Il nostro sito fa uso di cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a navigare accetti l'uso di questi file.

Quest'anno tramite i Lions mi è stata concessa la possibilità di compiere la mia prima esperienza estera,in Ungheria, e precisamente l'esperienza più bella ed emozionante della mia vita. Cercare di esprimere con queste poche parole quello che ho provato durante questa formidabile avventura è difficile se non impossibile e non nascondo che mentre digito la tastiera mi fermo a riflettere e a ricordare con tanta gioia ma anche con tanta malinconia i miei compagni di viaggio. 

Trovo molto difficile trasmettere attraverso delle parole quello che ho vissuto durante la mia esperienza nello Scambio Giovanile Lions: le tante emozioni, i profondi legami, le risate, la sensazione di sentirmi a casa e di vivere assieme ad amici conosciuti da sempre.  
Quest'esperienza ha lasciato un segno profondo nella mia vita.
Ma partiamo dal principio: dall'aeroporto di Perugia. Primo volo preso da sola, prima esperienza all'estero da sola (in un paese di cui non conoscevo la lingua). Ero al contempo elettrizzata e terrorizzata
Scalo a Roma.
Arrivo a Budapest

Ciao, vi racconto della mia prima esperienza avvenuta grazie al Lions Club.
So che la mia “selezione” è avvenuta in modo un po’ diverso rispetto a quello tradizionale; un giorno a scuola è passata una circolare che invitava chi fosse interessato a partecipare a questi camp a farlo presente in vicepresidenza e dopodiché, sarebbe stato selezionato una sola persona tra i candidati. Senza pensarci due volte mi sono diretta i vicepresidenza e ho dato il mio nominativo. Da quel giorno è passato circa un mese e mezzo poi finalmente mi hanno comunicato che avevano scelto me in base alla mia media di inglese. Hanno preso infatti chi aveva la media più alta in inglese! 

Questa esperienza è stata per me la prima con il programma “Youth Camp and Exchange” del Lions Club ed anche la prima lunga permanenza all’estero “da solo”, senza famiglia o amici.

Partito la mattina del primo Luglio, all’aeroporto di Izmir ho trovato ad aspettarmi i miei Host Brother Kaan e Cem (che ho iniziato a chiamare Turkish Bro), la mia Host Mum e alcuni ragazzi dello Staff del Camp. La Host Family, con cui ho trascorso dieci indimenticabili giorni, mi ha subito accolto come un membro della famiglia. Mi facevano molte domande sulla mia famiglia e sull’Italia. Ovviamente io facevo lo stesso con loro, che mi hanno mostrato una piccola parte dell’enorme e magnifica cultura turca. Di giorno mi portavano in giro per Izmir per scoprire i suoi quartieri, i bazar, le spiagge, il cibo (non ho trovato nulla che non mi piacesse!) e la gente. La sera uscivo con il figlio maggiore (che aveva circa la mia età) ed i suoi amici, sempre disponibili e gentili con me. Uno di loro mi ha addirittura invitato a trascorrere la prossima estate come ospite della sua famiglia.

Buongiorno, mi chiamo Giulia Dellaferrera, ho 18 anni e quest’estate, grazie al Lions Club, ho avuto l’opportunità di prendere parte ad una fantastica esperienza di scambio culturale in Turchia. I giorni prima della partenza ero molto eccitata e non vedevo l’ora di essere in Turchia, ma nessuna delle mie aspettative si è rivelata all’altezza di ciò che mi attendeva. Cercherò di condividere con voi alcuni momenti che ho vissuto e alcune riflessioni che essi hanno suscitato in me, anche se non è facile trovare le parole per descriverli. 

Mercoledì 15 Luglio sono partito con un aereo della Turkish Airlines alla volta di Antalya, capoluogo turco della costa turchese, paradiso conosciuto per le sue acque cristalline e per la sua natura incontaminata.
Le preoccupazioni prima di partire erano molte; ai soliti dubbi in merito alla famiglia e al campo si aggiungevano le continue pressioni di genitori e amici che vedevano nella
Turchia un posto pericoloso, religiosamente radicato e troppo esposto a livello terroristico.
Appena arrivato ho potuto accertare con i miei occhi che queste idee erano del tutto infondate. La Turchia é fusione di Occidente e Oriente;in aeroporto camminavo a fianco di
due diverse tipologie di donne,una con il burqa,una con top e shorts, accanto alle musiche
turche si sentivano anche canzoni europee.

