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ITALIA: what else?

Ho avuto la fortuna di essere stata selezionata per uno scambio con il Brasile, un paese che ho sempre sognato visitare.
Dopo un lungo volo – che ha previsto lo scalo a Parigi e poi a Rio de Janeiro - sono atterrata a Foz do Iguaçu, una località che si trova nello stato del Paranà.
Un vero paradiso terrestre, meta di molti turisti, dove si possono ammirare le cascate di Iguaçu, che sono tra le più grandi al mondo.
Il benvenuto delle famiglie ospitanti è stato caloroso e io e le mie compagne di viaggio (siamo partite in quattro dall’Italia, per questa esperienza) ci siamo subito sentite a nostro agio.

Mi chiamo Carola Rodigari e quest'anno ho partecipato al mio secondo scambio con i Lions nel Sud del Brasile.
Onestamente, a primo impatto, la notizia che sarei potuta partire per il Paranà non mi convinse molto. Ora, consapevole di quanto questa esperienza mi abbia arricchito, ritornerei in Brasile molto volentieri.
Grazie a questo viaggio non solo ho scoperto una nuova cultura, a tratti lontanissima dalla nostra, ma ho anche approfondito una "realtà" italiana parecchio diversa dalla mia. Infatti, ho trascorso 3 settimane assieme a Chiara, una ragazza del Sud Italia con cui ho stretto un bellissimo rapporto d'amicizia.
Ci siamo più volte confrontate sulle nostre città, le tradizioni, le abitudini alimentari e abbiamo inoltre costatato che non solo spesso risultava difficile comunicare con la famiglia in inglese, anche capirci a vicenda a volte era un'impresa ardua!

Il 5 luglio, all’aeroporto di Venezia, ancora non mi rendevo conto che stavo per intraprendere l’esperienza più belladella mia vita. Con un grande nodo in gola e molte paranoie per la testa, ho lasciato i miei genitori in aeroporto, consapevole che il viaggio sarebbe stato molto difficile ed impegnativo.
Per la prima volta completamente da solo, infatti, ho fatto scalo prima a Madrid, poi a San Paolo per arrivare quindi a Porto Alegre, dove mi sarebbero aspettate altre 8 ore di bus per raggiungere la cittadina di Marau ove risiedeva la mia host family.
Le 2 settimane in famiglia sono state molto divertenti ed istruttive, anche se a Marau, con la stagione invernale, c’eraparticolarmente freddo e i mezzi per il riscaldamento praticamente non c’erano. La mia host family era composta dal capofamiglia Marcos, la moglie Leya e i figli Felipe e Leticia, che con me sono stati particolarmente disponibili e accoglienti.