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Sono partito in aereo il 14 luglio 2018 di prima mattina dall’aeroporto di Bologna per arrivare a Copenaghen nel primo pomeriggio.
Al mio arrivo ho subito attaccato allo zaino fornito dal mio distretto Lions la bandiera Italiana per essere riconosciuto e incontrare la mia “host family”.
Da subito mi hanno accolto nel modo migliore che ci possa essere. È stata simpatia a prima vista. Già durante il viaggio abbiamo conversato di molti argomenti. Arrivato a Tune (il paese in cui sarei stato ospitato) sono stato accolto con un pranzo tipico danese. La sera stessa ho partecipato a una festa di quartiere con il mio “host brother” Benjamin tramite il quale sono stato introdotto alla comunità con la quale sarei stato per sette fantastici giorni.
Una accoglienza stupenda!

La settimana, divertendoci molto, è passata molto in fretta e nel migliore dei modi grazie alle visite ai vari laghi della zona in cui ci siamo divertiti in compagnia, tra bagni e partite di calcio approfittando del clima particolarmente favorevole. Nei giorni successivi abbiamo visitato varie volte la città di Copenaghen, Roskilde (sede della chiesa reale) e Vordingborg dove ho avuto la possibilità di conoscere i nonni di Benjamin, molto curiosi di avere a pranzo con loro un ragazzo proveniente da un paese straniero, mediterraneo, quindi con una cultura e abitudini molto diverse. Al termine della fantastica settimana mi sono trasferito al “camp A Denmark” situato a Broderup, un campus dotato di ogni confort, dalle palestre alle biblioteche.
Il tema del campo era la natura e nell’ arco delle due settimane le attività si sono sempre svolte nella natura danese immersi tra i campi e i laghi della bellissima regione dello Sjaelland.
Le attività erano volte a far relazionare noi ragazzi, provenienti da ogni parte del mondo nel miglior modo possibile secondo lo spirito danese che, devo dire, è accogliente e senza pregiudizi. Una delle esperienze più indimenticabili è stata trascorrere una notte in campeggio dopo una lunga gita in canoa. In alternanza ai momenti di divertimento a contatto con la natura ci sono stati momenti dedicati alla cultura e alla conoscenza del territorio danese come, per esempio, la gita all’isola di Mon dove abbiamo visitato il museo delle scienze naturali per poi concludere la giornata con un bagno nel Mar del Nord.
A metà della prima settimana abbiamo avuto l’occasione di organizzare il “midway party” in cui ognuno ha dovuto organizzare uno spettacolo oppure mostrare un talento personale sia ai camp leader sia alla famiglie tornate a Broderup per passare un’ultima giornata con noi ragazzi prima dei saluti finali. La festa è durata tutto il giorno concludendosi con una serata “discoteca” protrattasi per tutta la notte.
L’ ultima settimana probabilmente è stata la più veloce. Quando tra i ragazzi si crea un clima di forte amicizia e divertimento il tempo, anche se con tanto dispiacere, passa in fretta.
Con uno spirito simile a quello della prima settimana, siamo arrivati all’ ultimo giorno: il momento del saluto. Il giorno più triste dei ventuno passati in Danimarca.
Nel giro di poche ore ci siamo dovuti salutare uno ad uno lasciando spazio alla tristezza e logicamente anche alle lacrime poiché consapevoli del fatto che stavamo per separarci al termine di una esperienza di vita e di amicizia indimenticabili, ospiti di un popolo semplice ed accogliente, senza la certezza di poterci rivedere.
Nonostante tutto ciò siamo ancora tutti in contatto e coltiviamo la certezza di rivederci in un modo o nell’altro.
In considerazione di tutto ciò, sono felice di avere vissuto una esperienza così bella e ringrazio il Lions International per l’opportunità che mi ha dato. La mia famiglia ed io abbiamo ospitato a nostra volta un ragazzo straniero e ho compreso pienamente il senso di accogliere qualcuno mettendomi nei suoi panni, lieto di poterlo mettere a suo agio come io mi sono sentito presso la famiglia danese che non dimenticherò.