Il nostro sito fa uso di cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a navigare accetti l'uso di questi file.

“È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria”.
Questo sosteneva secoli fa il francese Voltaire.
Ebbene, aveva ragione. E niente nei miei pochi anni di vita me lo ha fatto capire più di questo scambio in Francia.
Partito dal piccolo aeroporto fiorentino da solo e senza sapere cosa aspettarmi, come avendo rimandato di giorno in giorno il pensiero sull’esperienza che stavo andando a fare, il primo ‘trauma’ è stato l’arrivo allo Charles de Gaulle.
Ero in un paese straniero, senza conoscerne la lingua e senza aver mai usato prima l’inglese per un periodo così lungo e, soprattutto, ero in un aeroporto enorme con troppi gate e nessun punto di riferimento. Ma fin da subito sono stato accolto con tutte le premure da un Lion che mi ha accolto e mi ha poi spedito ad aspettare una ragazza estone che arrivava in un altro punto del gate. Ed ecco che con questa ragazza è avvenuto il primo scambio. Di opinioni, di passioni, di tradizioni e, nel campus dieci giorni dopo, di affetto e di amicizia.

Continua su 

Quest'anno ho partecipato per la terza volta ad uno scambio giovanile Lions. Sono partito senza aspettative o pronostici, con una scatola vuota da riempire.
All’arrivo sono stato accolto da un gruppo lions e dalla famiglia ospitante che mi ha “decorato” con una collana di fiori e il bindi, un punto di colore rosso apposto al centro della fronte. 
La settimana in famiglia è stato un assaggio della vera vita indiana, della loro cultura, tradizioni e religione.
Ho mangiato il loro cibo, per la maggior parte con le mani, ho visitato monumenti e tempi, ho frequentato una classe di yoga, ….
Poi è cominciato il campo: 25 ragazzi da Messico, Paesi Bassi, Francia, Estonia, Lituania, Germania, Turchia, Taiwan, Repubblica Ceca, Polonia, Croazia, Spagna e Italia alla scoperta dell’India, con cui si è creata un’amicizia quasi immediata.
I primi giorni abbiamo soggiornato a Thane, dove abbiamo fatto alcuni giochi per conoscerci meglio e fatto yoga.

Il 30 giugno sono partita per la Serbia. Questa è stata la mia prima esperienza con gli scambi Lions, e devo confessare che quando a marzo mi è stata comunicata la mia meta ne sono rimasta sorpresa.
Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo paese, di cui si parla solo della terribile guerra di vent’anni fa, ma ero certa che avrei vissuto un’esperienze unica.
Arrivata all’aeroporto di Belgrado mi ha accolta la mia host sister Dina, con la sua famiglia.
Mi hanno fin da subito fatta sentire come a casa mia, sono stati tutti molto ospitali e gentili.
Ho avuto modo di incontrare anche altri ragazzi che poi avrei rivisto al camp, un ragazzo italiano, un tedesco e una ragazza turca, ospitati da amici di Dina. Ci hanno mostrato i principali luoghi turistici, come il maestoso Tempio di San Sava, la fortezza, lo zoo e il quartiere di Zemun. Un giorno siamo andati ad il lago artificiale di Ada Cingalija, dove abbiamo noleggiato delle biciclette per fare il giro e abbiamo fatto scii d’acqua. Dina e i suoi amici sono stati fantastici, ci siamo divertiti tantissimo e ci hanno fatto vivere la città al massimo!
Ho adorato Belgrado, città splendida e vivace, grazie soprattutto alla mia famiglia ospitante, che mi ha mostrato il lato migliore della città e del loro paese.

