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Il giorno 10 luglio è iniziato il mio viaggio alla volta di un paese prismatico e affascinante: il Giappone, unico e al contempo globalizzato.               
Unico perché appena arrivata ho avuto subito l’opportunità di apprezzare la proverbiale gentilezza nel sorriso accogliente del mio padre ospitante e negli innumerevoli saluti cordiali che echeggiavano nelle strade.
Ho creduto per un attimo di essere in un favoloso manga in cui il buon umore sembrava contagioso.
Unico, soprattutto il giorno in cui mi sono potuta mettere letteralmente nei panni di una giapponese indossando un meraviglioso yukata (nonostante le sue maniche lunghe e i quasi 40 gradi) e perdermi nei mille colori delle bancarelle di un festival tipico.

Unico per la cultura gastronomica, per le originali e a volte bizzarre combinazioni  di sapori e salse diverse, per gli squisiti  sushi e tempura.
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Unico per il profumo inebriante dell’incenso dei templi shintoisti e buddisti minutamente decorati e per la storia che è eternata nei musei dell’età edo che ho visitato.
Interessante è stata la visita del museo architettonico all’aria aperta d’edo-tokyo dove ho potuto ammirare le ricostruzioni delle case in legno dei primi anni del novecento. La città conserva gelosamente il suo patrimonio storico e culturale ma allo stesso tempo è una realtà estremamente dinamica come si nota dai numerosi grattacieli,dalle grosse industrie e dalla tecnologia all’avanguardia che è parte della quotidianità collettiva. Valentina4
Tuttavia Tokyo non è una città grigia perché a testimoniare la cura ecologica e attenzione dei suoi abitanti vi sono molte aree verdi. Inolte essendo stata ospitata da tre famiglie diverse, verso le quali provo grande gratitudine, ho potuto constatare la disomogeneità del tessuto urbano tra il centro sempre affollato e caotico e la periferia tranquilla.  Ho trascorso momenti di condivisione e divertimento al campo stringendo belle amicizie con persone provenienti da tutto il mondo, non sono mancate occasioni formative come una lezione sui grafemi.
D’altra parte è questo lo spirito che anima quest’associazione: un attegiamento di apertura verso la diversità. A coloro che mi hanno permesso di vivere questa stupenda avventura “arigatou gozaimasu”.

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