La mia esperienza in Finlandia occupa un posto speciale fra i miei ricordi, come se fosse un “rito di passaggio”.
Il viaggio, durato dal 14 luglio al 2 agosto, è stata la mia seconda volta all’estero, ma la prima senza genitori o famigliari.
La varietà delle culture mi ha sempre affascinato; eppure, credevo che una persona come me, introversa e rigidamente abitudinaria, se la sarebbe difficilmente cavata fuori dal suo habitat naturale: la comfort zone.
La curiosità ha vinto soltanto quando, dopo aver partecipato ad un progetto scolastico, si è presentata possibilità di partire.





