Il nostro sito fa uso di cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a navigare accetti l'uso di questi file.

L’11 luglio 2015 è iniziata la mia avventura nel paese dei vichinghi, di Christian Andersen e delle pale eoliche: la Danimarca.

A ripensarci mi sembra un sogno! Il soggiorno è durato tre settimane, la prima passata nella host family e le due successive nel campo Lions. La famiglia che mi ha ospitato mi ha accolto come se una figlia, hanno condiviso con me tutto il loro tempo portandomi non solo a visitare città come Aarhus e Horsens, ma anche luoghi divertenti come Legoland!

Devo però ammettere che la parte più coinvolgente dell’esperienza è stata il campo. Il tema principale era conoscere la storia della Danimarca, il nome del campo era infatti “From the Stonage to the 2015”.

Che dire: il 18 luglio, trentatré ragazzi da ventuno paesi diversi si sono incontrati nell’ Iron Age Village situato vicino ad Odense per vivere i primi due giorni alla maniera dei Vichinghi. Qui si è instaurato il profondo legame del gruppo, legame che ha continuato ad accrescersi durante tutto il soggiorno e che fortunatamente ci tiene uniti tutto’ora, tramite i social, dopo due mesi di lontananza. Dopo aver sperimentato i piatti, le danze e le attività dell’età della pietra, ci siamo trasferiti nella Boarding School dove poi abbiamo passato il resto dell’esperienza. Le attività presentateci dai capi erano sempre varie, abbiamo alternato gite a giornate di sport e a moltissime attività che ci hanno dato modo di conoscerci sempre meglio e di approfondire la storia e le tradizioni del magnifico paese che ci ha ospitato. Tutto questo facendo migliorare esponenzialmente la nostra capacità di parlare inglese.

Non si può descrivere tutto quello che quest’esperienza ha significato per me in così poche righe, quello che però posso dire è che certamente non dimenticherò mai le bellissime persone che mi hanno ospitato e che ho conosciuto, le città che ho visto e le tradizioni a cui ho assistito. Non finirò mai di ringraziare le persone che hanno fatto in modo che tutto questo, che anche a me sembrava un’utopia, diventasse realtà e che hanno organizzato l’esperienza che in qualche modo è riuscita a farmi diventare una persona migliore.

Tak for alt!