Il nostro sito fa uso di cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a navigare accetti l'uso di questi file.

Il viaggio che mi è stato assegnato quest’estate è stato in Nord e Sud Dakota (Stati Uniti). Già conoscevo l’organizzazione Lions Club in quanto mia sorella Valeria, ha partecipato per due anni a due viaggi da loro organizzati e si è sempre trovata benissimo.
E’ stata per me un’esperienza indescrivibile che rimarrà dentro di me per sempre.

Potrà sembrare scontato dire che il mio scambio in Nord e Sud Dakota sia stato una delle esperienze più belle della mia vita, ma non trovo altre parole per descriverlo.Premettendo che il Dakota non rientrava nelle mie preferenze posso soltanto dire che si è rivelato una fantastica sorpresa e tornerei lì senza esitazione.
Il mio scambio è iniziato il 10 luglio all'aeroporto di Milano Linate in attesa del volo che mi avrebbe portato a Londra Heatrow, per il mio primo scalo.E' stato allora che ho realizzato che il mio scambio stava finalmente iniziando: avrei trascorso 3 settimane in un posto totalmente nuovo, facendo affidamento sulla mia 'conoscenza' della lingua inglese e, devo ammetterlo, l'idea di mettermi alla prova mi elettrizzava parecchio.
Arrivata a Londra incontrai Angela, la ragazza italiana (già conosciuta su Facebook) con cui avrei trascorso l'intero scambio.

Salve sono Riccardo Bacchini ed ho partecipato alla Scambio Giovanile Lions in Minnesota- Stati Uniti, dal 1 luglio all'1 agosto 15.

L'ansia era davvero tanta ma la gioia per l'imminente partenza aveva un che di incontenibile.
Questa avventura è iniziata la mattina del secondo piovoso giorno di agosto, quando la mia famiglia mi ha salutata all'aeroporto di Venezia augurandomi delle tranquille undici ore di viaggio.
Non posso certo dire che siano state le ore più rilassanti della mia vita ma l'incontro con la famiglia all'uscita dall'aeroporto di Detroit è stato qualcosa di magico che ha compensato l’agitazione.
Ad aspettarmi c'erano Odette, la madre, e il figlio più grande, Sameer, e non appena ho visto il foglio con scritto il mio nome ho provato un senso di riconoscimento spaventosamente piacevole. 

 

 

Sembrava essere un sogno prima ancora di partire, con l’incognita del luogo di residenza, della famiglia ospitante, dell’ultima settimana di camp, di eventuali compagni da altre nazioni.

Eppure ero ben lontano dall’immaginare quello che veramente avrei passato. Quando si pensa agli States difficilmente vengono subito in mente immagini dell’Iowa, o della maggior parte degli Stati Centrali, piuttosto che pensare a NY,LA, Miami, Chicago. Questo mio modo di pensare è cambiato radicalmente: Stati Uniti per me ora significano sì le grandi metropoli ma la prima cosa a venirmi alla mente è l’Iowa.

Quando in primavera mi è stato detto che era stato riservato un posto per me alle Hawaii, non ci potevo credere! Il sogno di una vita, che si era costruito con immagini, film, canzoni su queste isole paradisiache... Si sarebbe avverato!

Sono partita il 20 di luglio e dopo un viaggio davvero lungo sono stata accolta con una bellissima collana di fiori profumati dalla mia famiglia! Subito l'aspetto che mi ha colpito di più della gente del luogo è stata la loro ospitalità e il loro senso di amicizia verso il prossimo! Vedevo sorrisi e gesti di gentilezza dovunque! Sono stata ospitata in una famiglia di Maui (una delle isole Hawaiiane) con una ragazza austriaca, solo per 4 giorni, ma sebbene il tempo sia stato poco, loro sono stati in grado di farmi sentire subito parte della grande Ohana Hawaiiana, così infatti è chiamata la famiglia. Dopo la famiglia è stata la volta del campo, con 26 ragazzi provenienti da tutto il mondo! Siamo stati ospitati per due settimane in due strutture diverse, che i Lions locali ci hanno gentilmente messo a disposizione! Ogni giorno avevamo un’attività diversa: lunghe giornate spiaggia a rilassarci sulla sabbia chiarissima o a fare il bagno nell’acqua cristallina; giornate passate a imparare i difficili balli locali o giornate dedicate a servizi per la comunità!

