Il nostro sito fa uso di cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a navigare accetti l'uso di questi file.

Se qualcuno mi avesse detto “quest’ estate vivrai un’esperienza indimenticabile e imparagonabile”, non ci avrei mai creduto. 

Ricordo la prima a cosa a cui ho pensato quando ho letto la parola “Australia” come meta per gli scambi giovanili di quest’anno dei Lions. Ho pensato solo: “sto arrivando”. 
Mi sono gettata in questa cosa essendo completamente all’ oscuro di cosa avrei trovato e cosa avrei provato, ma ho sempre amato le avventure e le novità. Fino al giorno prima che dovessi partire nonostante ne parlassi, il viaggio era ancora tutto un utopia, come se da un momento all’altro potesse sparire tutto. 
Poi invece sono partita, e con me è partita tutta questa esperienza. Quando sono arrivata ero spaventata, spaventata dall’idea di non riuscire a farcela, spaventata dal pensiero che forse la mia famiglia mi sarebbe mancata troppo, spaventata dall’idea di non essere all’altezza. Ma penso che sia normale sentirsi un po’ così quando sei a kilometri di distanza da casa e dovrai vivere con dei completi estranei per un mese. 

 

Mai e poi mai avrei pensato che avrei potuto amare così tanto andare in capo al mondo. Il ventaglio di mete tra cui scegliere, era fin troppo ampio, e optare per solo una destinazione è stato abbastanza difficile. Giappone, Norvegia, Canada, Svezia… e Australia. La mia prima reazione è stata tutt’altro che entusiasta, ad essere sinceri. Temevo che il clima invernale non mi avrebbe permesso di fare molto, ma mi sbagliavo.

Prima meta: Perth, in una famiglia dove mi sono sentita a casa, pur essendo a 13486.766 km di distanza da essa. La mia host family, era italo-australiana, ma in casa si spiaccicavano ben poche parole in italiano. Mi hanno accolto Teresa e Dominic, i miei “genitori australiani”, con un sorriso così confortevole, che solo a ripensarci è impossibile non abbozzare un sorriso. Hanno fatto di tutto per farmi stare a mio agio, per farmi vivere due settimane da vera aussie. Ho conosciuto parenti e amici vari, e sono stati sempre tutti molto più che contenti di vedermi. 

E' difficile esprimere a parole tutte le emozioni e le esperienze che questi viaggi lasciano in ognuno di noi.

Personalmente credo che la parte umana sia stata la più significativa. L'incontro con persone di un'altra cultura, che è allo stesso tempo così simile e così diversa dalla nostra, mi ha aperto gli occhi e ha messo in discussione le mie convinzioni.

La permanenza in famiglia è stata fantastica: ho trovato persone sempre disponibili, che mi hanno accolto e fatto sentire come a casa, rendendomi parte della loro vita quotidiana.

Racconterò l'esperienza più bella della mia vita, in quanto grazie al Campo Lions ho conosciuto delle persone fantastiche che non dimenticherò facilmente !
Innanzitutto, è stato il mio primo viaggio da solo e per di più non è stato un viaggio qualsiasi, è stato un viaggio che mi ha portato dall'altra parte del mondo, in Australia.

12/07- il grande giorno! Partenza dall’aeroporto di Firenze, scalo a Vienna e finalmente Innsbruk dove la mia host-family mi aspettava insieme a Martine, la mia camp- sister. 

13/07- la host-sister mi presenta la città di Mondsee, è molto carina e ci ha portate anche dentro la basilica St. Michael famosa per il film “the sound of music”. Nel pomeriggio siamo stati a fare un giro in nave del lago e alla sera ci hanno portato nel centro delle città dove era stato allestito un maxi schermo per la finale dei mondiali di calcio.

14/07- oggi siamo stati a Salzwelten! Una volta indossata la tradizionale tuta dei minatori, con un trenino da miniera siamo arrivati nelle sue profondità dove ci hanno spiegato come un tempo si estraeva il sale e perchè il lavoro in miniera era così pericoloso.  La sera siamo tornate nel centro di Mondsee e abbiamo ascoltato la musica tradizionale austriaca.

