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Hi, I’ m Elisabetta Rocchetti from Bergamo, in Lombardia. I went to Germany this June thanks to Lions Club International. It was the first experience for me (travelling by plane on my own and staying so far away from my home) and, I don’t know why, even if I’m almost celebrating my 17th birthday, I wasn’t so scared about the flight and all the rest on that day. Everything was fine and my host mum and sister were waiting for me at Düsseldorf airport. The first moment I had to speak in English was horrible, but my host sister Liz was so polite and patient to explain to me all I needed. Everything, everyone, every moment I spent with my host family is unforgettable…Really. During that first period in Germany I learnt many things about German lifestyle. My host family showed to me so many attractions and landmarks next to Mülheim, the city where I was staying, and I was having so much fun with them! Unfortunately, I can’t speak German, but thanks to this experience (and my host family, that was so polite and available to help me) I have improved my English (I hope so). I couldn’t meet a host family better than the Watermann family.

Aver fatto parte del Lions Youth Camp program è stato come far parte di una grande famiglia.
Ognuno del Lions Club e del Leo Club ci ha fatto sentire caldamente accolti e a casa, quasi come un dono da ogni nazione.

Ho trascorso la prima settimana con una famiglia ospitante, come anche tutti gli altri.
Non avrei immaginato host family migliore della mia: abbiamo iniziato a volerci bene sin dal primo momento; abbiamo condiviso interessi, pareri, sorrisi, segreti come veri amici.

Questo è stato il mio primo Lions camp, prima di partire quindi non sapevo cosa mi avrebbe aspettato, ma ne ero parecchio incuriosito. 
Il viaggio non é iniziato nel migliore dei modi dato che, tra volo perso e ritardi, sono arrivato alle 2 di notte al campo. I signori Brommundt, responsabili del campo, sono stati gentilissimi nel venirmi a prendere all'aeroporto nonostante l'orario.

In merito al soggiorno in Germania tutto si è svolto al meglio, sia nel campo che in famiglia, mostrando da parte dei Lions e specialmente degli organizzatori e dei group leader estrema e minuziosa organizzazione,  seria professionalità, ma anche disponibilità e umanità. 
Al termine del campo ci è stato fatto compilare un feedback che è stato consegnato ai Lions.

Eppure sembra solo ieri che mi sono svegliata la mattina presto, mi sono diretta in aeroporto, ho abbracciato con forza i miei genitori e da sola mi sono diretta verso il gate che mi avrebbe condotto all’aereo diretto per Lipsia. Era la seconda volta nella mia vita che salivo su un aereo, ma soprattutto la prima in cui da sola viaggiavo all’estero verso un posto che conoscevo solo per sentito dire e per ciò che avevo letto su internet due settimane prima della partenza. La paura si faceva sentire parecchio ma comunque mi spingeva avanti la curiosità di scoprire cosa c’era di speciale in quel Paese tanto conosciuto per la birra e per i wurstel.

Sin dalla prima volta che mi è stato descritto il progetto Lions dei camp internazionali ho pensato (e come potevo non farlo?) che fosse molto interessante, coinvolgente ed utile sotto molti aspetti, ma adesso che ho vissuto quest’esperienza in prima persona devo ammettere che ha superato persino le mie più rosee aspettative. Per prima cosa la famiglia dalla quale sono stato accolto è stata molto premurosa e cortese nei miei confronti, coinvolgendomi nelle loro attività, nella loro vita quotidiana ed organizzando “gite” per me; grazie a loro inoltre sono riuscito ad apprendere i rudimenti della lingua tedesca.

La mia avventura ha avuto inizio il 10 agosto 2015 quando, dopo aver cambiato due aerei e due treni, sono arrivata in serata alla stazione di Osnabrück, dove ad accogliermi ho trovato il mio papà ospitante, Tobias, con il figlio Dominik, di 10 anni.
Da lì mi hanno portata a Bramasche, il piccolo paesino a circa 20 km da Osnabruck dove vivono. Arrivati a casa, c’erano ad aspettarmi anche la mamma ospitante, Melanie, la figlia più piccola, Larissa, di 7 anni, e Sonja, una ragazza finlandese di 18 anni che insieme a me avrebbe preso parte a questo Peace Camp.