Ringrazio i Lions per avermi dato l'opportunità di viaggiare e scoprire una realtà diversa dalla mia. Viaggiando si mettono a confronto le diverse culture e i diversi modi di vita, si incontrano persone che rimarranno impresse nella propria mente per l'eternità e si vivono momenti indimenticabili. Non dico di aver apprezzato tutto (ciò che non ho apprezzato è davvero poco) ma è stato proprio questo il bello di questa esperienza: sapermi adattare e vivere i momenti senza preoccuparsi delle piccolezze. Ho avuto modo di visitare il Colorado, è stata la mia prima volta in America e il mio primo viaggio da sola, ritengo che sia più piacevole stare con se stessi per capire/scoprire le proprie emozioni o sentimenti.

Prima di iniziare a raccontare la mia fantastica esperienza, vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno permesso di vivere questo indimenticabile viaggio.
Sono partito il 25 luglio da Napoli alle ore 6  per giungere a Denver, Colorado dopo circa 20 ore di volo. Appena arrivato in aereoporto ho trovato la mia host family che mi aspettava, una famiglia gentile e molto disponibile, la quale mi ha permesso di visitare diversi luoghi, e di scoprire gli usi e i costumi.

E’ davvero difficile per me mettere per iscritto ciò che ho vissuto durante questo mese in California, perché le parole non potrebbero mai esprimere appieno le emozioni provate.
Non nascondo tuttavia che all’inizio ci siano stati alcuni problemi con la prima famiglia.
Senso dell’ospitalità pari a zero e disorganizzazione, senza contare che i pasti erano a mie spese. Ma sono davvero grata ai Lions italiani che, non appena saputo il problema, si sono mobilitati e mi hanno aiutata.

In primis vorrei ringraziare tutti i Lions e tutti coloro che hanno lavorato e si sono occupati del programma, il quale ci ha concesso la possibilità di fare questa esperienza.
Premetto che è stata una delle migliori esperienza della mia vita, la rifarei dall'inizio più e più volte.
Nel Nord della California ho avuto un'ospitalità a dir poco squallida: già dal primo giorno di permanenza mi sono pagati tutti i pasti.
Il secondo giorno a San Francisco, che non avevamo ancora visitato è stato girato superficialmente in uno dei bus turistici.

Ancora ricordo con nitida chiarezza quel primo pomeriggio di ormai sei mesi fa, quando finalmente giunse una chiamata che nemmeno aspettavo più: Alfredo Cantoni (suvvia, troppo presto per presentazioni e ringraziamenti) aveva in serbo per me una proposta che avrebbe cambiato tutto.

“Nicolas, ti andrebbe di andare per cinque settimane in…”

Ci fu un’esitazione, probabilmente molto breve, ma quella frazione di secondo bastò alla mia mente per elaborare immagini delle più belle città del mondo che accelerarono i miei battiti cardiaci. Ma quando finalmente la parola arrivò, era inaspettata: “Arizona”.

La meraviglia che ancora mi esplode nel cuore mi obbliga a capitolare già nelle prime righe ai ringraziamenti verso il club Lions. 
Grazie per avermi permesso di vivere un’altra indimenticabile avventura. 
Nel mese di agosto ho potuto trascorrere tre settimane a Sedona, in Arizona. 
La famiglia che mi ha ospitata mi ha trattata come una figlia. Questo vuol dire che si sono comportati con gentilezza e premurosità ma anche con fermezza e severità. 

Divertimento e adrenalina sono stati i protagonisti della mia avventura in Arizona insieme a Francesca e Chiara.
Trekking tra le Red Mountains, arrampicate, canottaggio, balli di gruppo e tuffi nei torrenti sono poche delle tante attività offerte da Sandy, Janet e tutti i nostri amici americani che ci hanno guidato in quest’esperienza unica.
Mozzafiato la vista dal bordo del Gran Canyon.

 

Se dovessi descrivere la mia esperienza solamente con tre parole direi: crescita, avventura ed amicizia; ma il viaggio negli States non è stato solo questo. Lo scorso agosto ho trascorso un mese negli Stati Uniti d'America, in Arizona. Ho vissuto in due famiglie differenti che mi hanno totalmente immerso nella cultura americana; grazie a loro ho visitato città dal panorama mozzafiato e vissuto momenti indescrivibili, un ricordo che brucia ancora. 

Sandy e Peter, i miei host parents, si sono dimostrati sin da subito ottimi genitori, molto gentili, disponibili e premurosi, dediti alle loro passioni che, con il trascorrere dei giorni, mi hanno trasmesso, ma anche con un pizzico di giusta severità e fermezza.

