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Foto copertina - Camila, la mia prima host sister

Prima di cominciare a parlare della mia esperienza oltreoceano, è per me importantissimo ringraziare coloro che hanno permesso a me e centinaia di altri ragazzi da tutto il mondo di vedere cose straordinarie

e imparare tanto: i Lions, in particolare Maria Martino e Benjamin Bueno (dal Brasile), che mi hanno dato tantissimo in termini umani e si impegnano sempre di più in questo progetto, riconoscendone il valore e l' importanza nell' associazione.

Descrivere l' esperienza del passare un mese in Brasile è davvero difficile, sono tante le cose da dire su un paese estremamente ricco e vario culturalmente, dove tradizioni di popoli molto diversi si intrecciano, mettendo le fondamenta per un paese grandissimo, diviso in stati che sono radicalmente diversi fra loro, tutti belli a modo proprio, che custodiscono una ricchezza straordinaria. Il Brasile è così grande che è impossibile vederlo tutto in così poco tempo, o carpire ogni differenza culturale. La mia esperienza è stata nello Stato di San Paolo, il più sviluppato dal punto di vista economico, dove le tipiche abitudini brasiliane si intrecciano con tutto ciò che è importato dalla cultura americana, che fa sempre più da padrona. Ci si trova davanti ad edifici grandissimi, tantissima tecnologia, che contrastano con i grandi spazi verdi subito fuori dalle città e le immense spiagge, tutte molto diverse fra loro (e visitabili tutto l' anno, grazie al clima). Ho imparato tanto sulla vita, sulla lingua, sul cibo (pilastro della cultura brasiliana), sul lavoro e sul governo, che tutti in Brasile criticano, un pò come facciamo noi in Italia.

Nello Stato di San Paolo tantissimi abitanti sono di discendenza italiana o giapponese, e le culture convivono pacificamente, anche se poco è rimasto della lingua o delle tradizioni originarie. L' ospitalità in famiglia è stata fantastica: entrambe le famiglie mi hanno accolta e trattata come una figlia, mi hanno dato tutto ciò che potevano o che io desiderassi, sono state sempre presenti per me e sempre disponibili al dialogo, ed hanno cercato il modo per farmi vedere più cose possibili. Ho avuto due famiglie radicalmente diverse fra loro, e si può dire che in quattro settimane sia stata testimone di due situazioni di vita molto diverse fra loro, seppure si trovassero nella stessa città. Non parlano molto inglese, anzi, non parlano inglese per niente, ma imparare il portoghese non è difficile, anche se i primi giorni ci si spaventa davanti ai modi di dire tipici usati e alla velocità con cui parlano.

In conclusione, questa esperienza è stata indimenticabile per tutto ciò che di diverso ho vissuto e ho visto, per quello che tutte le persone incontrate mi hanno insegnato. Un pezzo del mio cuore sarà sempre in Brasile, come so che ci saranno sempre delle persone lì che mi vogliono bene e che mi hanno aperto il cuore. Una opportunità del genere è unica e importantissima per la crescita di una persona, e il Brasile è un paese straordinario.

maria pia napoletano 2

Foto - Feijoada

maria pia napoletano


Foto - Priscila e Fernando, la mia seconda host family