ultima serata a ballare.. e un po' di dispiacere, per dover lasciare questo posto che ha tanto da donare e da far ammirare, purtroppo poco valorizzato anche da loro stessi, che se ne rendono conto. In futuro mi piacerebbe tanto tornare, non avendo avuto modo di visitare la selva, Mancora, Arequipa, il lago Titikaka e Nazca, località raccomandate da tutti quelli che ce ne hanno parlato. Ringraziando i Lions per la magnifica esperienza, invito chiunque ne avesse l'occasione a non rinunciarci!! Munendosi di una buona dose di versatilità e pazienza, che possono sempre servire ;-)

 

Che cosa invece non ha funzionato? 

Siamo partiti da qui senza nessun accenno di programma né di informazione, completamente allo sbaraglio. Arrivati a Lima, ci ha raccolto tale Armando, referente Lions a Lima, nonché "aiutante" di Willy. 
A nostra domanda di un programma ci ha risposto dicendo che era già tutto a posto, di non preoccuparsi, ma nei giorni seguenti, sotto nostra continua richiesta, ci è stato mostrato questo famoso "programma", che consisteva semplicemente in una lista di città che avremmo dovuto visitare, senza date, ordine, tempistiche. Così è stato per tutto il viaggio, non abbiamo saputo mai quando partire e dove andare dopo se non un paio di giorni prima. Oltre al fatto che spesso sono state omesse informazioni che ci hanno recato anche disagi, come la necessità di comprare vestiti eleganti e pesanti solo per non averli portati con noi nel viaggio al Nord per una dimenticanza del tale Armando insieme con Willy, che non ci aveva anticipato nulla. 

Altro episodio emblematico è il seguente. Tornando da Huaraz, città sulle Ande, a Chimbote, sulla costa, siamo stati obbligati a chiedere un passaggio a una macchina in modo praticamente casuale, non essendoci più pullman e nemmeno la persona che ci aveva promesso di portarci. Abbiamo dovuto fare tre ore e mezza di auto sulle montagne con uno sconosciuto, capirà che non è una situazione in cui si sta proprio tranquilli. Oltretutto, dopo che chiunque, Lions e non, ci avevano raccomandato di stare attenti coi taxi o simili perché possono capitare incidenti spiacevoli. Inoltre, l'orario di partenza è stato dilazionato diverse volte con menzogne per motivi a noi ancora sconosciuti, arrivando a partire alle 19 quando era previsto alle 13 30. Ci siamo sentiti un po' presi in giro, anche per una serie di altre circostanze che non sto a raccontarle. Il viaggio a Cuzco è stato" organizzato" meno di una settimana prima, e solo sotto nostre strette pressioni. Nessuno, e nello specifico colui che avrebbe dovuto, ovvero Willy, fino a quel momento si era preoccupato delle famiglie, dei tempi, dell'itinerario. Come per tutte le altre nostre sistemazioni del resto, più di una volta ci siamo sentiti in colpa per i disagi creati alle famiglie ospitanti perché non erano state informate prima di quanti fossimo e dei nostri spostamenti, o perché era stato previsto diversamente. 
Tornando a Cuzco, se non fosse stato per una Lions squisita nostra anfitrione a Lima che si è preoccupata di contattare i Lions del luogo, avremmo dovuto dormire in ostello, come so che era già successo l'anno passato. 
Ultima cosa che cito: per recarci all'aeroporto l'ultimo giorno abbiamo dovuto arrangiarci da soli con dei taxi, per una promessa non mantenuta sempre del tale Armando. Il quale, insieme a Willy, non si è nemmeno sincerato della nostra partenza e tantomeno dell'arrivo in Italia, confermando in definitiva il loro quasi completo disinteresse della questione degli scambi giovanili, seppur abbiano cercato di dissimularlo in tutti i modi, anche con menzogne. 
Ora, tutti e 4 siamo stati più che felici del viaggio, è stata un'esperienza che ci rimarrà nel cuore per tutta la bellezza e la ricchezza che abbiamo potuto osservare, ma è anche un peccato essersi persi moltissime cose che con solo poco impegno aggiunto sarebbero state possibili. 
Il presidente di un club di Cusco, si è interessato molto a noi ed era molto dispiaciuto di non aver avuto sufficiente preavviso per organizzare qualcosa con noi. Gli abbiamo spiegato come funzionano gli scambi giovanili in Italia e in tutto il mondo, e pareva interessato a fare lo stesso anche in Perù. 
Se posso permettermi di dirlo, eviterei di organizzare un altro viaggio con i responsabili attuali, che non hanno assolutamente voglia di farlo. Noi abbiamo saputo arrangiarci e adattarci in tutte le situazioni anche complicate o quasi critiche, ma non crediamo che tutti avrebbero saputo farlo. 
Se fossero state solo ragazze come altri anni ad esempio, trovarsi da sole in città o in taxi sarebbe stato decisamente più problematico. 
Non voglio che prenda questa mia come una critica fine a se stessa, ma come un riportare ciò che è successo di sgradevole e che si può migliorare, poi sta a voi stabilire come.