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“Perfetta”. Questo è l'aggettivo che nella pochezza di otto lettere esprime l'immensità di quella che è stata una delle esperienze più incredibili e significative della mia vita; quando poi si va a ripensare al soggiorno in Vichy non resta che l'infinita voglia di ringraziare una ad una le persone che hanno possibile un tale evento. Non conoscendone però ciascun membro, mi limito a ringraziare con il cuore piu sincero il Lions Club; ringraziare per averci dato l'opportunità di aprire la nostra mente ad altre culture, altre tradizioni, usi e costumi, i quali, non sono spesso cosi scontati.

I primi momenti, il fatto di non conoscere nessun'altro se non te stesso, il fatto di dover usare un'altra lingua per esprimersi e la pura hanno frenato il nostro entusiasmo, ma in poche ore la voglia di mettersi in gioco e le molteplici curiosità hanno annullato (con l'aiuto delle animatrici) le bariere, fossero esse linguistiche o caratteriali.
Mi chiedevo però di continuo il perché del Camp Roger Dilon, il motivo che avesse spinto il Lions club ad un tale dispendio sia energetico che finanziario; con l'aiuto del Sig. Truffaut, presidente del Camp, si è giunti alla conclusione che il motivo siamo noi stessi, noi ragazzi, perché il messagio che il Lions Club ci ha inviato è un messaggio d'amore, un invito a non cercare motivi di divisione tra le culture ma metterne in evidenza le somiglianze. Questa atmosfera di solidarietà, di comunità si manifestava in maniera tangibile giorno dopo giorno per tutta la durata del Camp. 
Inutile poi sottolineare l'organizzazione pressochè impeccabile delle attività sportive e al contempo la loro varietà, la disponibilità degli animatori e dei maestri di sport, la magnificenza della struttura presso la quale siamo stati ospitati, con un contorno paesaggistico che con la luce del tramonto assumeva un qualcosa di magico. 
Al termine delle due settimane nessuno di noi ragazzi aveva alcuna voglia di partire in famiglia; in legami tra di noi erano diventati cosi stretti che separarsi è stato davvero doloroso (ricordo le ultime ore tra lacrime e pianti della maggior parte di noi, me compreso). 
VICHY ERA DIVENTATA ORMAI CASA MIA.
La partenza in famiglia non fu però cosi amara, avendo avuto la fortuna, insieme ad altri 11 ragazzi , di essere ospitato in famiglie tra di loro vicine, avendo quindi la possibilità di vedersi tutti i giorni.
Fui ospitato dalla famiglia Tessedre, insieme a Ricardo, amico brasiliano. Fu qualcosa di commovente. 
Nienente era lasciato al caso, ogni nostro bisogno era subito esaudito, ogni problema risolto, i coniugi Tessedre ci dimostrarono un'accoglienza ineguagliabile che mai prima ho sperimentato.
Ogni giorno della settimana era organizzato in maniera impeccabile, raggiungendo l'equilbrio perfetto tra cultura e divertimento. 
Non resta quindi che ringraziare, ancora una volta, il Lions Club, gli animatori e le famiglie, nella speranza che fra un po' di anni, potremo noi a nostra volta donare ciò che abbiamo ricevuto durante questo soggiorno. 
Ancora grazie.