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Quest'estate ho avuto la fortuna di partecipare al Lions Youth Exchange a Berlino e senza dubbio è stata un'esperienza bellissima.
Sono partita per la Germania il 22 Luglio e nonostante non fosse né la prima volta che partivo da sola né il viaggio più lungo e complicato ero molto spaventata: alla fine dei conti stavo per partire verso un paese e tante, tante persone nuove.
La prima settimana a Berlino prevedeva la nostra permanenza in una famiglia, e devo dire di essere stata parecchio fortunata perchè i miei host parents si sono dimostrati subito estremamente disponibili e gentili nei nostri confronti.
"Nostri confronti" perchè oltre a me, c'era anche un'altra ragazza americana con cui condividevo la stanza.
Durante questa settimana siamo state completamente autonome sotto tutti i punti di vista: la mattina dopo esserci svegliate e aver fatto colazione con la famiglia prendevamo uno dei tanti fantastici mezzi di trasporto berlinesi alla volta di una qualsiasi meta.
Entrambe avevamo una lista di luoghi da visitare e in sette giorni siamo riuscite a vedere quasi tutto, certo, camminando e stancandoci moltissimo, ma ne è ovviamente valsa la pena.


Berlino è una città stupenda dalle mille sfaccettature, capace di cambiare il proprio volto a distaza di una sola fermata di Ubhan. 
Il centro della città è enorme, pieno di persone a tutte le ore, negozi, bar, è ordinato e pulito, con tantissimi turisti, soprattutto ragazzi; ma a distanza di qualche kilometro ci sono tantissimi quartieri che oserei descrivere come "alternativi" con le persone e i luoghi più disparati; ho visto un gran numero di edifici le cui facciate erano interamente ricoperte di disegni, murales e slogan e l'ho assolutamente amato. 
Abbiamo inoltre visto il memoriale per le vittime dell'olocausto, sia quello conosciuto a livelli mondiali dedicato agli ebrei, sia quello forse un pò meno conosciuto dedicato alle vittime omosessuali. Entrambi sono stati di forte impatto e molto toccanti, e ho apprezzato moltissimo la consapevolezza che i tedeschi hanno di ciò che è successo e la forza con cui cercano di rendere consci anche i turisti e le nuove generazioni in modo che la storia non si ripeta. 
Ad ogni modo la sera tornavamo a casa e cenavamo con la nostra famiglia, principalmente cucinava la mamma ospitante perchè era un'appassionata di cibo e cucina, ma a volte siamo anche andate in ristoranti, come quando mi ha fatto provare per la prima volta cibo vietnamita che, per mia grande sorpresa, era delizioso, o quando ci ha portate a mangiare la pizza (in quanto italiana ero un pò spaventata) che alla fine dei conti non era poi così male.
Abbiamo legato con la nostra host family e quando è arrivato il momento di andare al campo siamo state un pò tristi, ma molto emozionate per quello che ci aspettava.
Le due settimane seguenti erano appunto le settimane di campo, che si sarebbe svolto in un ostello a Charlottenburg. Quando siamo arrivate c'erano già molti dei ragazzi con cui avrei condiviso le mie giornate, così dopo esserci sistemate nelle nostre stanze abbiamo deciso di andare a fare una passeggiata nel quartiere tutti insieme. 
Ricordo di aver guardato quel gruppo di ragazzi che camminava e chiacchierava attorno a me e di aver pensato che quelle persone sarebbero state la mia famiglia per le settimane a venire e che in un modo che ancora non conoscevo, avrei trovato degli amici speciali con cui condividere tutto in quei giorni.
E così è iniziata l'sperienza del campo. 
Ogni giorno ci svegliavamo presto e dopo aver fatto colazione all'ostello, i responsabili dello scambio e gli accompagnatori del giorno (perchè sì, ogni giorno c'erano persone nuove che ci facevano da guide nella "concrete jungle" che è Berlino) ci venivano a prendere per accompagnarci nelle varie tappe che erano state pianficate per noi. 
Ogni giornata veniva organizzata e finanziata da un Lions Club di Berlino diverso, in questo modo abbiamo avuto l'opportunità di conoscere le moltissime persone che avevano lavorato per rendere questa esperienza possibile e siamo riusciti a visitare tanti quartieri di Berlino, ognuno dei quali aveva moltissimo da offrire a noi ragazzi. 
Le giornate erano molto lunghe e piene perchè c'erano sempre cose da fare, persone da incontrare e luoghi da vedere, perciò quando la sera tornavamo all'ostello eravamo stremati: camminare per ore sotto al sole cocente è più faticoso di quanto si pensi! Ad ogni modo, nonostante la stanchezza la maggior parte delle sere noi ragazzi ci riunivamo nella lobby per chiacchierare e passare del tempo insieme, e questo ci ha permesso di creare un legame ancora più forte.
Una delle attività che mi è piaciuta di più è stata quella di creare dei graffiti durante la giornata che abbiamo passato al Grafiti Workshop, dove un esperto ci ha spiegato come effettivamente si realizza un graffito e ci ha dato qualche consiglio su cosa fare in quella che poi sarebbe stata un'opera collettiva. È stato molto bello perchè Berlino è una città piena di graffiti (basti guardare la East Side Gallery), street art e modern art e ho capito perchè: avere la possibilità di imprimere non su carta, ma su un muro, sulla pietra, sul cemento, le proprie idee, ti dà quanto meno l'impressione che quello che hai da dire, che vuoi comunicare, sarà ascoltato; che è lì ed è indelebile. 
Trovo che rendere questo tipo di attività legale sia molto intelligente e che esprima bene l'essenza di Berlino.
Durante il camp sono stati organizzati per noi diversi city rally, che per chi non lo sapesse sono come delle cacce al tesoro con delle domande che ti possono portare anche dalla parte opposta della città per ottenere la risposta. Il primo è stato a Berlino centro: partendo da Friedrich strasse abbiamo girato tutte le starde principali per rispondere a delle domande e per fare delle foto. Il secondo a Kreutzberg, un quartiere appena fuori dal centro.
Questa esperienza è stata straordinaria e sono estremamente grata di avere avuto la possibilità di prenderne parte, sia perchè mi ha permesso di vedere una città magnifica come Berlino con occhi diversi, sia perchè ho incontrato persone fantastiche che mi hanno lasciato un segno e con cui sono sicura manterrò buonissimi rapporti. 
Ho creato delle amicizie stupende e mi sono innamorata della città e non credo che potrei essere più grata e felice!