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Ancora una volta, tornato dopo la mia terza esperienza con gli scambi Lions, devo rivivere le sensazioni e i ricordi del mio periodo lontano da casa.
Questa volta però, la situazione era diversa: il mio viaggio in Armenia è stato unico in quanto ho avuto l’onore di essere il primo exchanger che ha avuto la possibilità di andare in quel paese. Ecco perché non ho partecipato ad un campo ma sono stato ospite di tre diverse famiglie.
I primi giorni ho soggiornato a casa di Zori, il responsabile armeno dello scambio.
Abitava a Yerevan, la capitale, città unica nel suo genere, che non saprei collocare in una categoria definita.


È una città moderna ma attenta alle tradizioni antichissime del luogo, europea ma che mantiene un forte fascino asiatico allo stesso tempo.
Dopo i primi giorni impiegati a visitare Yerevan, ho cominciato a conoscere anche l’Armenia più autentica, piena di bellezze naturali e architettoniche.
Dopo i giorni passati con Zori, sono stato ospite di una famiglia di Artashat, cittadina vicina alla capitale ma al riparo dal caos. Con la mia nuova famiglia ho avuto la possibilità di esplorare le campagne armene, ricche di paesaggi mozzafiato (monte Ararat e lago di Sevan) e di chiese e santuari isolati.


Negli ultimi giorni ho invece visitato Gyumri (la seconda principale città armena) con la mia terza famiglia, per poi ritornare a Yerevan, dalla quale sono partito per il viaggio di ritorno una quindicina di giorni dopo il mio arrivo.
Il popolo armeno è straordinariamente ospitale e ha in comune molte cose con noi: il senso dell’ospitalità, l’importanza della famiglia, il valore attribuito al cibo e allo stare insieme, la religione (anche se gli armeni si dichiarano cristiani apostolici).


Mi sento in dovere però di aggiungere un mio consiglio: si valuti l’Armenia solo con la consapevolezza di non avere la possibilità di conoscere coetanei provenienti da tutto il mondo, che è un aspetto fondamentale degli scambi Lions e che in questo paese sarà possibile solo con lo svilupparsi del progetto.