Prima di iniziare penso sia più che necessario ringraziare voi Lions Club Saluzzo-Savigliano che mi avete offerto e sponsorizzato questa esperienza anche perchè, se non fosse stato per il test d’inglese fatto a scuola, probabilmente non sarei mai venuto a conoscenza della vostra organizzazione.Questo viaggio in Austria ovviamente era il primo per me con i Lions ma non è stato il primo Scambio Giovanile all’Estero della mia vita eppure posso convintamente dire che lo scambio con i Lions è stato assolutamente la più bella esperienza della mia vita. Prima di partire mi aspettavo uno scambio come altri e invece lì ho trovato coloro che sono ora i miei migliori amici. Ho trovato ragazzi e ragazze che come me non erano alla loro prima esperienza all’estero e perciò ci siamo presentati come persone molto aperte, insieme non abbiamo sprecato un minuto delle 3 settimane, ogni occasione era buona per divertirsi. Penso che la ricetta che abbia reso lo scambio indimenticabile per tutti i partecipanti sia la combinazione tra il fatto che ognuno aveva un buon livello d’inglese e che ognuno veniva ‘da solo’, quindi accompagnato da nessuno, perciò non si tendeva a creare per esempio gruppi di italiani o di finlandesi o turchi ecc...

12 / 7 – Dopo 8 ore di viaggio sono arrivato a Vienna e ho conosciuto la famiglia: sono delle persone molto gentili e disponibili e Margareta mi ha detto il programma per i giorni successivi. Non vedo l'ora!

13 / 7 – Alle 10 arriva a casa un altro ospite, un ragazzo inglese (questo però non è qui con il Lions Club) e con lui, Margareta e suo marito sono andato allo SchloßSchönbrunn (il giardino pubblico che una volta era il giardino della reggia imperiale estiva).

14 / 7 – Oggi abbiamo fatto un giro per il centro e visitato la cattedrale di Vienna (Stephansdom), a Stephansplaz.

15 / 7 – Prima di pranzo, abbiamo visitato un negozio di Julius Meinl e la zona commerciale di Vienna.

16 / 7 – Abbiamo visitato il quartiere ebraico e alcune chiese storiche, avevano degli stili completamente diversi: questo fa capire la quantità di culture cche hanno vissuto e vivono ancora a Vienna.

The first thing that Giovanna, our camp director, told us is that this camp is tough.
At first I didn’t believe it would be that bad, but I was sadly mistaken.

Sono tornata da poco dal Campo Italia, il Campo più grande in tutta Italia che quest’anno ha ospitato 40
ragazzi di diversa nazionalità.
Premetto che sono una camper italiana e che ho visitato gran parte dell’Italia ma in questo contesto è stato
molto più divertente!

After an amazing week with my hostfamily in Prato, I flew to Bari where the Camp started. Unfortunately I wasn’t informed that the camp-bus went from the north of Italy to Alberobello and picked up most of the campers. Anyway, I reached the camp and immediately started to get to know all the great campers from all over the world.

First of all, I'd like to apologize for my late response. Following my time in Italy, I have been very busy working and planning my future.

Fisrt of all, I really want to thank to the Italian and the Hunagarian organisers the opportunity to let me participate in this camp and to spent 2 weeks with the host family!

Così, finalmente... Sono arrivato in Finlandia (scusami, ma dov'è finito il caldo?) Il viaggio è stato estenuante, però credo di essere sopravvissuto.
Come molti di voi già sanno, mi sono davvero goduto il mio piacevole scambio in Italia.

Ho chiesto di poter entrare a far parte dello staff del Camp Alpe Adria 2015 perché ero curiosa di conoscere cosa si prova a “stare dall'altra parte”.

E’ la seconda volta che ospitiamo con i Lions Youth Exchange e quest’anno abbiamo voluto provare con due ospiti insieme per una settimana!Abbiamo ospitato Teodora, una ragazza macedone di 19 anni alla prima esperienza di scambi giovanili, un po’ timida ed introversa.

organisiert von Stefania und Aldo Trovato
Campleader: Martina Trovato, Rubesh Thirumeny, Alessandro Gioè

In diesem Sommer durfte ich viele einzigartige Momente in Sizilien erleben und viele nette Menschen kennen lernen.

Mein Name ist Mara Rogge, ich bin 17 Jahre alt und lebe in Wien. Nachdem mir im Sommer letzten Jahres bereits die großartige Chance zuteil geworden war,

My experience with the Lion’s Youth Exchange program began on the island of Sardinia, in a city called Sassari. I ran into the language barrier pretty hard at first. It knocked the breath out of me and left me confused for those first few hours navigating Italy.

L'esperienza con Corey è stata molto bella, ci siamo trovati bene, anche perchè non poteva essere altrimenti con un ragazzo educato e di modo così.

Ospitare un giovane partecipante ai programmi di scambio internazionali del Lions Club è un “espediente” che consente, in qualche modo, di vivere un’esperienza interculturale alla stessa famiglia ospitante.