Il 30 giugno sono partita per la Serbia. Questa è stata la mia prima esperienza con gli scambi Lions, e devo confessare che quando a marzo mi è stata comunicata la mia meta ne sono rimasta sorpresa.
Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo paese, di cui si parla solo della terribile guerra di vent’anni fa, ma ero certa che avrei vissuto un’esperienze unica.
Arrivata all’aeroporto di Belgrado mi ha accolta la mia host sister Dina, con la sua famiglia.
Mi hanno fin da subito fatta sentire come a casa mia, sono stati tutti molto ospitali e gentili.
Ho avuto modo di incontrare anche altri ragazzi che poi avrei rivisto al camp, un ragazzo italiano, un tedesco e una ragazza turca, ospitati da amici di Dina. Ci hanno mostrato i principali luoghi turistici, come il maestoso Tempio di San Sava, la fortezza, lo zoo e il quartiere di Zemun. Un giorno siamo andati ad il lago artificiale di Ada Cingalija, dove abbiamo noleggiato delle biciclette per fare il giro e abbiamo fatto scii d’acqua. Dina e i suoi amici sono stati fantastici, ci siamo divertiti tantissimo e ci hanno fatto vivere la città al massimo!
Ho adorato Belgrado, città splendida e vivace, grazie soprattutto alla mia famiglia ospitante, che mi ha mostrato il lato migliore della città e del loro paese.

Quando mi è stata assegnata l’isola di Taiwan mi sono sentita immediatamente elettrizzata vista la possibilità di tornare in Asia ancora una volta (lo scorso anno mi fu assegnata la Thailandia), nonostante non fosse tra i luoghi indicati nelle mie preferenze.
Dopo alcune ricerche, in particolare sul livello di lingua inglese (viste le barriere linguistiche riscontrate nella precedente esperienza in Asia), e dopo aver contattato le famiglie ospitanti ho aspettato la partenza con trepidazione.
Sono partita il trentuno luglio e sono atterrata a Taoyuan la mattina dopo. Ad accogliermi c’era l’intero comitato YCE e, dopo una buona ora di saluti e fotografie in aeroporto, il soggiorno a Taiwan era finalmente cominciato.

Sono stato nel sud del Brasile tre settimane, dal 6 al 29 luglio, e ho viaggiato tra due stati: il Rio Grande do Sul e Santa Catarina.
Precisamente sono stato ospitato per due settimane in una piccola cittadina dell'interno di nome Videira (SC) e poi ho trascorso l'ultima settimana di camp in alcune localita del RGS tra le quali Sobradinho.
L'esperienza è stata negativa per numerosi aspetti che andrò ad elencare uno ad uno.
Primo di tutti la famiglia. Sono stato ospitato da una coppia molto giovane di 33 anni ciascuno che nonostante fossero calorosi e affettuosi, mi hanno fatto passare due settimane in casa poichè erano sempre impegnati col lavoro (lui è un radiologo mentre lei gestisce una linea di spezie e erbe).
Ho viaggiato veramente poco e ho passato la maggior parte del tempo in casa a guardare film su netflix. Non avevano figli e questo mi è dispiaciuto perchè avrei voluto passare del tempo con dei ragazzi invece che stare tutto il tempo in casa.
L'unico punto cosa positiva della host family è che ho passato un bellissimo weekend a cavallo delle due settimane a Florianopolis,città-isola meravigliosa.

A giugno 2018 sono partita in direzione Toronto, Canada: èstata la mia prima esperienza con gli scambi Lions, ho imparato tanto e sicuramente non la dimenticherò mai!
Nonostante abbia avuto dei problemi con il visto (che per fortuna siamo riusciti a risolvere), sono arrivata all’aeroporto di Toronto dove sono stata calorosamente accolta dalla Camp Leader Kittie McGregor, che mi stava aspettando insieme a due ragazzi che avrebbero preso parte al mio stesso camp.
In seguito, siamo stati portati a Orangeville (piccola cittadina distante un’ora dall’aeroporto), a casa di un Lions del distretto che aveva organizzato un barbecue con tutti I ragazzi del mio camp e le nostre famiglie ospitanti, per conoscerci e trascorrere del tempo insieme.
Io sono stata ospitata da una coppia di pensionati davvero fantastici, che hanno organizzato per me una serie di attività e gite spettacolari durante la mia prima settimana di permanenza: mi hanno portato ad una family reunion a Niagara-on-the-lake, dove ho avuto l’occasione di incontrare persone molto interessanti e con tante storie da raccontare.

Sarebbe veramente difficile descrivere questo viaggio con un solo aggettivo.
Inizio dicendo che nonostante tutto sono molto felice di aver avuto la possibilitá di partecipare ad uno scambio culturale Lions
18 giorni in America vengono visti da molti come la realizzazione di un sogno e non posso che ammettere che anche per me lo é stato.
Sono partito  con tantissime aspettative  e ricordo le parole di mia madre: 'Cerca di trarre il massimo da un' esperienza Lions" e probabilmente quella frase mi ha dato la forza di affrontare tutto nel modo migliore.
Sono arrivato all'aeroporto di Boston Logan International il 19 Luglio 2018, dove purtroppo, a differenza degli altri ragazzi, per motivi di lavoro la mia famiglia ospitante non c'era.

