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Dopo vari mesi, ecco finalmente arrivata l’email così tanto attesa! Mi era stato comunicato cheuna famiglia si era resa disponibile ad ospitarmi nello stato del Michigan e io non potevo crederci, troppo contenta ed emozionata di intraprendere un viaggio da sola, in un continente che da anni sognavo di visitare.
Qualche giorno prima della vacanza, però, hanno iniziato a manifestarsi sentimenti contrastanti:l’ansia di trovarsi dalla parte opposta del mondo, lontana da parenti e amici per 24 giorni e di dover affrontare per la prima volta un volo aereo di lunga durata con scalo richiedevano coraggio e forza di volontà, che di certo non sono mancati!
Ormai il 17 luglio era arrivato e qualche ora prima dell’alba mi sono diretta in aeroporto insiemealla mia famiglia; giunta a Roma ho proseguito verso i voli intercontinentali e dopo 12 ore eccomiarrivata a Detroit.
All’arrivo Ulrich, il mio host father, e Isabelle, la ragazza brasiliana che come me aveva intrapreso il LYEP, erano seduti ad aspettarmi.


Arrivati ad Ann Arbor, la città in cui viveva la mia host family, ci siamo diretti a casa e abbiamo disfatto le valigie in attesa che la host mum e i due figli facessero rientro a casa. Al tramonto, dopo aver fatto un piccolo barbecue e mangiato la welcome cake, abbiamo fatto una passeggiata a Gallup Park, con Louisa e Julius, i miei due host brothers.
Il giorno seguente abbiamo visitato Ann Arbor, città sede dell’Università del Michigan,molto gettonata in America, così da trasformarsi in una vera e propria città universitaria durante ilperiodo di sessione. Ovunque, anche nei posti più innocui, erano presenti delle ‘’M’’ simbolo caratteristico dell’universitá, il che era davvero divertente e buffo. Il giorno seguente siamo andatiin palestra e sulla via abbiamo potuto ammirare l’enorme stadio del Michigan, che il giorno delmio rientro in patria ha ospitato un grande match.
Con un giorno di anticipo siamo partiti diretti per Otisville, la città presso cui si sarebbe svolto il nostro camp. In realtà il campo era a stretto contatto con la natura, perché abbiamo alloggiatonelle tende per ben 7 giorni. Ad ogni modo, i giorni sono volati e ho avuto l’opportunità distringere legami con ragazzi della mia età provenienti da stati del mondo più disparati: Estonia, Corea, Giappone, Belgio, America, Finlandia, Olanda, Brasile e altri. Nonostante ciò, due dei 25 ragazzi erano di nazionalità italiana, Vittoria (Torino) e Alessandro (Milano). Tutti si sono dimostrati allegri, socievoli ed aperti a nuove culture e mentalità. Sebbene ci siano stati diversitempi morti, ho avuto l’opportunità di svolgere attività strepitose per la prima volta, come: tiro con l’arco, equitazione nella foresta, zip Line sul lago, swing nel vuoto e cucinato gli s’mores, tipici marshmallow arrostiti sul fuoco e messi nei crackers tra due lastre di cioccolato.
Chiaramente non poteva mancare: la tipica pizza americana, che a dire il vero non si è dimostrata essere disgustosa come narra la leggenda metropolitana e la cena del Thanksgiving a base di tacchino, stuffing e patate dolci con marshmallow.
L’ultima sera riuniti davanti al fuoco , dispiaciuti per il precoce distacco, abbiamo cantato, suonatofirmato con annessa dedica le magliette degli altri ragazzi e scambiato i Pins del proprio Paese.
Al rientro nella host family, si è verificato un inconveniente con le punture di zanzara subitedurante i giorni di camp che hanno destato un po’ di panico, ma per fortuna ora sono ritornata in me!
Nei restanti 10 giorni ad Ann Arbor, non ho svolto molte attività perché quasi ogni giorno,abbiamo trascorso un po’ di ore nella palestra della città... Tuttavia, abbiamo fatto shopping, un tour dell’Università del Michigan, stand up padlle e kayaking a Gallup park.
Inoltre, siamo andati a Detroit, molto vicino alla nostra città, ma purtroppo Detroit è una città in fase di costruzione e quindi non ha molto da offrire; nonostante ciò, abbiamo visitato il fantastico museum of Art instituite, con quadri di importanti artisti tra cui Van Gogh, Monet, Picasso e Diego Rivera. (Nel caso in cui doveste trovarvi nelle vicinanze vi consiglio di fare un salto!)
Il 9 agosto era arrivato, il giorno seguente avrei preso l’aereo per ritornare in Italia e sarebbe anche stato il compleanno di Nicole, la mia host mum, così ha avuto la bella idea di affittare una barca per fare un giro nel lago e un picknick al tramonto.
Arrivati in aeroporto, colmi di tristezza per la partenza, ci siamo salutati con la promessa di rivederci al più presto!