Quest'anno tramite i Lions mi è stata concessa la possibilità di compiere la mia prima esperienza estera,in Ungheria, e precisamente l'esperienza più bella ed emozionante della mia vita. Cercare di esprimere con queste poche parole quello che ho provato durante questa formidabile avventura è difficile se non impossibile e non nascondo che mentre digito la tastiera mi fermo a riflettere e a ricordare con tanta gioia ma anche con tanta malinconia i miei compagni di viaggio. 

Trovo molto difficile trasmettere attraverso delle parole quello che ho vissuto durante la mia esperienza nello Scambio Giovanile Lions: le tante emozioni, i profondi legami, le risate, la sensazione di sentirmi a casa e di vivere assieme ad amici conosciuti da sempre.  
Quest'esperienza ha lasciato un segno profondo nella mia vita.
Ma partiamo dal principio: dall'aeroporto di Perugia. Primo volo preso da sola, prima esperienza all'estero da sola (in un paese di cui non conoscevo la lingua). Ero al contempo elettrizzata e terrorizzata
Scalo a Roma.
Arrivo a Budapest

Ciao, vi racconto della mia prima esperienza avvenuta grazie al Lions Club.
So che la mia “selezione” è avvenuta in modo un po’ diverso rispetto a quello tradizionale; un giorno a scuola è passata una circolare che invitava chi fosse interessato a partecipare a questi camp a farlo presente in vicepresidenza e dopodiché, sarebbe stato selezionato una sola persona tra i candidati. Senza pensarci due volte mi sono diretta i vicepresidenza e ho dato il mio nominativo. Da quel giorno è passato circa un mese e mezzo poi finalmente mi hanno comunicato che avevano scelto me in base alla mia media di inglese. Hanno preso infatti chi aveva la media più alta in inglese! 

Questa esperienza è stata per me la prima con il programma “Youth Camp and Exchange” del Lions Club ed anche la prima lunga permanenza all’estero “da solo”, senza famiglia o amici.

Partito la mattina del primo Luglio, all’aeroporto di Izmir ho trovato ad aspettarmi i miei Host Brother Kaan e Cem (che ho iniziato a chiamare Turkish Bro), la mia Host Mum e alcuni ragazzi dello Staff del Camp. La Host Family, con cui ho trascorso dieci indimenticabili giorni, mi ha subito accolto come un membro della famiglia. Mi facevano molte domande sulla mia famiglia e sull’Italia. Ovviamente io facevo lo stesso con loro, che mi hanno mostrato una piccola parte dell’enorme e magnifica cultura turca. Di giorno mi portavano in giro per Izmir per scoprire i suoi quartieri, i bazar, le spiagge, il cibo (non ho trovato nulla che non mi piacesse!) e la gente. La sera uscivo con il figlio maggiore (che aveva circa la mia età) ed i suoi amici, sempre disponibili e gentili con me. Uno di loro mi ha addirittura invitato a trascorrere la prossima estate come ospite della sua famiglia.

Buongiorno, mi chiamo Giulia Dellaferrera, ho 18 anni e quest’estate, grazie al Lions Club, ho avuto l’opportunità di prendere parte ad una fantastica esperienza di scambio culturale in Turchia. I giorni prima della partenza ero molto eccitata e non vedevo l’ora di essere in Turchia, ma nessuna delle mie aspettative si è rivelata all’altezza di ciò che mi attendeva. Cercherò di condividere con voi alcuni momenti che ho vissuto e alcune riflessioni che essi hanno suscitato in me, anche se non è facile trovare le parole per descriverli. 

Mercoledì 15 Luglio sono partito con un aereo della Turkish Airlines alla volta di Antalya, capoluogo turco della costa turchese, paradiso conosciuto per le sue acque cristalline e per la sua natura incontaminata.
Le preoccupazioni prima di partire erano molte; ai soliti dubbi in merito alla famiglia e al campo si aggiungevano le continue pressioni di genitori e amici che vedevano nella
Turchia un posto pericoloso, religiosamente radicato e troppo esposto a livello terroristico.
Appena arrivato ho potuto accertare con i miei occhi che queste idee erano del tutto infondate. La Turchia é fusione di Occidente e Oriente;in aeroporto camminavo a fianco di
due diverse tipologie di donne,una con il burqa,una con top e shorts, accanto alle musiche
turche si sentivano anche canzoni europee.