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La città di Buenos Aires ha visto il mio arrivo il mattino dell’11 luglio. All’aeroporto ho conosciuto il responsabile degli scambi per l’Argentina, Josè Maria Fernandez ,che si è occupato di accompagnarci alla nostra prima sistemazione, un alberghetto vicino al centro della città. Lì ho trascorso i miei primi quattro giorni, guardando con curiosità quella città così europea e decadente. Il fascino di Buenos Aires risiede proprio in questo suo essere lontana da ogni convenzione, di unire il verde del Sud America al fascino di una città argentina ed europea.

 I primi posti visitati sono stati Cimitero della Recoleta, dove vi è la tomba di Evita Peron, il quartiere di Palermo, famoso per essere la zona di designer e artisti emergenti, Puerto Madero, una nuova zona commerciale e infine La Boca, un caratteristico quartiere pieno di vivaci case colorate,antico punto d’arrivo degli emigranti italiani.
Due giorni dopo il mio arrivo nella città argentina, ho conosciuto Maria Alberta, la mia compagna di viaggio, una ragazza italiana  di Bologna. Con lei ho proseguito il mio viaggio verso Mar del Plata, una città situata sulla costa dell’Oceano Atlantico.
A Mar del Plata Maria Alberta ed io siamo stati ospitatati da una famiglia del posto dove abbiamo avuto occasione di divertirci molto e di conoscere abitudini, modi di pensare e di vivere molto diversi dai nostri.
Dopo dieci giorni la nostra avventura attraverso l’Argentina è ripresa dopo un estenuante viaggio di dodici ore di corriera siamo arrivati a Santa Rosa:
città di indubbio fascino, capitale della Pampa, dove lo sguardo si perde in una terra che sembra non avere orizzonti.
Dal paesaggio arido della Pampa ci siamo spostati poi nella Valle del Rio negro, in Patagonia.
La Patagonia, terra che deve il suo nome ai Patagoni, che Magellano scambiò per giganti, un paesaggio simile alla steppa circondato ad ovest e ad est dalle Ande  offre un clima con forti escursioni termiche e particolarmente rigido.
Ci siamo spostati infine da Rio Negro a Bariloche, ultima tappa a sud del nostro viaggio. E’ una cittadina che nasce alla fine dell’Ottocento come centro di raccolta e commercializzazione del legname, della lana e della carne.
Porta di ingresso per il Parco Nazionale Nahuel Huapi che nacque negli anni ’30 quando il governo argentino intervenne con consistenti investimenti sulla zona. Qui abbiamo trascorso dei bei giorni in famiglia fatti di divertimento e di serate nei tanti locali che affollano questa città turistica.
Da qui poi siamo ripartiti di nuovo alla volta di Santa Rosa per poi arrivare a Buenos Aires, ultima meta prima del rientro in Italia.