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Anche ora, due settimane dopo essere tornato in patria, il ricordo dei miei 17 giorni in Lituania persiste indelebile. Quello che è quasi completamente sbiadito è il ricordo della delusione alla scoperta della meta, un paese praticamente sconosciuto, o la memoria dei mille dubbi prima della partenza. 

Indecisioni inutili, se non ridicole, che hanno seriamente rischiato di farmi rinunciare a una delle esperienze più belle che ho avuto la fortuna di vivere finora.
Durante la prima settimana del mio soggiorno ho avuto l’opportunità di conoscere la mia famiglia ospitante, rivelatasi subito straordinariamente premurosa e pronta a tutto per farmi sentire il più possibile a casa. Ho frequentato anche il club Lions locale che, aldilà della forse esagerata ufficialità, ha fatto di tutto affinchè io ed alcuni altri futuri campers potessimo conoscere il più possibile il paese.


Trovandomi totalmente a mio agio la prima settimana è volata e tristemente ho dovuto salutare le mie nuove amicizie lituane che non mi avrebbero seguito al campo.
Una tristezza che è sfociata nelle lacrime di 17 ragazzi da ogni parte del mondo alla fine del campo, un’esperienza che porterò nel cuore con tutti gli alti e i bassi, le piccole disorganizzazioni e le ottime attività e escursioni. Ma soprattutto, come penso chiunque scriverà nel proprio report più o meno banalmente, porterò nel cuore i miei nuovi amici di tutto il mondo e ricorderò con un sorriso di quando dormivo nella stessa stanza di un brasiliano, di quando io un ungherese e un kayak siamo affondati nelle acque di un fiume, o di quelle mille foto dove letteralmente gente di mezzo mondo si metteva in posa.
Il titolo del campo era “Life is..”e durante quei dieci giorni abbiamo completato la frase in tutti i modi possibili, ma quello più scontato e che al tempo stesso racchiude al meglio i miei pensieri e le mie sensazioni è:
“Life is Lions”
Non tanto perché la mia vita è o sarà questa associazione che tuttavia devo ringraziare dal profondo per quei 17 giorni di vita che grazie all’impegno e alla dedizione di tutti, in Italia quanto in Lituania, sono diventati tra i migliori di sempre.

Più che un report, voglio che questo sia un ringraziamento, perché altrimenti potrei scrivere romanzi su quanto abbia significato questa esperienza e anche le possibili critiche su quello che è andato storto mi sembrano inutili. Quello che conta sono le considerazioni finali dopotutto e, sono tutte positive.

Non posso fare a meno di ringraziare tutta l’associazione lions ed in particolare il responsabile del Programma il lion Fabrizio Carmenati e tutto il Club Lion di Ciampino che grazie al loro intervento economico diretto e l’organizzazione del Concorso Scolastico da me vinto, mi hanno permesso questo viaggio