Il 5 Luglio è iniziata la mia esperienza in Turchia, all’inizio ero veramente spaventata in quanto non ero mai stata lontana da casa per così tanto tempo, ma arrivata all’aeroporto ho conosciuto quella che sarebbe diventata la mia seconda famiglia.
Io sono stata fortunata in quanto mia sorella Bilge aveva la mia età e ci piacciono le stesse cose, in oltre anche la mia famiglia abita ad Istanbul quindi ho potuto apprezzare a pieno questa magnifica città.

Sono arrivato in Turchia il 5 luglio 2015, appena atterrato la mia host family mi ha accolto calorosamente all'aereoporto di Adana (nel sud della Turchia) e dopo un'ora di strada su un fantastico pick-up siamo arrivati a Mersin, in un bellissimo complesso di palazzi altissimi e lussuosi in cui viveva la mia host family. 
La sera ho scoperto che oltre a me c'erano altre tre ragazze (due italiane e una finlandese) che facevano lo scambio; da quel momento non ci siamo mai separati e abbiamo stretto una forte amicizia con loro e con le loro host family. 

Il 5 luglio 2015 sono partita per gli scambi giovanili in Turchia partecipando al campo 118 E Bosphorus & Dancing. La famiglia ospitante che mi era stata assegnata vive ad Antalya mentre il campo si sarebbe svolto a Istanbul.

Verso le 14 sono arrivata all’aeroporto Ataturk di Istanbul e sono stata accolta da tutti gli staff del campo che mi aspettavano con grandi cartelli. Una di loro mi ha accompagnato a conoscere la mia compagna di “avventura” con cui ho passato il periodo in famiglia. Nella host family, infatti, non ero sola, la famiglia aveva deciso di ospitare due persone: Maria ed io.

Sono sicuramente soddisfatta del mio soggiorno in Turchia, ad Ankara!
Con la famiglia non sono restata molto tempo dato che dopo due giorni io, la figlia maggiore e suo cugino siamo partiti per Bodrum ( a sud della Turchia) dove siamo stati per 7 giorni. Quindi, Begum (la ragazza) è quella che ho conosciuto meglio della famiglia. 

Grazie al programma Campi & Scambi Giovanili del Lions Clubs International (ed in particolare del Lions Club di Pieve di Cadore che ha indetto un CONCORSO SCOLASTICO) ho avuto l’opportunità di passare tre fantastiche settimane in Turchia.
Un mondo ed una cultura completamente nuovi per me.
I primi dieci giorni li ho trascorsi ad Istanbul in una famiglia turca che da subito mi ha accolta molto gentilmente. La mia host sister aveva la mia stessa età, di conseguenza è stato facile capirci e andare d’accordo fin da subito.

Il 5 luglio ha avuto inizio la mia prima esperienza di scambio giovanile. All’aeroporto di Istanbul sono stata accolta dai simpatici membri dello staff, che mi hanno presentato la mia famiglia. Mi sono sentita fortunata ad essere ospitata da persone così gentili e affettuose, mi sono sentita come se fossi a casa mia; parlavano tutti in inglese tranne la mamma, ma non è stato un problema perché riuscivamo a comunicare con gesti e poche semplici parole in turco.

Quest’estate mi è stata data l’opportunità di andare in Turchia, di conoscere una nuova cultura, di conoscere nuovi amici…è stata un’esperienza unica!
Il 22 giugno, arrivata all’aeroporto di Istanbul, ho incontrato subito la mia nuova famiglia, composta dalla madre Adviye, e da sua figlia Doga.
Subito dopo siam partite per Bursa, poiché la famiglia viveva lì. 