La mia avventura con gli scambi Giovanili in Germania è stata spettacolare!
Nonostante io avessi già partecipato ad esperienze simili, sebbene non con i Lions, credo che le due settimane dal 5 al 18 agosto siano state tra le migliori della mia vita.
Mai ho avuto occasione di poter venire a contatto con così tante lingue e così varie culture allo stesso tempo.
La prima settimana l’abbiamo trascorsa ad Halle, bellissima città ricca di storia, per poi trasferirci a Weimar, città splendida, in cui la figura storica di Goethe regna sovrana, dove abbiamo alloggiato all’EJBW (Europäische Jugendbildungs & Begegnungsstätte Weimar), un enorme complesso dotato di vari alloggi e servizi, tra cui ad esempio un campo da pallavolo, una sala giochi ed una da ballo.

Continua su 

A Luglio sono partita per la Finlandia, per vivere un’esperienza speciale, ho vissuto a casa di una finlandese per circa 2 settimane, insieme a una ragazza che seguiva questo stesso percorso da Roma. La signora da cui stavamo era una insegnante in pensione, e parlava molto bene inglese quindi è stata una permanenza piacevole.
Vivevamo nelle sue due case, una in centro città e un cottage tipico finlandese in campagna, sul mar Baltico.
Nella vita di cottage abbiamo proprio sentito le tipiche abitudini e abbiamo vissuto come vere finlandesi, e grazie al fatto che fossimo sempre insieme non ci siamo mai annoiate. Poi siamo andati a questo Camp a Pori dove abbiamo incontrato ragazzi di tutto il mondo e abbiamo affrontato le tipiche attività finlandesi come canottaggio, marchiare le tazze finlandesi, il disc golf (una specie di frisbee), una gita su un Veliero e poi abbiamo visitato Pori, anche se io e l’altra ragazza la avevamo già visitata con la nostra host mother insieme a Rauma.

Innanzi tutto devo ringraziare l’associazione Lions per l’opportunità che mi ha dato, e tutte quelle persone che mi hanno affiancato durante questa esperienza. 
Un mese prima della partenza, la responsabile italiana per i ragazzi che andavano in Finlandia, ha creato un gruppo WhatsApp con tutti i ragazzi (italiani) che avrebbero frequentato il mio stesso camp.
In tutto eravamo in 5; questo ci ha permesso di iniziare a conoscerci ma soprattutto di prenotare lo stesso aereo.
Sono partito il 19 luglio e quella mattina mi sono dovuto alzare molto presto avendo l’aereo alle 11.15 a Milano. L’agitazione era tanta e penso fosse anche motivata. Il volo Malpensa Helsinki è stato tranquillo, per fortuna ero riuscito a prendere un posto sul corridoio e dietro a Laura, una delle ragazze italiane che viaggiava con me.
L’arrivo è stato un po’ più caotico siccome siamo usciti dal nostro gate senza ritirare i nostri bagagli, ma per fortuna ci siamo riusciti a mettere in contatto con il servizio di Finnair che ci hanno fatto rientrare a recuperare le nostre cose. Per fortuna non siamo stati i primi ad arrivare cosi, appena recuperati i nostri averi ci siamo subito incontrati con gli altri ragazzi che avrebbero poi frequentato il nostro stesso camp. Dopo le i saluti la maggior parte dei ragazzi si è diretta verso la stazione dei treni dalla quale poi sarebbero partiti per raggiungere le loro famiglie; ma nel mio caso ho dovuto aspettare un paio di ore in aeroporto per poi incontrarmi con Frankista, una ragazza tedesca molto simpatica che aveva la famiglia nel mio stesso paesino e insieme siamo stati portati da un membro Lions residente ad Helsinki alla stazione dei bus dalla quale abbiamo viaggiato per circa 5 ore verso il nostro paese Rantasalmi.

