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La permanenza in Giappone è stata, sin dal principio, meravigliosa. Per i primi tre giorni sono stato ospitato da una coppia di neo-sposi (Miyaura Kiyomi e Hosokawa Shingo). Subito dopo essere prelevato dall’aeroporto mi hanno portato in un tipico ristorante dove ho assaggiato 串カツe 天麩羅e me ne sono innamorato.

Già dalla prima sera ho potuto sperimentare una delle affascinanti “stranezze” giapponesi, il WC TOTO. Il WC elettronico che ti mette la musica, ti fa il bidè avanti e dietro permettendoti di regolarne, ovviamente, la pressione dell’acqua. Dico solo che ho passato 10 minuti su Google per cercare di capire come tirare lo scarico ed ho trovato un sito dedicato agli stranieri che usano quel WC per la prima volta. Questa storia ha fatto ridere i miei host parents così tanto che hanno dovuto raccontarlo a tutti i membri del Lions Club.

Il 17 Luglio ci siamo recati allo stadio della Yamaha per l’inizio del camp. C’erano 20 ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo: America, Lituania, Hong Kong, Malesia, Finlandia, Israele, Italia, Belgio, Messico, Spagna, Croazia, Germania, Repubblica Ceca, Australia, Estonia, Mongolia, Canada, Perù, Turchia, Indonesia.

Il primo giorno hanno fatto presentare ad un paio di noi il paese di provenienza, subito dopo abbiamo dato il via ad un torneo di origami di gru, le quali sono state legate assieme per colore per formare dei fili di gru di carta, da appendere ad Hiroshima.

Ogni giorno cambiavamo hotel. In 10 giorni abbiamo visto una grande parte del centro del Giappone. L’organizzazione era davvero sorprendente, ognuno di noi aveva un libricino con tutti gli orari di ogni attività che avremmo svolto durante il camp.

Abbiamo meditato su una montagna, partecipato ad un torneo di salto con la corda (che in Giappone prendono molto sul serio), tante cene con i membri del Lions Club con balli tipici e tante, davvero tante, altre cose.

La visita all’ Hiroshima Peace Memorial Museum è stata una delle cose che non dimenticherò mai, non ho mai visto nulla di più toccante. Non ci sono parole per descrivere le sensazioni che questo paese ti regala. Ho tenuto un diario per potermi rileggere ciò che ho provato durante esperienze come quella del museo oppure la purificazione sotto la cascata tra le montagne ma ogni volta era difficile esprimersi.

Tra le cose più divertenti è impossibile non menzionare gli Universal Studios Japan. Da quando avevo 10 anni non avevo altro in mente che andare ad Hogwarts e vivere una vera esperienza nel mondo di Harry Potter. A parer mio, gli USJ offrono la migliore esperienza che un fan possa desiderare. Qualsiasi attrazione inerente a qualsiasi film famoso era semplicemente imperdibile.

Durante la permanenza a 和歌山 (Wakayama) ho avuto la possibilità di assistere ad una messa buddista alle 6:00 del mattino. L’aria che si respirava sembrava stregata.

Abbiamo anche avuto una serata di svago. Dopo la giornata trascorsa sulla finta spiaggia giapponese siamo andati a cantare al karaoke. Che dire, vedere gli studenti giapponesi scatenarsi e saltare a destra e sinistra sul palco era troppo divertente.

Negli ultimi giorni del camp siamo stati ad una cerimonia del tè e al Tenjin festival, il Lions Club ha noleggiato una barca per farci fare un giro sul lago Tenjin mentre ammiravamo i fuochi d’artificio illuminare i palazzi attorno a noi.

L’ultima decina di giorni l’ho passata in compagnia della mia seconda host family. Hosoido Mami è stata una host mother eccellente!

Mi ha fatto visitare Il tempio delle volpi, il grande Buddha e tante altri posti. Non ci siamo fermati un giorno. Lei, come la mia prima host family, parla inglese e posso dire di essere stato davvero fortunato perché ci sono stati altri ragazzi che non hanno potuto comunicare per niente con le loro host family.

Per concludere, questa esperienza in Giappone è stata la migliore che abbia mai fatto in tutta la mia vita. Non dimenticherò mai le loro gentili parole nei miei confronti e specialmente i loro insegnamenti. Mi hanno fatto conoscere la loro cultura, e se già prima ne ero affascinato ora chi la lascia più. Mi hanno insegnato a leggere e scrivere in Giapponese e gliene sono grato. Sono grato a tutti quelli che hanno reso questo viaggio possibile, i Lions, le host family, gli studenti giapponesi, tutti.

Grazie.