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Mi chiamo Carola Rodigari e quest'anno ho partecipato al mio secondo scambio con i Lions nel Sud del Brasile.
Onestamente, a primo impatto, la notizia che sarei potuta partire per il Paranà non mi convinse molto. Ora, consapevole di quanto questa esperienza mi abbia arricchito, ritornerei in Brasile molto volentieri.
Grazie a questo viaggio non solo ho scoperto una nuova cultura, a tratti lontanissima dalla nostra, ma ho anche approfondito una "realtà" italiana parecchio diversa dalla mia. Infatti, ho trascorso 3 settimane assieme a Chiara, una ragazza del Sud Italia con cui ho stretto un bellissimo rapporto d'amicizia.
Ci siamo più volte confrontate sulle nostre città, le tradizioni, le abitudini alimentari e abbiamo inoltre costatato che non solo spesso risultava difficile comunicare con la famiglia in inglese, anche capirci a vicenda a volte era un'impresa ardua!

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 Io e Chiara non abbiamo nemmeno avuto il tempo di posare le valige che la prima famiglia ospitante ci ha portato presso le cascate di Foz do Iguazù. Un inizio con il botto, oserei dire. Il panorama toglieva il fiato, il clima fu piuttosto favorevole e i quati, così piccoli e teneri, erano dappertutto.
Sempre presso Foz do Iguazù abbiamo visitato il parco degli uccelli e la centrale idroelettrica più grande al mondo.

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Dopo questi due primi giorni intesi (a mio parere i più belli di tutta la mia esperienza) siamo andati a Toledo, dove abbiamo conosciuto i restanti membri della famiglia.
Toledo è una città meravigliosa, tranquilla e pulita. La nostra casa si trovava vicino ad un laghetto presso cui abbiamo avuto la possibilità di correre, andare in bici, con i roller e lo skateboard. La mia host family ha cercato sia di farmi divertire, andando a giocare a bowling e ai go-kart, sia di arricchire il mio viaggio, portandomi anche in Argentina e in Paraguay.
Completamente diversa è stata la settimana passata presso la capitale. Curitiba è una città caotica, fin troppo caotica per una ragazza che è abituata a vivere in un paesino di montagna: per spostarsi bisogna sempre usufruire del servizio "uber" o utilizzare la macchina e il traffico, unito ai costanti semafori, rende snervante tutti i tragitti. Per quanto riguarda la famiglia, anch'essa accogliente e disponibile, il problema ricadde nella comunicazione. La mia host mom si è, però, impegnata molto ad imparare l'inglese e, a volte, dei semplici sorrisi ti fanno sentire a casa più di molte altre parole!

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Della città, purtroppo, non abbiamo visto molto: le giornate erano incentrate soprattutto sul pranzo e la cena, intervallati da shopping e corse al parco Barigui. 
Gli ultimi giorni sono stati, infatti, caratterizzati da alti e bassi: la mancanza della propria famiglia e del proprio paese cominciò a farsi sentire e ad essa si unì una crescente malinconia per quelle persone che stavo per lasciare. Infatti, sono proprio quest'ultime il punto forte del Brasile, ciò che mi mancherà di più in assoluto!
Un grazie speciale a tutti coloro che hanno reso possibile questo mio viaggio e hanno fatto il possibile per renderlo indimenticabile!

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