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Che dire...questa è stata la mia prima esperienza con i Lions, e anche il mio primo viaggio in aereo, ma nonostante ciò, ho deciso una delle destinazioni più lontane dall’Italia, la Nuova Zelanda. 
Un viaggio lungo e stancante, 24 ore di volo per arrivare in uno dei posti più belli del mondo, sia dal punto di vista dei paesaggi che delle persone, gentili, disponibili e pronte ad aiutarti in qualsiasi situazione, sopratutto con la lingua.
Le prime due settimane le ho passate nell’isola del Sud della Nuova Zelanda, nel Distretto di Gore, vicino a Invercargill.
Ho soggiornato in una fattoria in mezzo a campi e pecore, con giornate prevalentemente fredde.
In quelle due settimane sono andata in diversi posti, come Bluff, la punta estrema dell’isola del sud, Invercargill, Dunedin, il lago Te Anau e le grotte Luminosa (bellissime), il giadino Maple Green (un posto affascinante), Queenstown, una città molto battuta dai turisti, con tante cose da visitare, come lo skyline, Alexandra e tanti altri posti

Una famiglia carina e ospitale che mi ha fatto passare le prime due settimane facendomi sentire parte della famiglia, lasciandomi un po di nostalgia il giorno della mia partenza per Wellington.
Stando in una fattoria mi sono avvicinata al modo di vivere degli allevatori di pecore, salendo sul trattore per andare a dare da mangiare alle pecore, affondando di mezzo metro nella mota dei campi per aprire i cancelli dei campi, ho provato anche l’esperienza di tosare una pecora, anche se con la mano un po tremante nel rischio di fargli male.
Poco prima di partire a Gore ha nevicato, cosi ho avuto la possibilità di fare qualche pupazzo di neve.
Arrivata a Wellington ho incontrato l’altra famiglia che mi ha ospitato per altre due settimane.
A differenza delle prime due settimane nel sud, dove eravamo liberi di andare dove volevamo, a Wellington i Lions hanno buttato giù un programma per le due settimane.
Inoltre, le giornate le ho passate con altre due ragazze, Sofia di Sondrio e Moona di Helsinki, tranne il sabato e la domenica che abbiamo passato con le host family.
Ogni giorno o io o le ragazze si prendeva il treno, per incontrarci a Wellington, dove stavo io, o ad Hupper Hutt, dove stavano Sofia e Moona. Successivamente un rappresentante del Lions ci veniva a prendere in macchina e si andava o in giro per Wellington o da altre parti.
A Wellington abbiamo visitato diversi musei, tra cui il più famoso il Te Papa, molto bello, poi siamo andate sul lungomare, anche se Wellington è una città molto ventosa.
Poi siamo andate sul Monte Victoria, per osservare un bellissimo panorama di tutta la città, Zealandia, un parco in città che puoi visitare sia di giorno che la sera.
Noi siamo andate di sera e abbiamo visto il Kiwi.
Fuori dalla città siamo state su diverse spiagge, come Foxton beach e Kapiti coast.
Altri posti visitati sono stati Paraparaumu, Weta Workshop ( casa produttrice dove fanno gli effetti speciali per film come Il Signore degli Anelli, lo Hobbit e altri), Masterton, un’ altra fattoria di pecore molto più grande di quella delle prime due settimane, dove siamo andate in giro per i campi in collina con i quad.
Il penultimo giorno era la giornata della cucina, e io e la ragazza Italiana abbiamo fatto la pasta con il pesto fatto in casa.
L’ultimo giorno era shopping in città da sole, siamo andate in giro per i negozi della città e abbiamo mangiato a un giapponese.
La cucina Neo Zeladese per molti aspetti assomiglia a quella inglese, quindi posso dire agli italiani che ci vanno che un po di mancanza dal cibo italiano la sentiranno.
Anche la seconda famiglia era perfetta, e la host mum prendeva lezioni di italiano perchè una delle figlie abita a Trento, cosi ho potuto dargli aiuto con i compiti e con la grammatica italiana.
Inoltre entrambe le famiglie mi hanno lascito dormire fino a tardi quando era possibile.
Concludendo posso dire che la Nuova Zelanda merita di essere vista una volta nella vita, sopratutto per i paesaggi che offre, e anche per alcuni animali bizzari che vi abitano.
Il clima è freddo, perchè a Luglio laggiù è inverno, ma è un freddo non troppo gelido, sopratutto al Nord.

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