Istanbul has been a different experience. Everyone travels for a reason but in this case I like to think that the fate chose for me: after having decided this destination I met by chance Turkish people that came out to be really important in my life and I am glad I had the opportunity to know them better trying to understand the reality they live in.
Now I know why they only buy water, cause in their country water is polluted and they use fountains only to wash themselves (and not to drink as I tried to do). Now I know why sometimes they are awake and asleep at strange hours, cause prayers are 5 times per day and starting form 5 am (the first day I woke up in the early morning really worried
cause the mosque was right in front of my house). Now I know why they are so welcoming and feed you till to the brim starting from the breakfast, cause people have a strong sense of hospitality that sometimes turns out to be even too strong but always with good intentions.
I won't forget the kindness of my host family: my host brother with his black
Turkish mustache really wanted me to have a great experience and he was sleeping on the sofa in order to leave me his bed.

 

L’anno scorso un mio amico di un anno più grande mi aveva parlato di questo viaggio-scambio in Turchia, al quale aveva partecipato grazie all’associazione Lions. Me ne aveva parlato con grande entusiasmo, descrivendolo come un’ esperienza indimenticabile. Per questo, quando la mia prof di inglese ha spiegato alla classe che per partecipare al programma di scambi giovanili era necessario vincere una sorta di concorso, io ho subito aderito. Dopo aver svolto un breve tema in inglese, sono stato contattato e informato che non ero entrato in graduatoria per il viaggio. Verso fine dicembre tuttavia, con una chiamata mi hanno fatto sapere che si era liberato un posto proprio per la Turchia. Dopo averne parlato a casa ho deciso di accettare.

Sono Camilla Caviola, ho 18 anni e abito a Belluno.
Con il Lions Club Belluno Host ho avuto la possibilità di partecipare al programma di scambi giovanili.
Il 5 Luglio sono partita da Venezia insieme a Silvia e Norberto con destinazione Mersin al sud della Turchia. 

Per me questa è stata la vacanza più bella della mia vita, studiando arte uno dei miei sogni era quello di poter entrare a Santa Sofia e visitare la Moschea Blu ma alla fine di questo viaggio la cosa che più mi è entrata dentro non sono le splendide architetture della città degli imperatori d'oriente prima e del maestoso impero ottomano poi, ma l'aver incontrato persone meravigliose l'aver visto paesaggi e scorci che rimarranno sempre nel mio cuore ,pane per l'anima. 

Una vacanza indimenticabile. Un viaggio alla scoperta della Turchia, di quell’Oriente che si rivela molto più occidentale di quanto si potesse pensare, un’esperienza attraverso luoghi magnifici, storia, colori, profumi e gente accoglientissima.
Il tutto inizia un caldo sabato di fine giugno. Atterrato ad Istanbul trovo ad aspettarmi la famiglia ospitante: si presentano subito con gentilezza e affetto e mi caricano in macchina per portarmi a casa.

Dopo aver viaggiato per svariate ore sono finalmente arrivato in aeroporto ad Adana. Appena uscito sono stato riconosciuto immediatamente dalla mia host-mum, circa mezz'ora dopo eravamo a casa. La famiglia era molto ospitale con me, e da mediterranei doc hanno iniziato da subito a farmi ingrassare! 
Nei giorni seguenti abbiamo visitato la città, conosciuto tanti amici e assaggiato diversi piatti tipici.
Ho legato subito con mio fratello e con mia madre ma purtroppo ho visto solo raramente mio padre, per via del suo lavoro e degli orari scomodi che doveva rispettare.
Solitamente ci svegliavamo alle 12 e dopo aver fatto una colazione che pareva più un pranzo, andavamo in giro in Adana per poi tornare all'1/2 di notte!

Ricordo benissimo e con un po’ di nostalgia il 27 giugno, il giorno della mia partenza, ero davvero impaziente ma allo stesso tempo un po’ spaventata per l’avventura che stavo per affrontare da sola.
Dopo 2 interminabili ore e mezza di aereo arrivo a Istanbul e all’uscita trovo ad accogliermi due dolcissime ragazze con un cartello con scritto il mio nome e i 3 ragazzi responsabili del Camp, tutti entusiasti del nostro arrivo.