Quest’anno sono partita per la Malesia; quando inizialmente mi è stata proposta ero parecchio titubante.
Sapevo che sarei stata quasi dall’altra parte del mondo e che la vita là sarebbe stata completamente differente. Nonostante ciò decisi di provarci e partire, ora cercherò di riassumere questa grande esperienza in poche righe, cosa alquanto difficile, ma ci proverò!
Sono partita il 20 luglio da Bologna, arrivata all’aeroporto di Roma ho incontrato le mie compagne di viaggio Antonella e Valentina.
Dopo un volo di quasi venti ore sono arrivata a destinazione.
All’aeroporto di Kuala Lumpur abbiamo incontrato le nostre famiglie ospitanti. Fin da subito è stato chiaro quanto i malesi siano distaccati, ma comunque molto cordiali.

Continua su 

La mia esperienza con i Lions si è svolta in Minnesota.
È stata fantastica.
La famiglia è stata disponibilissima, mi sono trovata benissimo e mi hanno accolta come una vera e propria figlia. Inizialmente devo ammettere di aver avuto interazioni quasi solamente coi genitori ma dopo qualche giorno anche le ragazze (le figlie) si sono sciolte e abbiamo instaurato un’amicizia unica che sicuramente durerà per tutta la vita. Abbiamo trovato un sacco di cose in comune e per questo amavamo passare tutto il tempo che avevano a disposizione insieme. Purtroppo la figlia più grande, con la quale mi sono trovata meglio essendo mia coetanea, lavorava ma ho apprezzato comunque passare del tempo da sola, per riposarmi dopo una lunga giornata. La famiglia mi ha dedicato tutto il tempo libero che aveva: abbiamo visitato tantissimi parchi, cascate e piccole città nei dintorni. Mi hanno mostrato i loro usi e costumi, portandomi spesso a mangiare in ristoranti tipici. 

L’esperienza vissuta, della durata di 28 giorni (11/07-09/08), si è rivelata del tutto positiva.
All’arrivo nell’aeroporto di Osaka sono stata accolta da alcuni membri del Lions (tra cui la traduttrice) e da quella che sarebbe stata la mia “host mum” della prima famiglia, composta da una ragazza di 28 anni (che poteva vantare il titolo di essere una prestigiosa e rara “Gheisha”) e da un signore di 64, residenti a Kyoto.
Con la prima famiglia ho visitato molti luoghi, templi e ristoranti, abbiamo partecipato al famoso “Gion Festival” di Kyoto (in occasione del quale ho avuto l’onore di indossare il celebre “yukata” giapponese), abbiamo trascorso una giornata in montagna e alla SPA. 

IL  23 giugno alle 6:30 avevo da Firenze uno dei tanti aerei che avrei dovuto prendere per la mia prima esperienza in U.S.A. precisamente in Texas.
Preso il primo volo e atterrato a Roma incontro Alessandro uno dei tanti ragazzi che avrebbero  partecipato al mio stesso scambio.
Dopo quasi 11 ore di viaggio arriviamo a Chicago dove purtroppo perdiamo la coincidenza per Dallas e quindi ho dovuto prendere ben altri 2 voli, ma nonostante questa lunga odissea, tutto il resto e’ stato fantastico e faccio ancora fatica a realizzare come queste 5 meravigliose settimane siano gia’ terminate.

Ho partecipato al camp Italia in Sicilia.
Anche se inizialmente credevo che sarebbe stato più bello andare all'estero, mi sono accorta che in realtà questa è stata un'esperienza unica in cui ho potuto vivere il territorio siculo, tanto quanto coltivare amicizie.
I nostri organizzatori non ci hanno fatto mancare nulla, abbiamo fatto molte attività e ci hanno portato a visitare molti posti.
Abbiamo pernottato a Piazza Armerina, Palermo e Linguaglossa, così da permetterci di visitare tutti i posti più belli della Sicilia.
Siamo stati al mare, al parco avventura, parco giochi, parco acquatico, poi abbiamo fatto una camminata su dei crateri secondari sull'Etna e per finire siamo stati a visitare Isola Bella  e Taormina. 

