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Il mio viaggio è iniziato proprio con l’inizio dell’anno nuovo, insomma non potevo chiedere di meglio!
Prima settimana: Eldorado, Misiones. 40 ragazzi, tre nazionalità (Argentina, Italia, Messico) e tanta natura. Non parlavo spagnolo, odiavo tutto ciò che era “rustico”, come direbbero gli argentini, e odiavo giocare nel fango.  Seconda settimana: Santa Fe capitale e Barrancas.
Dalla selva alla città, dal Rio verde alla doccia con l’acqua calda. Tante nuove amicizie, tanti dolci e pizza, serate en Bolice (la discoteca) fino alle “sei de la manana”, vocaboli argentini inventati (Arreeee, per esempio, come per dire “see”) e una nuova hermanita argentina, Candela, la mia host sister.

Terza settimana: Rosario, Folac 2019 (Congresso Lions del Sud America e Caraibi).
Noi Leo partecipavamo come volontari. Amicizie sempre più strette, città nuova, chilometri macinati da un hotel all’altro, il mio spagnolo che iniziava a migliorare (anche l’inglese, stranamente) e altre serate en Bolice (ballerini di Cumbia e spirito festaiolo). Gli ultimi due giorni: Buenos Aires capitale. Ultima tappa del mio scambio invernale, tanta stanchezza, una città ancora più grande e diversa dalle precedenti, una città molto più sviluppata e ancora altro cibo delizioso.
Il primo giorno in campus mi dissero “Elena, nel bene o nel male, questa esperienza ti cambierà e sarai una persona nuova”. Ero scettica e preoccupata di quelle parole, ma ora non posso che confermarle.

Posso dire di essermi sciola, non odio più così tanto il “rustico”, mi sono buttata nel fango (divertendomi pure !!), ho dormito in un ostello (prima volta nella mia vita, sono sempre stata abbastanza comoda nei viaggi), ho provato di tutto dal dolce al salto e riesco a tenere un discorso sensato per qualche minuto senza sentirmi stupida e in difetto.
Insomma, un’esperienza che rifare altre mille volte, con loro, con la mia hermanita Argentina e i suoi amici.
Sì, perché gli argentini sono molto gentili, generosi e allegri.

L’Argentina è simile ma anche molto diversa dall’Italia. L’argentina è costituita in parte da emigrati italiani, di conseguenza la loro cultura, i loro cibi e le loro tradizioni sono molto simili alle nostre.
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Argentina5Per esempio sono grandi mangiatori di pizza e di pasta: la pizza ha uno spessore leggermente più alto del nostro e i tipi sono ovviamente americani, quindi pizza all’ananas, pizza con le salse e pizza all’ananas e zucchero liquido; la pasta è cucinata in tutte le salse: lasagne, spaghetti con la carne, spaghetti e verdure e riso e verdure. I loro piatti tipici, oltre la pasta e la pizza, sono: le empanadas (di verdura, di carne e di carne zuccherata), l’asado (arrosto alla griglia, carne alla griglia e verdure), il chorizo in salsa o alla griglia, la milanesa (cotoletta, pomodoro e mozzarella), il dulce de leche, il turon de avena, gli alfajores e le medialunas (simili ai nostri cornetti, dolci e salati). 


Argentina6Nella loro cucina ho trovato molte somiglianze alla nostra, anche se loro cucinano molto fritto, molto condito e la pasta spesso viene usata come contorno (in ITALIA NO!). La differenza sostanziale l’ho trovata nelle bevande, bevono tanto gasato e tante bevande dolci, l’acqua non è un bene primario per loro, la devi richiedere sennò non te la portano al tavolo.
In Italia la bevanda tipica da gustarsi con gli amici, in pausa o ad un appuntamento di lavoro è il caffè; in Argentina è il mate: una sorta di the amaro fatto con acqua calda e la jerba, come il caffe, può essere arricchito con lo zucchero o con il dolcificante.
Argentina7La particolarità del mate è che viene bevuto tutto il giorno, non ci sono orari ne occasioni particolari per berlo: in giro per le strade vedi le persone con un grosso termos tra le mani e un piccolo bicchiere di legno con una cannuccia, quello è il mate. Lo bevono durante le riunioni, durante i viaggi lunghi/corti, durante le uscite con gli amici, a casa mentre leggono un buon libro o parlano con i famigliari, insomma viene bevuto sempre.  Ultima similitudine della tradizione “culinaria” è il dolce: come in Italia, è buona educazione servire sempre un vassoio di biscottini e dolcetti agli ospiti o ai propri amici, il tutto accompagnato da un buon mate bollente.

Ho trovato più somiglianze nella cucina, per quanto riguarda il loro comportamento, il loro modo di fare e le loro usanze quotidiane, ho trovato una grande diversità. Gli argentini sono un popolo molto festaiolo, ogni occasione è ottima per accendere un po’ di musica, ballare e cantare tutti assieme; è un modo per unire, fare amicizia e divertirsi. Mi ricordo i viaggi in pullman, le sveglie mattutine, i pranzi, le serate, le uscite con gli amici, erano tutte buone occasioni per accendere la musica e ballare e nessuno si lamentava, anzi si aggiungevano al gruppo per ballare.  Inoltre sono molto ospitali, generosi ed educati: non c’era occasione in cui mi lasciavano da sola, si preoccupavano se per un secondo mi incupivo, cercavano sempre di raccontarmi qualcosa, di parlarmi delle loro vite, delle loro esperienze, mi prendevano in giro per la mia goffaggine nel parlare spagnolo, ma allo stesso tempo si complimentavano per il rapido apprendimento. Insomma, non li ho mai visti buttarsi giù per un minimo problema, non li ho mai visti incupirsi: si bloccava il pullman, nessun problema, si torna al campus a piedi! Piove e non si ha l’ombrello? Si corre sotto la pioggia ridendo e scherzando!
Un’altra usanza molto particolare è la siesta. La siesta è un momento SACRO e importantissimo per la loro giornata, è il loro momento di relax e di riposo, guai a chi gliela tocca. È una pausa lunga 3-4 ore in cui tornano dal lavoro per riposare.
Ultima differenza, ma non per importanza, è la condivisione. La condivisione per loro è fondamentale, è simbolo di fiducia e di voler bene ad una persona. Condividono tutto.

Argentina8Riassumendo, in 3 settimane ho scoperto un nuovo Stato, ho conosciuto persone fantastiche, sempre disponibili, ho vissuto come una tipica ventenne argentina, ho visitato luoghi meravigliosi, come le Cascate di Catarattas, ho assaggiato la loro cucina (che bontà!) e ho imparato lo spagnolo.
È un’esperienza che rifarei in tutti i suoi momenti, particolare, molto diversa dal mio standard.
A chi mi domanda degli scambi, rispondo come rispondevano a me: è un’occasione unica, un’opportunità da prendere al volo. Gli scambi ti cambiano, ti formano e ti aiutano a crescere a qualsiasi età, ti migliorano.