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Quest'anno, grazie allo Youth Exchange del Lions, sono stata in Canada, più precisamente nel Distretto A2.
Ho lasciato l'Italia il 27 di giugno e sono arrivata all'aeroporto di Toronto lo stesso giorno. Venni accolta all'uscita del terminal da Jim, un Lion canadese.

Dopo la delusione per non essere partita l’anno scorso, quest’anno l’attesa era più grande, l’emozione ancora più forte e la voglia di viaggiare davvero irrefrenabile.

Fino al giorno della partenza, però, non avevo a pieno realizzato a cosa stavo andando incontro.

Così iniziava l’intervista del  The  Winchester Press, quotidiano della città di Winchester, che ha dedicato mezza pagina allo scambio Lions avvenuto nella regione canadese, dove sono stata partecipe con altre due ragazze.

Ciao a tutti! Mi chiamo Francesca Giraudo e quest’estate, grazie al Lions Club, ho trascorso un mese indimenticabile nella cittadina canadese di Tiny, a circa due orette da Toronto.
Avevo da sempre nutrito un certo interesse per il Canada e per i suoi paesaggi mozzafiato.
Così non potevo che essere felice per questa nuova avventura che si prospettava dinnanzi a me. Tuttavia, non nascondo un po’ di paura prima della partenza, poiché era la prima volta che andavo dall’altra parte dell’oceano senza i miei genitori. Oggi, ad esperienza conclusa, posso affermare che il Canada mi abbia cambiato: mi ha reso una persona più consapevole, indipendente, ma, in particolar modo, sono riuscita ad abbattere il muro della timidezza e a vivermi appieno questo scambio.

Hi to everybody! I’m Filiberto, I’m twenty one years old, I am Italian and I’m visually impared.

This summer I’ve spent a fantstic holiday at Lake Joseph Centre in Canada, which is 200 kilometres away from Toronto in Ontario part. The centre was structured for people blind and visually impared, so for example everything was without steps, etc.

 

Quest’anno ho avuto la fortuna di partecipare al progetto di scambi giovanili del Lions e devo dire che è stata un’esperienza a dir poco fantastica in cui ho avuto la possibilità di conoscere nuove persone e di crescere sia culturalmente che personalmente. La mia destinazione era la Bulgaria, ho viaggiato in aereo per la prima volta e sono arrivata a Sofia il 26 giugno. Lì mi aspettavano il papà e la figlia della mia “host family” e la sua migliore amica, la quale avrebbe ospitato in casa sua un’altra ragazza italiana a partire dal giorno seguente e con la quale ho legato molto.

Il mio viaggio in Bulgaria è iniziato da Firenze con tante aspettative e qualche perplessità per la destinazione inusuale. L’accoglienza a Burgas è stata unica: erano presenti entrambe le famiglie che mi hanno ospitato per i dieci giorni, ma la prima impressione è stata anche di isolamento per la loro lingua completamente sconosciuta. Questa sensazione è svanita gradualmente, ovviamente grazie all’inglese che ci accomunava e grazie alle iniziative organizzate dalle famiglie per me. Ho potuto visitare e apprezzare la Bulgaria e i suoi bellissimi paesaggi ricoperti di foreste interrotte da piccoli villaggi. La città di Svilengrad è immersa nel verde, cosa che contrasta con gli edifici che dell’esterno sembrano trascurati, se non abbandonati.

 

Giorno 1. Domenica 26/07/2015

Preso volo da Brindisi e dopo attesa da Roma. Prima esperienza in assoluto, ma è andata bene. Sbarco a Minsk e disbrigo ultime formalità. Accoglienza ospitale. Subito a mio agio. Buona cucina e casa comoda. Solo qualche problema a comunicare con la famiglia a casa, per via dell'operatore telefonico. 