 

Il tutto è cominciato quando la presidentessa del leo club della mia città ha presentato a scuola un progetto nel quale dovevamo disegnare una locandina inerente al periodo tra le due grandi guerre, che sarebbe stata usata anche per un convegno inerente appunto al tema della guerra.
Non fummo in molti a partecipare a questa iniziativa, tuttavia mai mi sarei aspettato di vincere! Quando ricevetti quella telefonata, che avrei vinto un viaggio in un paese europeo, ero al settimo cielo.
Poi però iniziarono anche i primi dubbi e le prime ansie, “ma ce la farò a stare via 3 settimane da solo?”, “sarò in grado di orientarmi in aeroporto?” “e se mi trovo male come faccio?”.

Prima di raccontare brevemente le esperienze che ho vissuto in Finlandia, vorrei ringraziare la vostra associazione per avermi dato l’opportunità di partecipare a questo scambio culturale, in particolare il LC Velletri Host che ha organizzato il Concorso Scolastico da me vinto partecipando totalmente alle spese di viaggio; inoltre un grazie particolare ai lions Fabrizio Carmenati e Maria Martino che mi hanno accompagnato passo per passo fino alla mia partenza.

La mia esperienza in Finlandia è iniziata il 18 luglio, quando la mia host family è venuta a prendermi all’aeroporto di Helsinki. In meno di un’ora di auto siamo arrivati a casa. Dopo aver disfatto le valigie abbiamo cenato con una zuppa di salmone e patate molto buona e dopo abbiamo visto un film in tv. In Finlandia la televisione è in lingua inglese con i sottotitoli in finlandese. Il giorno seguente siamo andati ad Hamenlinna, dove abbiamo visitato il castello medievale, il museo e un parco chiamato Aulanko che aveva una torre con una vista spettacolare dalla quale si poteva ammirare un’immensa foresta e splendidi laghi.

20 luglio , l'aereo per Helsinki mi aspetta. 
L 'emozione é tanta e la voglia di scoprire e conoscere altrettanto. Quando arrivo all'aereoporto di Kuopio incontro la famiglia e andiamo a casa. Ho passato in famiglia 11 giorni e altri 10 in campo. La famiglia era composta da due anziani signori , purtroppo senza figli o altri ragazzi stranieri loro ospiti. I due host parents non erano molto loquaci , la maggior parte del tempo parlavano in finlandese e parlavamo con me solo se io li interpellavo.

Inizio questo report di viaggio premettendo che questa è stata la mia prima esperienza di questo genere e ringraziando in anticipo tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione della stessa.
La mia esperienza, come quella di molti altri, alcuni giorni prima dell'effettiva partenza; le giornate erano inzuppate in una generale euforia mista a preoccupazioni varie, come per esempio l'organizzazione dello spazio interno alla valigia.
Tuttavia non mi rendevo ancora conto di quello che stavo per affrontare, dove stavo per andare a spendere tre settimane della mia vita.

In questo momento mi trovo nell’aeroporto di Helsinki aspettando l’aereo che mi porterà a casa dopo 3 settimane passate qui in Finlandia. 
Il giorno della mia partenza, il 16 Luglio 2015, ero emozionata e preoccupata allo stesso tempo , prima di tutto perché era il mio primo viaggio completamente da sola e poi “chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova” appunto, stavo andando incontro ad una cultura completamente diversa dalla mia!

L’esperienza più bella della mia vita, oserei dire, stimolo di crescita e apertura mentale. 
Mi sono ritrovata, per la prima volta della mia esistenza in un luogo completamente sconosciuto, del quale sapevo solo qualche nozione ricavata da Internet e dai libri, immersa da persone che parlavano una lingua diversa, con un differente modo di ragionare e vivere.

