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Prima del mio scambio LIONS la Macedonia non era altro, per me, che uno stato sconosciuto con un nome un po’ buffo, e non sarebbe probabilmente stata la meta di una mia vacanza estiva. Ma poi ho scoperto che proprio in quella nazione avrei trascorso tre settimane della mia estate, e ancora non immaginavo che sarebbero stati giorni così intensi e emozionanti.
Il 23 giugno ho preso per la prima volta l’aereo senza i miei genitori, ma, fortunatamente, ad allontanare quel po’ di ansia che era per me inevitabile, c’erano altre due ragazze italiane che ho poi conosciuto meglio nel campo. 
Devo ammettere che ci sono sicuramente stati ben più organizzati della Macedonia, tanto che nei primi giorni mi sono trovata a dormire da sola in un appartamento, perché la mia host-family, informata del mio arrivo solo pochi giorni prima, era in vacanza.

Ma le mie preoccupazioni a riguardo si sono rivelate del tutto infondate, perché in realtà la mia host-sister, Angela, era rimasta a casa e perché ogni giorno c’era qualcuno che si occupava di portarmi in giro e di farmi visitare la meravigliosa zona in cui mi trovavo (Ohrid, con il suo bellissimo lago, e dintorni). C’era anche un’altra host-family in quella città, e così, prima del ritorno della mia famiglia, ho trascorso un po’ di tempo con loro e con Thomas, il ragazzo danese con cui sono poi andata al campo. 
Quando poi è arrivata la mia host-family, ho conosciuto meglio Angela e ho fatto ancora più cose, anche se purtroppo il tempo passato insieme non è stato moltissimo.
Poco dopo, infatti, è giunta l’ora di andare al campo, e così io e Thomas siamo andati a Krushevo, piccolo paese di montagna in cui abbiamo trascorso una settimana tra passeggiate nei boschi, visite al centro per bambini con disabilità e pasti decisamente troppo abbondanti. Al campo eravamo solo otto (di cui quattro Italiani), e quindi è stato spontaneo fare subito amicizia con tutti. Abitavamo in un appartamento tutto per noi, e abbiamo così avuto una grande libertà, oltre a una gran quantità di tempo libero. Inoltre ci è stata offerta l'opportunità di lanciarci con il parapendio, e tutti, dopo qualche esitazione, l’abbiamo colta: siamo concordi nel dire che ne è decisamente valsa la pena!
Macedonia.3L’ultima settimana l’abbiamo passata ad Ohrid, dove abbiamo potuto rilassarci a bordo lago e visitare anche alcuni paesi vicini. 
In poche parole, abbiamo avuto la possibilità di vedere molte parti della Macedonia, scoprendo il carattere estremamente cordiale e accogliente dei suoi abitanti e godendoci i panorami verdeggianti e i boschi che si estendono fino a dove non può più arrivare lo sguardo. Soprattutto, infine, abbiamo avuto modo di conoscerci tra noi, di capire quanto sono grandi ma al tempo stesso prive di importanza le differenze tra le nostre culture, differenze che ci permettono di essere più interessanti gli uni agli occhi degli altri, ma che in nessun modo impediscono di capirsi, di collaborare, di creare legami fortissimi.
È stata un’esperienza incredibile e unica, che mi ha fatto crescere e cambiare, e che mi ha insegnato  ad essere sempre pronta a conoscere persone, culture e luoghi diversi senza mai smettere di essere curiosa.
Grazie!

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