Essendo il primo anno che partecipo al Lions exchange program, non sapevo cosa aspettarmi ma tutto è andato meravigliosamente.
Dopo ben 12 ore di volo, atterrai un po’ frastornata a Saint Louis, dove trovai ad aspettarmi con il sorriso stampato sulla faccia, la mia prima host family.
Nei primi dieci giorni sarei stata in un paese vicino a Saint Louis, assieme a due ragazze che avrebbero condiviso la casa con me, una brasiliana e una belga che avrebbero reso la mia esperienza ancor più bella.
Prima della partenza il mio inglese non era dei più fluenti perciò ero preoccupata per la comunicazione con le host families e con le persone che avrei incontrato; In realtà tutti sono stati tutti più che comprensivi, parlando più lentamente e con meno accento.
Nella prima famiglia mi sono trovata splendidamente, la casa era bellissima e pulita, loro erano molto disponibili e veramente simpatici, ci hanno totalmente aperto la loro casa e siamo state trattate come se fossimo le loro figlie.

Continua su 

Quest’estate ho trascorso 16 giorni in Norvegia grazie al programma di scambi culturali del Lions Club.
Abbiamo trascorso i primi 12 giorni di campo in diverse zone del Sud della Norvegia, intorno all’area di Oslo, esplorando i paesaggi e le bellezze naturali Norvegesi con attività come rafting, canottaggio, campeggio e scalata della montagna più alta della Scandinavia e visita alla città di Oslo, abbiamo creato legami di amicizia e imparato nuove cose sui paesi di provenienza degli altri.
Durante gli ultimi quattro giorni, invece, siamo rimasti con le famiglie ospitanti, ma abbiamo continuato a incontrarci tutti i giorni in città.
La mia famiglia ospitante era composta da due pensionati piuttosto eccentrici, molto simpatici e accoglienti.

Dopo giorni di preparativi e mesi di attesa eccomi in aeroporto. 
Non sono sola, ma sento che questo è il mio momento. Faccio il check-in, supero i controlli, un ultimo sguardo a chi mi ha accompagnata, prendo il bagaglio a mano e davanti a me solo l’immaginazione di questi mesi.
Non sono mai stata in aeroporto da sola e non ho mai viaggiato da sola.
Sono così agitata che non ho fatto altro che andare avanti e indietro; ad un certo punto non sapevo più dove fosse il mio bagaglio, ho fatto mente locale e l’ho trovato in bagno.
Non dimenticherò mai l’ansia che ho provato.
Al gate incontro altre due ragazze, anche loro in partenza per l’Austria; scopro che con Caterina avrei condiviso tutte le esperienze che ci aspettavano.
Ormai è ora sì decolla.

L' esperienza a cui ho partecipato quest'anno è stata per me ricca di novità e mi ha aiutato a osservare le relazoni tra le persone da un punto di vista differente. Inizialmente ci si può sentire spiazzati in un paese sconosciuto completamente da soli, ma io non ho mai provato questa sensazione soprattutto grazie all'affetto ricavuto dalla mia host family. Appena sono giunta a destinazione all'aeroporto di Tallin, sono stata subito accolta con un abbraccio e questo mi ha fatto sentire a casa.
Ho trascorso dunque dieci giorni in una casetta a Mikitamae, un piccolo paesino al di fuori di Tartu, insieme alla mia hostmother Karin, a Bittany e a Bianca, rispettivamente di 19 e 13 anni, e alla loro nonna.
Grazie a loro ho conosciuto i costumi estoni poichè tutte e quattro fanno parte di un gruppo di canti tradizionali che ho potuto ascoltare ad una piccola fiera della musica.
Di tradizionale e assolutamente nuovo per me è stata la sauna che la famiglia possiede ma nella quale, insieme agli altri compagni, ho potuto entrare di nuovo.
La vita nelle campagne estoni è di certo differente, e ogni membro della famiglia è chiamato ad aiutare e a svolgere il proprio compito: un esempio può essere quello di raccogliere la frutta dagli alberi per farne della marmellata, o semplicemente per non lasciarla marcire sul terreno.
Insieme abbiamo anche visitato dei musei, come quello di storia naturale dell'università di Tartu, e una palude davvero mozzafiato.
Le foreste estoni sono infatti molto estese e fitte, per questo la popolazione ha molto a cuore la loro conservazione.
Il 10 di luglio sono arrivata al campus dove ho potuto conoscere ragazzi da ogni parte del mondo e la loro cultura.