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Uno striscione, grandi sorrisi e abbracci calorosi: ecco l'accoglienza riservata a noi ragazzi italiani a Perth, Western Australia, dalle nostre future host families e da molti membri Lions.
Il volo, durante il quale ho avuto la fortuna di fare amicizia con i compagni di viaggio, era stato costellato dalle domande che spontanee sorgevano alla vigilia di un'emozionante avventura: dove sto andando? Come sarà la famiglia che mi ospiterà? Né le mail scambiate con la famiglia, né la guida australiana potevano rispondere: ma il calore del “welcome” iniziale e l'incontro con le persone che, nel cuore della notte, ci accoglievano con gioia, non potevano che rassicurare e infondere fiducia.

Subito ho incontrato Vicki: solare e premurosa, sarebbe stata per tre settimane la mamma mia e di Coralie, sorella belga ospitata insieme a me. Il nostro papà australiano, Pieter, sarebbe arrivato qualche giorno dopo per motivi di lavoro. 
Furono giorni indimenticabili: nella cornice paradisiaca delle colline, delle foreste e delle spiagge sconfinate di Margaret River, abbiamo passeggiato fra i vigneti nell'erba verde, visitato giovani cittadine e antiche dimore, edificate dai primi coloni; ci siamo inebriati fra roseti e giardini. 

La natura australiana è tra le più affascinanti che si possano immaginare: persino i paesaggi più comuni ti fanno sentire un piccolo ospite della vita che vi è racchiusa. La terra rossa, l’oceano blu, il verde della lussureggiante foresta: colori vividi che si riflettono nell’animo delle creature che vi abitano. Persino gli uccellini più piccoli, coloratissimi e per nulla intimiditi, si avvicinavano a noi alla ricerca di briciole; alle prime luci dell’alba, i kookaburra accanto alla mia finestra cantavano il buongiorno. 
Non ho potuto che incantarmi dinanzi ai ricami di cristallo della spettacolare Lake Cave e alla vista delle balene di passaggio, vicine e irraggiungibili come l'oceano.

In questa terra, culla di una delle prime civiltà umane, le persone si approcciano alla natura con devozione e rispetto: prima di poter tagliare anche solo un albero nella foresta o nel proprio giardino, occorre ottenere una lunga serie di permessi; numerose sono le abitazioni dotate di pannelli solari e cisterne per l’acqua piovana, oltre alle fattorie gestite in armonia con il territorio. Un giorno, in una di queste, abbiamo assistito alla tosatura delle pecore: Coralie e io abbiamo persino dato il biberon a dei vivaci agnellini! 
Anche la gita al faro più antico della regione è stata assai emozionante: abbiamo ascoltato le storie di salvataggi miracolosi da imminenti naufragi, avvenuti senza i mezzi adeguati e in un braccio di mare fra i più pericolosi al mondo; e camminato fra i giganti, alberi secolari, all’altezza di 40 metri, a un passo dal cielo.

Una sera abbiamo conosciuto i membri del Cowaramup Lions Club: dalle loro parole e dai loro gesti, mi hanno trasmesso amore e sincera dedizione per la loro patria. Pur essendo una nazione giovane, non manca di identità, anzi: essa è scaturita dall’incontro tra mille culture diverse, che pure convivono in pace e tolleranza.

Divenute per un giorno “bambine col falcone”, abbiamo assistito all’opera di un centro di riabilitazione e cura per i grandi volatili australiani, purtroppo sempre più rari nel loro ambiente naturale. E dopo esserci perse fra labirinti floreali, aver “pucciato” i piedi nell’oceano indiano, visto arcobaleni mozzafiato e cavalcato per la prima volta, papà Pieter ci ha mostrato tutta la regione dall’alto di un piccolo aeroplano: è così che ricordo quella casetta accanto al blu che è stata per qualche tempo la mia, e sempre lo sarà nel mio cuore.

Al di là di ogni attività, ciò che più resta da uno scambio giovanile Lions è il miracolo dell’accoglienza: senza conoscerti, una famiglia ti spalanca la sua casa, la sua vita, rendendoti partecipe della stessa, accettandoti in ogni sfaccettatura, attenta al tuo bisogno. Questa immensa, gratuita fiducia che ti è accordata non può che spalancare il tuo cuore al nuovo, al diverso, e riempirti di gioiosa gratitudine. Il giorno della partenza, porterai sempre con te i volti delle persone che, superando ogni differenza, hai incontrato; ti sembrerà impossibile non rivederle a breve, quasi fosse la cosa più naturale del mondo.

Rincuorate dalle parole commoventi di Vicki alla partenza “Casa nostra sarà sempre casa vostra”, Coralie e io siamo partite per una nuova avventura: il camp Koala, vicino a Melbourne, all’insegna dell’amicizia. Ogni attività era divertente e orientata alla reciproca conoscenza: i giochi di squadra, la caccia al tesoro, le ammalianti presentazioni sugli altri paesi. Ricordo con entusiasmo la serata della Bush Dance, una serie di tipici balli scatenati … e risate! E la magia di trovarsi tutti intorno a un falò, a raccontarsi con gesti e canzoni. 

 

La settimana di camp è volata e in un attimo, con nostalgia nell’animo, noi ragazzi italiani partiamo alla volta di Sydney. Per quest’ultima, affascinante meta, ringrazio di cuore il nostro chaperon Loris Baraldi: oltre ad organizzare l’intero viaggio, è stato il nostro punto di riferimento durante tutti e cinque i giorni, guidandoci alla scoperta della città e attento ai bisogni di ciascuno.

Abbiamo visitato la vivace e colorata China Town, e il sereno Darling Harbour; ammirato la città dal mare, sul traghetto per Manly, e le famose spiagge animate dai surfisti; passeggiando lungo il “Gap” che separa la scogliera dal mare e fra le caratteristiche vie del Rocks. Sono rimasta senza fiato all’interno dell’Opera House, il suggestivo e storico teatro di Sydney dove i più celebri musicisti e cantanti hanno donato agli ascoltatori voce e sentimenti. 

Dall’alto della Sky Tower si è aperta alla nostra vista una città viva e dinamica, la sua skyline di grattacieli e, oltre, l’oceano infinito. Infine abbiamo salutato Sydney, visitando il museo delle cere, il magico Acquario, dove passeggiare sul fondo dell’oceano, e il Wild Life, ove si possono ammirare, nel proprio ambiente, gli animali tipici dell’isola dei canguri, e i dolcissimi koala abbraccia tutti! 

 

Condividendo tempo e scoperte, ci siamo molto legati nell’amicizia, che ha reso senza dubbio tutto ancor più bello: sono sicura che, al di là delle distanze, un grande affetto ci legherà per sempre.
Non dimenticherò mai la terra “down under” e le persone che vi ho incontrato: mi hanno insegnato che la diversità non divide ma unisce, è un tesoro la novità che ne scaturisce.
Ringrazio di cuore i Lions, ed in particolare Loris, per avermi consentito di partecipare all’esperienza più bella della mia vita.
Consiglio vivamente a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere tutto il report di tuffarsi in questo meraviglioso viaggio, la cui fine è un nuovo inizio!