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Era un’alba come tante altre, nel quale il rosso del sole si confondeva al grigio delle nubi, il tutto incorniciato dal piacevole rumore del mare che si infrangeva sul bagnasciuga. Con me c’erano i miei nuovi amici Alex, col suo umorismo olandese, Laura, col suo inconfondibile accento francese e Angela, con i simpaticissimi occhi a mandorla tipici dei Cinesi. Sarebbe stata senz’altro un’alba comune a molte che avevo già visto se non che il sole stava sorgendo dall’altra parte del globo, in una piccola cittadina del Queensald, in Australia.

Tutto cominciò però 3 settimane prima, quando mi recai all’aeroporto di Malpensa per cominciare un’esperienza che sarebbe durata più di un mese. Nella mia testa frullavano così tante emozioni che non riuscivo nemmeno a distinguere in modo chiaro cosa provassi; di certo ero entusiasta per il lungo viaggio e per la fantastica esperienza che mi stava attendendo in un paese così lontano dal nostro: l’Australia. Tuttavia ero anche un po’ agitato perché non avevo la minima idea di cosa mi sarebbe successo in un posto cosi lontano da casa. La prima tappa che mi aspettava era la rinomata Sydney, che però avrei raggiunto solo dopo un volo di più di 24 ore. Già in aereo feci le prime conoscenze con i miei compagni di esperienza tra cui anche Alberto, quello che sarebbe stato il mio compagno di avventure nella città dell’Opera House. Una volta arrivati a Sydney trovai subito i miei host parents Stephen e Caroline. Era mattina e quindi subito ci portarono a fare una visita alle zone più periferiche di questa città fantastica. Giorno dopo giorno io e Alberto visitammo ogni singolo angolo del centro, spesso insieme a molti altri ragazzi sempre del programma Lions, dalla famosissima Opera House, ai fantastici Botanic Gardens, al piccolo Luna Park

 

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