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Quest anno il mio secondo scambio culturale con i Lions è stato in Brasile. Sono stati ben 22 giorni pieni di scoperte, esperienze, divertimento, conoscenze e legami.
I primi 11 giorni sono come volati. Sono stata precisamente nello stato del Paraná, in una piccola cittadina di 10 mila abitanti chiamata Toledo. Lì c’era la famiglia Pignataro, che ha ospitato me ed un’altra ragazza italiana, Carola.
Non potevamo chiedere un’accoglienza migliore ! Ci hanno fatto divertire, sorridere,ma soprattutto, ci siamo sentite parte di quella splendida famiglia ogni giorno di più . C’era Flavio, il nostro host dad, Che ci accontentava sempre, qualsiasi cosa volessimo fare;Paula e Ricardo, che hanno trattato me e Carola come due sorelle da portare in giro; e poi Elisa, una host mum simpaticissima, che sprizzava energia e felicità da tutti i pori.
Abbiamo visitato con loro le cascate di Foz Do Iguaçu. Non avevo mai visto una cosa del genere...abbiamo camminato per 10 km ed ogni 100 metri c’era una cascata. Alla fine del nostro percorso, poi, abbiamo attraversato un ponte che divideva due cascate e lì, con quel suono dell’acqua che cadeva a strapiombo si percepiva un’energia adrenalinica. 
Nei giorni successivi abbiamo visitato il “ parc d’aves” (parco degli uccelli) dove dopo aver visto le specie più rare di uccelli e scoperto per la prima volta come è fatto un vero coccodrillo, abbiamo assaggiato l’acqua di cocco e nel frattempo ascoltato un gruppo del posto che suonava e cantava.
Ho fatto per la prima volta il bagno in un lago e li ho provato a fare wakeboard...esperienza ahimè non andata come speravo poiché ero troppo poco esperta 
Ci hanno portato poi, a vedere la frontiera,che divideva Brasile, Argentina e Paraguay. È stato incredibile vedere come 2 fiumi potessero dividere ben 3 stati.
Durante la mia permanenza in Brasile ho scoperto sapori ed usanze nuove. Riso in bianco, carne e verdure che ad ogni pasto non mancavano mai e per dessert sempre un po’ di cioccolata o il brigadeiro se di domenica.
A malincuore però dopo 11 giorni, la mia compagna di avventura ed io abbiamo dovuto salutare quella famiglia a cui ci eravamo tanto affezionate e partire per un viaggio in autobus di 7 ore per Curitiba. 
Una volta arrivate nella capitale del Paraná abbiamo conosciuto quella che sarebbe stata la nostra seconda host family una grandiosa donna con un figlio 30enne che ci hanno fatto scoprire gli angoli più belli di quella metropoli di 2,5 milioni di abitanti. Abbiamo preparato per loro pasta artigianale portata dall’Italia al pomodoro che hanno gradito tanto.
Giusto vicino casa avevamo la “Japan square” dove Carola ed io andavamo ogni qualvolta avevamo un momento libero. C’erano ciliegi tutt’intorno e architetture che rimandavano al Giappone. 
La capitale aveva tanti musei come il MON che era a forma di occhio e tanti parchi dove fare jogging o magari solo rilassarsi un po’. Il più famoso era il giardino botanico dove c’era un enorme labirinto fatto di siepi, il quale presentava le tipologie di pianta più piccole e rare. 
Un giorno poi, la mia host family ci ha portato in una località di vacanze vicino al mare a 200km da Curitiba che abbiamo raggiunto con un treno. Ma questo non era un treno qualsiasi perché sembrava molto antico e raffinato, aveva delle grandi poltrone e divanetti dove venivano serviti pasti deliziosi.... insomma Sembrava di stare sul treno de “Assassinio sull’Orient Express “!!
Una volta arrivati abbiamo camminato lungo la spiaggia e ci hanno spiegato che quella brasiliana era la spiaggia più lunga del mondo con ben 7 mila km di sabbia.
Quel giorno fu speciale perché capii che tutto ciò che avevo visto, vissuto o visitato era magnifico e non c’era stato bisogno di vedere né Rio de Janerio né il Cristo Redentore.
Mi resi conto che quello scambio stava finendo ed era ora di tornare a casa anche se sentivo di restare ancora un po’ e raccontare ogni singolo momento che avevo passato in Brasile alla mia famiglia ed ai miei amici.
Sono stati 22 giorni che non dimenticherò mai perché ognuno di essi mi ha stupita, sempre in positivo. 
Ringrazio Maria Martino e Luciano Stanzione per la disponibilità e per aver fatto sì che io potessi prendere parte ad uno scambio culturale tanto tanto bello.