Foto copertina - Camila, la mia prima host sister

Prima di cominciare a parlare della mia esperienza oltreoceano, è per me importantissimo ringraziare coloro che hanno permesso a me e centinaia di altri ragazzi da tutto il mondo di vedere cose straordinarie

Questo è stato il mio primo scambio giovanile Lions e non poteva essere migliore. Passare un mese in Brasile, nel Rio Grande do Sul, è stata un’esperienza bellissima che mi ha permesso di conoscere persone meravigliose e visitare un paese ricco di cultura e posti incredibili.

Ho 15 anni e l’idea di partire per un mese per un paese così lontano come il Brasile, che come prima esperienza all’estero da sola non mi sembra poco, non era delle più entusiasmanti: troppo tempo, troppo lontano, troppi amici da lasciare…

Ma appena scesa nell’aeroporto di San Paolo e conosciuta la mia prima host family ho avuto la chiara consapevolezza che stavo per vivere un’esperienza indimenticabile. Così è stato.

Le due famiglie che mi hanno ospitato per 15 giorni ciascuna a San Jose dos Campos erano molto diverse e questo mi ha permesso di conoscere tutte le sfumature sulle abitudini e attività brasiliane.

Quest’estate ho vissuto per la prima volta l’esperienza degli scambi giovanili Lions in Brasile: a Rio Grande do Sul e a Rio de Janeiro.

Inizialmente, a pochi giorni della partenza, ho avuto un po’ di paura, considerando che era il mio primo viaggio da sola, in un posto così lontano e per così tanto tempo, quindi sono partita a malincuore perché non sapevo assolutamente cosa mi aspettava. 

Dopo un lungo viaggio dove curiosità e agitazione continuavano ad aumentare, giungo all'aeroporto di São Paolo nella mattinata di un'umida giornata invernale brasiliana.
Ad accogliermi all'uscita ci sono i miei host parents, Marcelo e Juliana, che, dopo avermi abbracciato e baciato, mi comunicano immediatamente che il giorno successivo saremmo
ripartiti alla volta di Rio De Janeiro.

10 febbraio 2015, sul mio cellulare compare la notifica di una e-mail: controllo come sempre alla leggera credendo sia pubblicità; in realtà è una proposta del LIONS CLUB per un viaggio in Brasile.

Quel giorno quella proposta la definii una mail, oggi preferisco chiamarla “porta”…

 

Quest’anno grazie al programma di scambi culturali del Lions international, ho avuto la magnifica  opportunità di viaggiare in Australia, uno dei paesi più belli del mondo.

È stata un’esperienza magnifica, da rifare altre mille e mille volte. Tre settimane in Austria (di cui una ad Innsbruck e due a Voralenberg, vicino Bregenz) sono volate; la famiglia era la migliore che si potesse desiderare: Marlies e Dieter sono delle persone squisite, allegre, gioiose e grintose, ogni giorno facevi un sacco di nuove attività.

L’esperienza di scambio culturale che ho provato quest’anno è stata una cosa unica, che mai avevo provato fino ad ora e che mi ha lasciata entusiasta.

In effetti è proprio così: cercare di esprimere con le parole le sensazioni e le emozioni vissute durante questo bellissimo mese trascorso dall’altra parte del mondo è quasi impossibile.
Ci proverò, comunque, lo stesso.
Dopo aver consegnato la valigia al check –in, partenza destinazione Sydney con scalo ad Abu Dhabi; nell’aereo primi incontri con gli altri fortunati, fra i quali quello che sarebbe stato il mio coinquilino durante il soggiorno in famiglia.
Arrivato alla meta, dopo i vari controlli doganali, mancava solo un passo per incontrare la famiglia: il ritiro bagaglio… in effetti questo passaggio non è mai avvenuto!
Quindi ho incontrato i miei “genitori”, Steve e Caroline, che per evitare di farci sentire troppo il Jet-lag ci hanno portato in giro per farci adattare al loro fuso orario.

Era l’alba, io ero appena sveglio e  accanto a me seduti sull’ aereo c’era una coppia olandese, con cui avevo intrattenuto qualche piccolo discorso per accelerare quelle 20 ore di volo per arrivare in Australia.