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La mia esperienza in Canada è iniziata il 12 Luglio, quando ho lasciato l’Italia arrivando a Calgary verso mezzanotte dopo un lungo viaggio. Il mio soggiorno era organizzato settimana per settimana: le prime due settimane sono stata ospitata da due diverse famiglie, dopo di che ho passato cinque giorni al campo ed infine l’ultima settimana con un’altra diversa host family.

La città in cui ho passato le tre settimane è chiamata Lethbridge, distante circa un paio d’ore da Calgary. La città mi è piaciuta fin da subito, in quanto completamente diversa dalle caotiche città italiane: spazi enormi, grandi strade, piccole villette unifamiliari, supermercati immensi. Questa è sicuramente la caratteristica che più mi ha colpito del Canada, la grandezza; ogni cosa risulta essere più grande di ciò che abbiamo in Italia, a partire dalle automobili ad arrivare ai bicchieri! Per quanto riguarda le tre host families mi posso ritenere più che fortunata, tutte persone fantastiche che mi hanno trattata come una figlia. I miei primi host parents inoltre mi avevano particolarmente a cuore per l’origine italiana della loro famiglia e ho avuto anche l’onore di conoscere i genitori italiani della mia host mom, persone davvero splendide e divertenti che mescolavano italiano e inglese in maniera davvero buffa. Con ogni singola famiglia ho avuto la possibilità di visitare e ammirare sempre posti diversi dello stato di Alberta, in cui mi trovavo, quali ad esempio Banff, splendida città di montagna dove sono salita su una funivia fin sulla vetta per ammirare il panorama; il parco di Writing-on-stone, zone protetta sede di rocce di forme particolari modellate dai ghiacciai; il Logan Pass, strada che attraversando anche lo stato americano del Montana risale una montagna permettendo ai viaggiatori di apprezzare uno spettacolo naturale mozzafiato; l’Airshow, spettacolo e mostra di aerei, in particolare degli “Snow Birds” canadesi.

 

Il campo, invece, è stata un’esperienza del tutto sorprendente per me, in quanto abbiamo svolto attività a cui non avevo mai partecipato. Eravamo ben trentuno ragazzi provenienti da tutto il mondo, ognuno con una propria cultura e modo di essere. E’ stato incredibile come si sia creato un rapporto di amicizia così facilmente, nonostante le diversità e per di più in soli cinque giorni. Il campo si è svolto a Waterton, tra le montagne di questa caratteristica località. Dormivamo in cabine comuni e svolgevamo lezioni di leadership ogni mattina. Il pomeriggio era dedicato alle attività che per giunta erano del tutto nuove per me e grazie alle quali ho potuto davvero mettermi in gioco: falò, giochi di fiducia, passeggiate a cavallo, percorsi tra le montagne. Tutto questo avveniva rigorosamente senza cellulare, cosa inizialmente contestata da tutti ma poi apprezzata per la spensieratezza che ci dava; alla fine eravamo tutti più che grati di aver avuto questi cinque giorni solo per noi, lontani da ogni tipo di distrazione. Il responsabile del campo, Tony, è una persona davvero splendida che si preoccupava per ognuno di noi, assieme a tutti gli altri leader. Insomma un’esperienza indimenticabile.

E’ stata dura riprendere le normali abitudini con l’ultima host family dopo il campo, ognuno di noi desiderava vedere l’altro. Quindi siamo riusciti ad organizzare delle giornate tutti insieme nella splendida città di Calgary, dove siamo saliti in cima alla Calgary Tower passeggiando nel vuoto sul pavimento di vetro: un’esperienza indimenticabile!

Durante il mio soggiorno ho potuto anche assaggiare molti cibi tipici come il “maple syrup”, sciroppo prodotto da un albero canadese, ma anche piatti messicani, ucraini, cinesi e una svariata gamma di cupcakes e pancakes.

Se qualcuno dovesse chiedermi di giudicare da uno a dieci questa esperienza, la risposta risulterebbe più che semplice: 10… mila, più che positiva, azzarderei addirittura perfetta! Devo ringraziare i Lions per questa possibilità, per avermi permesso di essere ambasciatrice italiana in una nazione così lontana e diversa, quale il Canada. Non ho semplicemente partecipato ad un viaggio, ma ad uno scambio culturale che mi ha permesso di crescere in ogni ambito della mia vita ed è per questo che spero di potervi prendere nuovamente parte in futuro.