La Finlandia, posto conosciuto come uno dei paesi con il numero di suicidi più alto al mondo.
Io invece vi dico che in quel posto ho ritrovato e capito me stessa.
Ho trovato me stessa sopratutto nelle mie prime due settimane.
Mi trovavo ad Ulvila, da quanto ho capito un comune di Pori, quando ho appreso che in Finlandia avrei capito ciò che realmente volevo.
Il primo bar era a 8 km di distanza ed il centro di Ulvia era composto da un benzinaio ed una farmacia.
Le prime giornate passavano lente insieme ai pomeriggi a visitare città e musei, la sera arrivava con una bella sauna calda.

Alle 10.30 del 19 luglio 2015 è iniziata per me un'avventura inedita e sorprendente; di lì a poco avrei iniziato un programma di scambi giovanili organizzato dal Lions Clubs International, premio di un concorso scolastico che con qualche meraviglia mi ero aggiudicato a gennaio!
Ero contento certo, ma allo stesso tempo timoroso; avrei dovuto parlare esclusivamente inglese con persone mai viste prima, in un Paese in cui non ero mai stato e che non conoscevo assolutamente: la Fionlandia.
Per fortuna, però, già all'aeroporto di Venezia e poi ancora ad Helsinki ho trovato altri ragazzi italiani con i quali avrei compiuto il viaggio.

Caro Fabrizio,
innanzitutto volevo ringraziare voi Lions al completo per la magnifica esperienza che mi avete donato e il supporto che ho ricevuto quando sono rimasta bloccata a Parigi! 
Benché non credo sia un problema dei Lions colgo l’occasione per sottolineare il disagio creatomi dall’essere rimasta bloccata lì a causa del lieve ritardo della compagnia aerea e aggiungere che, secondo la mia personale opinione, scali di meno di un’ora (soprattutto in un aeroporto così grande), non dovrebbero essere proposti dall’agenzia La specola, specie a ragazzi così giovani e con minima esperienza. Volevo comunque ringraziarti per la disponibilità che hai mostrato nei miei confronti e la prontezza con cui mi hai aiutata nel risolvere questo disguido che non è nulla se paragonato alla bellezza dell’esperienza che mi attendeva ma che, in quel momento, mi appariva come la fine del mondo. Vorrei inoltre portarti a conoscenza del fatto che grazie anche, e soprattutto, al tuo supporto psicologico, ho evitato le lacrime!
Il resto del viaggio è stato assolutamente magnifico: splendidi paesaggi, natura incontaminata, accoglienza calorosa e disponibilità dalla famiglia e da chiunque incontrassi, cultura non molto diversa dalla nostra benché abbia avuto la possibilità di sperimentare nuovi sapori, nuovi odori e nuove emozioni!
Quello che segue è il mio report

Io e Lisa (la ragazza biondissima), compagne di avventura in Finlandia.
Mi è molto difficile rispondere alla domanda ''Allora, com'è andata in Finlandia??'' senza sorridere e mordermi la lingua poiché ne potrei stare a parlare per ore.
Io e la mia host sister austriaca (Lisa) all'inizio del nostro soggiorno, guardandoci negli occhi, avevamo detto che ogni settimana sarebbe stata migliore e più soleggiata della precedente. Effettivamente, il clima è migliorato solo alla conclusione del soggiorno, mentre sulla prima premessa non ci eravamo sbagliate: l'esperienza in Finlandia è partita bene e si è conclusa meglio.

La mia esperienza in Finlandia è stata fantastica. Ho trascorso tre settimane bellissime in compagnia della mia host-family e dei miei amici, incontrando difficoltà nella vita di tutti i giorni, riportandomi alla mente casa mia.

Le prime due settimane sono stata con la mia host-family che è sempre stata gentile e disponibile con me, facendomi sentire veramente a casa. Tutte le famiglie a volte hanno delle divergenze e forse è stata proprio una di quelle a farmi capire che anche se siamo in ambienti e contesti completamente diversi, alla fine siamo tutti un po' uguali, ognuno con i propri problemi, le proprie attività e le proprie abitudini. Questa era una delle cose che nel mattino finlandese mi faceva sorridere.