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Un mese a Istanbul: ecco l'avventura che inaspettatamente mi sono ritrovata a vivere a seguito della vittoria di un concorso di scrittura nella mia scuola, il Liceo Giulio Cesare di Roma. Non posso fare a meno di sorridere ripensando alla mattina in cui, riluttante, ho consegnato il mio elaborato in vicepresidenza. L'opportunità di partecipare a una tale esperienza è stata un'assoluta sorpresa, così come il fatto di visitare un paese tanto affascinante e culturalmente unico come la Turchia. Il 7 luglio, sull'aereo che mi avrebbe portato dalla mia Host family, cercavo di immaginare ciò che avrei vissuto nelle settimane seguenti, riempendomi la testa di idee e aspettative.
A posteriori, posso affermare con assoluta certezza di non aver avuto neanche una volta un motivo di delusione.

All'uscita dall'aeroporto sono stata accolta con immenso calore da Maral e da suo padre, il quale ci ha poi accompagnate a casa della madre e della nonna della mia Host sister. Fin dal primo istante mi sono sentita accolta con affetto sincero come parte della famiglia, legando con tutti i presenti. Io e Maral abbiamo scoperto di avere un'infinità di interessi in comune, dal cinema alla scrittura, per cui gli argomenti di discussione non sono mai mancati.
Nei primi giorni abbiamo visitato vari quartieri particolarmente pittoreschi e suggestivi di Istanbul, fermandoci a provare ogni tipo di deliziosi cibi tradizionali. Ciò che fin da subito mi ha colpito di questa città è stata l'immensa varietà di paesaggi coesistenti a pochi metri di distanza, che offrono ai visitatori scenari sempre nuovi e variegati.

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In seguito, ci siamo recati ad Avsa Island, una meravigliosa isola a 4 ore di barca da Istanbul, dove abbiamo passato una rilassante settimana al suon di sonore risate e di musica tradizionale, in compagnia delle simpaticissime vicine di casa della mia famiglia. Qui, tra scenari mozzafiato e acque limpide, il tempo è passato serenamente e senza fretta.

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Eppure, il momento di separarsi è arrivato, ma non c'è stato spazio nel mio cuore per la tristezza, poiché appena arrivata al Youth Camp sono stata accolta con la massima energia da staff e ragazzi, che nelle settimane successive hanno costituito un gruppo incredibilmente coeso e vivace. Le esperienze vissute in questi giorni sono state indimenticabili e ci hanno permesso di conoscere a fondo la cultura turca e le sue varie sfaccettature. Al contempo, non sono assolutamente mancati i momenti di svago, passati in piscina o ballando tutti insieme. Particolarmente interessanti e divertenti sono state le attività del Fashion show e della Talent night, che ci hanno permesso di dare sfogo alla creatività e alla forza dirompente che ha caratterizzato il nostro gruppo fin dal primo istante. Quel fatidico 28 luglio, dopo una notte passata a vegliare attendendo l'alba, le lacrime non sono mancate. I rapporti venutisi a creare in due settimane sono stati genuini e fraterni; sicuramente questi legami così forti non scompariranno facilmente. Sento di avere una connessione forte con tutte le persone che hanno condiviso con me questa esperienza indimenticabile, con tutti coloro che hanno dato sé stessi affinché tutto ciò fosse possibile. In particolare, vorrei ringraziare il mio liceo e il Club Lions Roma Pantheon del distretto 108, tutto lo staff, il Chairman e il Committee Secretary per avermi permesso di vivere una così bella esperienza.
Quella mattina invernale, di fronte all'ufficio della vicepresidenza, mi sono chiesta se volessi davvero consegnare il mio testo; ora sono estremamente grata alla vecchia me per averlo fatto.

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