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11 giorni trascorsi in famiglia.
Altri 11 giorni trascorsi nel camp.
22 giorni indubbiamente straordinari.
Sono felice di poter affermare che ho visto Istanbul in tutta la sua bellezza.
Il lato asiatico e il lato europeo della città, come lo chiamano i Turchi di Istanbul, a gran voce urlano il loro passato storico e il loro presente. Quasi come fanno i venditori del Grande Bazar, uno dei mercati coperti più grandi e antichi del mondo.

Qui ho visto i colori delle tradizionali spezie che ho poi potuto assaggiare abbinate in deliziosi piatti tipici. Gli stessi colori accesi delle spezie, li ho visti nella forma di bombolette spray sui muri di Kadiköy, area residenziale di Istanbul nota per la sua arte di strada e i caffè trendy.
Ho passeggiato per le vie di Polonezköy, vecchio villaggio fondato da immigrati polacchi.
Ho cenato sullo stretto del Bosforo con la migliore compagnia, ragazzi di tutto il mondo riuniti grazie ai Lions. Con loro, ho saltato dagli scogli di Kinaliada, una delle Isole dei Principi nel mar di Marmara. Si stagliano con chiarezza tra i miei ricordi la tonalità di rosa di cui erano naturalmente dipinti gli scogli delle Pink Rocks, riserva naturale a Kefken, mentre in un'opposta oscurità ho attraversato le tre grotte interconnesse di Dupnisa.
Ma ciò che è stato più importante e ha reso incisiva l’esperienza, resta inesprimibile a parole. 
Le spontanee connessioni tra noi, ragazzi così diversi.
La voglia di conoscersi.
L’insensibilità al bisogno di dormire, perché volevamo tutti trascorrere il maggior tempo possibile insieme.
La curiosità, quasi invadente, che animava le nostre conversazioni.
Non dimenticherò mai la seconda famiglia, sparsa per il mondo, che i Lions mi hanno dato!

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